Landini all'assise della Fiom: "Governo assente"Tribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Landini all’assise della Fiom: “Governo assente”

 Maurizio Landini ha concluso a Torino i lavori dell’assemblea dei delegati Fiom di tutti gli stabilimenti italiani del Gruppo e ha attaccato frontalmente il governo.

Maurizio Landini ha le idee chiare, e le ha ancor di più dopo la grande mobilitazione di Roma il 12 ottobre sulla Costituzione. Il segretario della Fiom ha partecipato ai lavori dell’assemblea dei delegati Fiom di tutti gli stabilimenti italiani del Gruppo a Torino, e non le ha mandate a dire nei confronti del governo: “Non solo sono stati assenti, ma complici e responsabili delle scelte». Come? «Durante l’esecutivo Berlusconi, il premier invitava a votare sì al referedum; il premier Monti aveva, di fatto, aperto la sua campagna elettorale, nello stabilimento di Melfi. Il governo Letta non solo non chiede conto alla Fiat di cosa vuole fare in Italia, ma sta sostenendo le scelte di depotenziamento della struttura industriale del Paese che riguarda non solo il Lingotto ma tutto il settore metalmeccanico“. Insomma, secondo la Fiom a mancare è proprio una vera politica industriale la cui assenza avrebbe provocato negli ultimi anni un calo del 30% degli investimenti. Ma la Fiom non si limita a elencare i problemi e gli errori, Landini ha anche indicato la via da prendere, ovvero mettere in campo un’azione “che difenda i diritti e l’occupazione e, anche, tutta la Cgil deve farsene carico, sapendo che in Fiat questo significa fare i conti con una divisione sindacale forte“. La cornice dell’assise della Fiom è stata il Campus Einaudi dove 150 delegati si sono ritrovati per due giorni in assemblea assieme a personaggi importanti come Gallino, Alleva, e Airaudo. E’ stata la prima assise dopo il rientro dei metalmeccanici della Fiom in fabbrica a seguito della sentenza della Corte costituzionale. La Fiom ha comunque deciso di andare avanti e di voler reclamare una legge sulla rappresentanza in modo da dare attuazione alla sentenza del 31 maggio e ridare dignità ai delegati. Non poteva poi mancare una dura accusa alla Fiat il cui comportamento discriminatorio si palesa ogni volta che c’è da fare un accordo con le sigle sindacali. Come non sottolineare poi le promesse non mantenute da parte della Fiat, con la promessa ormai sbiadita dei 20 miliardi di investimenti. La ricetta di Landini invece è semplice: “un piano straordinario di investimenti pubblici e privati nella mobilità, nei trasporti e nelle telecomunicazioni“.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/47021817@N02/5400852466/”>emilius da atlantide</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

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