Landini bacchetta il Job Act di RenziTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Landini bacchetta il Job Act di Renzi

Landini bacchetta il Job Act di Renzi

Il segretario della Fiom, Maurizio Landini, ha detto al quotidiano “Europa” le cose che secondo lui andrebbero cambiate nel Job Act di Matteo Renzi.

Matteo Renzi ha cominciato a indicare la sua strada per uscire dalla crisi, una strada tortuosa che sicuramente non conduce a sinistra, una strada su cui si trova il Job Act proposto dal sindaco di Firenze, un Job Act però che ha sollevato diverse perplessità. Maurizio Landini ha concesso a questo riguardo un’intervista al quotidiano “Europa”nella quale ha voluto evidenziare cosa non va a suo dire nel progetto renziano. “Penso che sia necessario affrontare il problema di un intervento pubblico nell’economia“, ha detto Landini, “Perché il lavoro è necessario crearlo con un piano straordinario d’investimenti , difendendo poi quello che c’è ponendo il problema della riduzione dell’orario di lavoro e dell’incentivazione dei contratti di solidarietà“. Landini si è poi detto favorevole all’idea di ridurre la precarietà, anche se ha sottolineato come nel piano di Renzi non si è parlato dell’estensione a tutti i tipi di lavori della cassa integrazione, che secondo la Fiom sarebbe uno strumento necessario e si potrebbe pagare con un contributo di lavoratori e imprese. Il segretario della Fiom ha anche detto di auspicare che vengano introdotti strumenti di tutela universale come le forme di reddito garantito, una soluzione ben differente dall’idea confusa di assegno di disoccupazione universale. Nella bozza di Renzi su questo tema c’è molta confusione dal momento che non si parla apertamente nè di reddito minimo, nè di cassa integrazione. Landini invece vorrebbe fare chiarezza, e soprattutto vorrebbe che si facesse ripartire la formazione, ridando un ruolo pubblico alla gestione del mercato del lavoro, sulla trasparenza dei bilanci e delle spese da certificare. Infine Landini ha individuato come corretta la strada del “contratto unico”, una soluzione che permetterebbe di cancellare le forme di lavoro precario inutili: “Per quello che mi riguarda il problema è allungare il periodo di prova, arrivando alla fine del percorso con un contratto a tempo indeterminato“. Come poi eludere il tema del rientro dei capitali dall’estero e della lotta ai paradisi fiscali, per la Fiom da sempre al primo posto?

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/ilfattoquotidiano/7354524594/”>Il Fatto Quotidiano</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

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