Lampedusa. Quando il razzismo colma il vuoto lasciato dalla culturaTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Lampedusa. Quando il razzismo colma il vuoto lasciato dalla cultura

Lampedusa. Quando il razzismo colma il vuoto lasciato dalla cultura

A pochi giorni dalla terribile tragedia di Lampedusa dove hanno trovato la morte centinaia di immigrati, sui social network e sui giornali emerge tutto l’individualismo e il razzismo degli italiani. Il rischio è che la voce di questi personaggi copra il buonsenso.

Internet è, nel bene e nel male, un luogo dove tutti possono dire quello che vogliono su qualsiasi cosa. Il che è ovviamente una cosa buona perchè permette a persone che si sono sempre disinteressate della società di poter finalmente informarsi in prima persona e dire la propria. Ma quando accadono episodi terribili come quello di Lampedusa è tollerabile che si permetta a gruppi di persone organizzate e non di esultare quando non di esprimere indifferenza e cinismo nei confronti di una tragedia simile? La questione immigrazione in Italia è  distorta in modo quasi parossistico dai media che veicolano da anni la “teoria dell’assedio”, contribuendo ad alimentare paure che diventano ancora più forti profittando del contesto di crisi materiale e di valori che ci circonda. Così al posto che indignarsi che centinaia di poveracci sono morti affogati si permette che partiti come la Lega Nord strumentalizzino i morti per attaccare dei ministri, si permette che media e gruppi su Facebook e non gettino benzina nella macchina dell’intolleranza. Sostenere che gli immigrati sono tutti dei ladri e degli stupratori che vengono in Italia per campare alle spalle dello Stato è un opinione tollerabile? E’ tollerabile alimentare odio nei confronti del diverso? Secondo noi no, e secondo noi le istituzioni utilizzano due pesi e due misure da un lato perdonando in modo troppo superficiale il razzismo, dall’altro reprimendo senza pietà altre fonti di dissenso ritenute evidentemente “più pericolose” dalle istituzioni. E non può che esserci una relazione tra l’arretramento degli investimenti nella cultura, nella perdita di valore della cultura, e il rifiorire del razzismo. Il razzismo del resto è il frutto avvelenato della globalizzazione e dell’individualismo, ed è per questo che le istituzioni dovrebbero vigilare per evitare l’intolleranza si consolidi ulteriormente nel nostro povero Paese. Con questo non vogliamo negare che a Lampedusa ci sia un problema, esiste eccome ed è legato all’immigrazione. Ma questo è un problema da discutere nelle sedi giuste, in Europa e in parlamento, e con l’intento di risolverlo in modo intelligente non di mettere la testa sotto la sabbia come proporrebbe invece la Lega Nord, e non criminalizzando e basta come invece propone la Bossi-Fini.

Gracchus Babeuf

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/lulazzo/2950951981/”>lulazzo [non vede, non sente, non parla]</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/”>cc</a>

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