Landini: "Il piano Fabbrica Italia non c'è più" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Landini: “Il piano Fabbrica Italia non c’è più”

Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ha aspramente commentato l’annunciata chiusura ad agosto dello stabilimento Fiat di Pomigliano e ha accusatola Fiat di aver completamente disatteso le promesse fatte fino a oggi. Confermato lo sciopero per il 23 luglio dei metalmeccanici Fiom.

Il piano Fabbrica Italia non c’e’ piu’“: parola di Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, che ha voluto dire la sua dopo l’annunciata chiusura ad agosto dello stabilimento Fiat di Pomigliano. “A distanza di due anni, dei 20 miliardi annunciati ne e’ stato investito solo uno. La cassa integrazione aumenta, cala la quota di mercato, non ci sono nuovi modelli”, ha spiegato Landini. “Il rischio a questo punto, riguarda l’intera produzione auto in Italia, componentistica compresa. Serve – ha aggiunto Landini – un nuovo piano, il Governo convochi un tavolo con la Fiat e con i produttori stranieri interessati ad investire in Italia“. Landini ha poi parlato anche dell’esempio francese, dove l’Eliseo si è mostrato sempre attento a intervenire ogni qual volta le case automobilistiche, vedi la Peugeot, hanno annunciato licenziamenti: “Non e’ possibile  che se la Peugeot in Francia annuncia licenziamenti interviene il presidente francese in persona, mentre in Italia il premier Monti ha detto che la Fiat e’ libera di investire dove vuole“. Intanto è stato confermato lo sciopero dei metalmeccanici Fiom per lunedì 23 luglio, quando si protesterà contro la decisione di Federmeccanica di accettare la richiesta di Fim e Uilm di una convocazione separata per aprire le trattative sul rinnovo del contratto nazionale. La decisione delle tute blu Cgil è stata annunciata il 19 luglio dal segretario generale della categoria Maurizio Landini in una conferenza stampa. Landini ha definito la scelta di Federmeccanica come “un attacco alla democrazia che non ha precedenti nel nostro paese“, ricordando che è lo stesso accordo del 28 giugno, sottoscritto da Confindustria, a non prevedere la possibilità di accordi separati. ”Fiat, pur essendone fuori, sta dettando la linea a Federmeccanica, che sta facendo peggio di quanto non abbia già fatto la casa automobilistica“, ha aggiunto il leader della Fiom. La modalità delle agitazioni, ha spiegato infine Landini, verrà decisa su base territoriale e le mobilitazioni saranno accompagnate da presidi di fronte alle sedi locali di Confindustria.

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