Landini all'attacco: "Politica non è proprietà privataTribuno del Popolo
venerdì , 15 dicembre 2017
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Landini all’attacco: “Politica non è proprietà privata

Maurizio Landini ha lanciato un vero e proprio appello ad associazioni, simpatizzanti e iscritti alla Fiom per lanciare una “coalizione sociale” in grado di rappresentare una reale alternativa a quella dei partiti esistenti.

“La politica non è proprietà privata”, quest il grassetto scelto da Landini nella lettera che ha scritto di suo pugno indirizzandola a simpatizzanti, associazioni, sinistra diffusa e iscritti alla Fiom. Una lettera nella quale si invita sostanzialmente a partecipare alla creazione di una nuova coalizione sociale in grado finalmente di incrinare il predominio dei partiti esistenti. La lettera sarebbe stata diffusa nella sede della Fiom di Roma nel corso di un incontro organizzato a porte chiuse e gestito da Landini che ha invitato a partecipare realtà come l’Arci, Giustizia e Libertà, Articolo 21, ma anche Libera e altre reti sociali diffuse nel territorio italiano. Ma a quanti pensano che Landini stia semplicemente pensando di creare un nuovo partito il segretario della Fiom ha risposto in modo netto: “Chi pensa sia iniziata una fase preparatoria per la nascita di un nuovo partito sbaglia. E se ne vada a casa”. Non un partito dunque, ma una coalizione sociale, anche se il confine tra le due cose appare labile, in effetti. Landini però partendo dall’assunto iniziale che la politica non è proprietà privata arriva a parlare anche di “fine del lavoro“, si propone di di andare contro una guerra tra poveri che sta riguardando tutta l’Europa nel suo complesso ancor più che ormai nel sentire comune sembrano aver prevalso coloro che dicono che la società non esiste, “esistono solo gli individui e il potere che li governa“. Da qui la proposta di superare ogni divisione per tentare di coalizzarsi assieme e opporsi a questo stato di cose, uno spirito nuovo, unitario che dovrà ispirare la nuova coalizione sociale di Landini, una coalizione con l’ambizione di essere indipendente e autonoma per quale potrebbe anche essere possibile “individuare punti di programma condivisi” per una “visione nuova del lavoro, della cittadinanza, del welfare e della società“. Insomma il progetto di Landini prosegue lungo la strada accidentata della sinistra italiana e solo il futuro potrà mostrare se vi sarà effettivamente uno spazio politico di riferimento su cui contare per lanciare un progetto politico innovativo e capace di colmare l’enorme vuoto lasciato alla sinistra del Pd, un vuoto che Sinistra e Libertà non è capace di colmare. La nostra speranza è che Landini non si appiattisca anche su una visione di politica estera del tutto subalterna alla collocazione occidentale del nostro Paese dal momento che in un mondo globalizzato come questo anche la politica estera diventa importante.

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Un commento

  1. Carlo Robetti

    La politica e’ un business nelle mani di farabutti che se ne fregano dei cittadini , i sindacati sono organizzazioni criminali parassitarie e Landini e’ un pappone dei tanti . Italia senza speranza .

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