Landini-Camusso, è rottura nella Cgil?Tribuno del Popolo
lunedì , 22 maggio 2017
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Landini-Camusso, è rottura nella Cgil?

Il congresso della Cgil a Rimini è finito con Maurizio Landini, segretario della Fiom, che ha aspramente criticato la gestione Camusso e ha presentato una lista alternativa in vista dell’elezione del nuovo comitato direttivo. Nessuna scissione però sembra essere dietro l’angolo. 

Qualcosa si muove in casa Cgil? Non esultiamo, in realtà di concreto non c’è nulla, se non l’impegno di Maurizio Landini che ha partecipato al congresso di Rimini criticando aspramente la gestione Camusso. La sua però non sarà una rottura, come lui stesso ha specificato, anche se ha richiesto apertamente una maggiore trasparenza e un codice etico. E’ stato un Landini che ha attaccato duramente la Cgil soprattutto sul caso Fiat, e infatti la Fiom si è da sempre spesa contro Marchionne negli ultimi anni. I firmatari della lista di Landini sono stati 110 e proprio lui ha chiarito meglio la sua posizione dopo la relazione della Camusso: Non ho apprezzato il silenzio che c’è stato sulla vicenda e sul significato della vicenda Fiat. Non siamo di fronte a un’azienda che ha fatto un errore ma all’idea precisa di una modifica delle relazioni sindacali nel nostro Paese e  all’idea del superamento, non solo del contratto nazionale” ma del fatto “che possa esistere la contrattazione collettiva come elemento di mediazione di diversi interessi . Landini ha anche espresso comprensibili dubbi sul nuovo piano della Fiat: Siamo di fronte all’annuncio di un nuovo piano la cui credibilità, alla luce di quanto avuto nel passato, va realmente confrontato e verificato” ha detto riferendosi al piano industriale di Fiat-Chrysler, presentato martedì negli Stati Uniti. Inutile ricordare poi che delle circa 1.600.000  auto prodotte da Fiat nel mondo nel 2013, solamente 386.000 sono state prodotte in Italia, ormai una piccolissima percentuale. Critico anche nei confronti di Bonanni, leader della Cisl: “Paladino della democrazia? Mi vengono i capelli dritti. Ho sempre pensato che l’unità della Cgil venga prima dell’unità con Cisl e Uil: sentire Bonanni fare il paladino della democrazia a me sono venuti i capelli dritti . Insomma nessuna rottura ma una critica bella netta alla gestione della Cgil, fin qui evidentemente assolutamente insufficiente e inefficace nel tutelare i diritti dei lavoratori. La speranza è che Landini trovi anche il coraggio politico di mettersi nella mischia e di creare un movimento culturale o politico in grado di innervare l’asfittica sinistra italiane di nuove energie vitali.

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