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sabato , 21 gennaio 2017
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L’America Latina non vuole cedere alle multinazionali

L’America Latina non vuole cedere alle multinazionali

I processi e le azioni penali intentati dalle imprese multinazionali sono un crescente ostacolo allo sviluppo dei paesi latino-americani. Dodici paesi del continente hanno deciso di affrontare insieme il problema.

I leaders ed i dirigenti dei paesi latino-americani hanno messo in piedi una nuova coalizione per arginare il crescente numero di cause legali intentate dalle multinazionali contro i loro governi. I ministri di dodici paesi si sono riuniti a Guayaquil, in Ecuador. Sette di questi paesi (Ecuador, Bolivia, Cuba, Nicaragua, Venezuela, la Repubblica Dominicana e Saint Vincent e Grenadine) hanno immediatamente aderito alla coalizione, mentre gli altri cinque (Argentina, Guatemala, El Salvador, Honduras e Messico) devono ancora discuterne coi loro rispettivi governi. Un Comitato esecutivo del gruppo, sotto la direzione dell’Ecuador, coordinerà l’azione politica e giuridica.Sarà inoltre creato un “Osservatorio internazionale” per radiografare gli investimenti delle multinazionali, per riformare l’attuale sistema di arbitrato ( per esempio, uno di questi tribunali si trova presso la sede della Banca Mondiale, a Washington) e sviluppare meccanismi alternativi per una giusta mediazione tra gli Stati e le imprese multinazionali. Verranno forniti inoltre preziosi consigli e informazioni ai governi per negoziare i contratti commerciali e gli investimenti.

Sovranità

In questi ultimi anni, i processi penali intentati dalle multinazionali europee e americane in America Latina hanno continuato a moltiplicarsi: ce ne sono più di 500. L’Argentina, l’Ecuador, il Venezuela e il Messico sono stati condannati da venti a trenta volte ciascuno. Solo nel 2012 sono stati registrati 60 casi-

Anche altri paesi del sud, come Sud Africa, India, Indonesia e Vietnam si trovano di fronte a queste problematiche, ad affrontare questi processi.

Nella maggior parte dei casi, le multinazionali esigono un indennizzo fisso per la presunta perdita di guadagni, sostenendo che i paesi in questione non applicano le disposizioni degli accordi bilaterali commerciali, oppure nel libero commercio, stabilendo nuove regolamentazioni o apportando sostanziali modifiche ai contratti.

L’Ecuador ad esempio, è al centro di una richiesta di risarcimento danni per 2,3 milioni di dollari da parte della compagnia multinazionale petrolifera americana Oxy, nonostante una commissione arbitrale abbia già stabilito che in realtà è la società stessa che ha violato i termini del suo contratto col governo.

Queste pesanti dispute , la maggior parte delle volte risolte a favore delle multinazionali, non riguardano solamente la posizione fiscale e di bilancio degli Stati, ma soprattutto la loro giurisdizione e sovranità.

Si bloccano così i progetti di sviluppo del Continente.

Questa nuova e importante iniziativa di integrazione latinoamericana significa dunque mettere fine a questo.

di Bert De Belder, “Solidaire”, settimanale del Partito del Lavoro del Belgio
da www.ptb.be | Traduzione di Erman Dovis per Marx21.it

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