Landini dalla parte di TsiprasTribuno del Popolo
mercoledì , 16 agosto 2017
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Landini dalla parte di Tsipras

Il segretario della Fiom Maurizio Landini ha detto la sua sulla vicenda greca, prendendo posizione a favore di Tsipras con cui condivide la scelta del referendum per far decidere al popolo il futuro del Paese. Non solo, Landini ha anche ricordato come chi in Italia ha portato avanti e sta portando avanti le politiche di austerity imposte dalla famosa lettera della Bce non sia stato eletto da nessuno. 

E’ un Landini molto ispirato quello che ha risposto alle domande dei giornalisti in piazza Farnese a Roma, dove era sceso in piazza assieme alla sua Coalizione Sociale per appoggiare la manifestazione per il “No” di vicinanza al popolo ellenico. E’ stata l’occasione per dire la sua sulla crisi ellenica che poi è anche crisi europea, una crisi che non può non riguardarci molto da vicino per diversi motivi. Il leader della Fiom ha detto chiaramente che il governo ellenico ha vinto le elezioni con un programma molto preciso che chiedeva anche di ridiscutere con l’Europa dei vincoli sbagliati; per questo Landini ha ritenuto corretto il rivolgersi di Tsipras al popolo con il referendum: “La democrazia è una cosa seria“. La stessa democrazia che evidentemente manca in Italia dove Landini ha ricordato come, dopo la famosa lettera della Bce, si siano succeduti personaggi come Monti, Letta e Renzi che non sono stati eletti da nessuno. E la famosa lettera della Bce, quella che fece cadere Berlusconi, è sostanzialmente quella che detta le linee guida del governo, una lettera dove Landini ricorda che si richiedevano tutta una serie di cose: dalla privatizzazione dei servizi pubblici fino  al taglio delle pensioni, alla modifica dell’articolo 18, l’abolizione delle provincie e la cancellazione dei contratti nazionali. “Non mi sembra che a qualcuno sia stato chiesto se era d’accordo o no“, ha aggiunto. Il leader della Fiom ha poi ricordato come un governo debba rispondere in primis agli elettori: “Un governo deve rispondere a chi è stato eletto o a chi? Se no cosa si vota a fare? In democrazia ci sono idee diverse e i popoli devono avere una loro sovranità. Se viene messa in discussione la sovranità di un popolo di cosa stiamo discutendo? Chi l’ha eletta la Bce? Il Fmi da chi è stato eletto? La politica di austerità chi l’ha decisa? I vincoli del 3% li ha votati qualcuno dei popoli europei? Il pareggio di bilancio è stato votato dal popolo o da qualcuno che lo ha accettato senza discutere con nessuno?“. Ma la chiave per il segretario della Fiom è andato anche oltre vedendo un vero e proprio disegno dietro quanto sta accadendo in Grecia: “Non è un caso che si tenti di mettere con le spalle al muro il governo greco perchè tra poco si vota in Spagna, in Portogallo, in Irlanda. Io trovo che sia folle per l’Europa continuare così perchè queste diseguaglianze rischiano di far saltare tutto“. Insomma idee molto chiare quelle di Landini che parla già forse da leader politico dimostrando di aver compreso molto bene le dinamiche e le implicazioni della crisi ellenica.

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