Landini chiama a raccolta contro il Jobs Act: "Riporta l'Italia all'Ottocento"Tribuno del Popolo
lunedì , 21 agosto 2017
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Landini chiama a raccolta contro il Jobs Act: “Riporta l’Italia all’Ottocento”

Il Jobs Act è passato ma Maurizio Landini, segretario della Fiom, non ha nessuna intenzione di farsi da parte e ha chiamato a raccolta per un nuovo periodo di mobilitazioni e proteste contro un piano che riporta l’Italia indietro nel tempo facendo tornare “il lavoro a pura merce”. 

L’opposizione di sinistra al Jobs Act, nonostante sulla carta possa annoverare tra le sue fila anche personaggi come Civati, Cuperlo e Vendola, vede il suo punto più avanzato nella figura di Maurizio Landini, segretario della Fiom, che ormai da diversi mesi porta su di sè il peso di opporsi a mezzo stampa o in Tv alla visione di Matteo Renzi del lavoro. A questo proposito ecco quanto ha scritto proprio Landini sul suo profilo Facebook:

I sindacati continueranno nella lotta. Ci saranno altre iniziative. E non escludiamo nulla, né sul piano della mobilitazione, né sul piano dell’azione contrattuale, né sul piano dell’azione giuridica.
Il Jobs Act riporta l’Italia al 1800 e fa ritornare il lavoro a pura merce. È una regressione inaccettabile. È chiaro che siamo di fronte a un fatto gravissimo. In questo modo si è cancellato lo Statuto dei Lavoratori e si sono resi possibili i licenziamenti senza alcun vincolo. Questo non è un provvedimento per l’occupazione ma è un provvedimento per rendere più facili i licenziamenti. Questo è un governo che è contro chi lavora. È contro i diritti di quelli che lavorano. Un provvedimento di questo genere non solo non cancella la precarietà ma nel tornare a rendere possibili i licenziamenti, sia individuali sia collettivi, solo in cambio di qualche mancia e un po’ di denaro, insisto, vuol dire tornare al 1800. E questo è del tutto inaccettabile.

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