L'Arabia Saudita e l'ombra del terrorismo dalla Siria al CaucasoTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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L’Arabia Saudita e l’ombra del terrorismo dalla Siria al Caucaso

L’Arabia Saudita e l’ombra del terrorismo dalla Siria al Caucaso

Hanno fatto scalpore i due attentati di Stalingrado (Volgograd) che hanno causato decine di morti. Dietro gli attentati kamikaze, dalla Siria fino nel Caucaso, si staglia con sempre maggiore nettezza l’ombra dell’Arabia Saudita. 

Gli attentati di Volgograd, la vecchia Stalingrado, hanno fatto trattenere il fiato a mezzo mondo. Sono tornate le immagini di esplosioni nella vita quotidiana di città in pace, con tutto il corollario di morti e feriti. Il terrorismo ha colpito la Russia, e l’Occidente non ne sembra molto turbato a differenza invece di quanto successe quando colpì al cuore gli Stati Uniti. Per la verità il terrorismo ha già colpito duramente la Siria, e anzi proprio Mosca è stata ritenuta colpevole da parte dell’Arabia Saudita di continuare a difendere il governo di Bashar al-Assad. Già nell’estate del 2013 infatti, la stampa britannica aveva sottolineato come il prince saudita Bindar Sultan avesse ricattato Putin chiedendogli di smettere di appoggiare Assad altrimenti avrebbe aizzato i terroristi ceceni contro la Russia in vista delle Olimpiadi di Sochi. Il quotidiano russo Pravda.ru ha pubblicato un articolo ad esempio che accusa direttamente proprio l’Arabia Saudita di foraggiare il terrorismo internazionale. Ad esempio si cita il fatto che l’Arabia Saudita avrebbe allocato tre miliardi di dollari all’esercito libanese, circa il doppio del budget annuale. Il Re Abdullah ha rassicurato che si tratta di denaro inviato per aumentare la sicurezza del Libano, ma esiste una condizione, ovvero che le armi sia comprate in Francia, elemento questo da tenere in considerazione. La scorsa domenica secondo la Pravda, il presidente libanese Michel Suleiman ha detto che l’Arabia Saudita darà i tre miliardi all’esercito libanese, un fatto descritto dall’Occidente come un nobile gesto per la stabilità del Libano dopo i recenti attentati che hanno insanguinato il Paese (il 27 dicembre otto persone sono morte a seguito di una autobomba), e che hanno portato alla morte anche del ministro delle Finanze, Mohammad Shatah. I sunniti hanno a quel punto provato ad accusare il braccio armato di Hezbollah dell’attentato dal momento che Shatah era critico nei confronti di Hezbollah, ma appare chiaro che dietro l’attentato ci fossero in realtà dei salafiti estremisti, anche se in realtà nessuno ha rivendicato l’attacco. Rimane dubbia anche la responsabilità di un altro doppio attentato nei pressi dell’ambasciata iraniana a Beirut il 19 novembre, una bomba che ha causato la morte di 23 persone, incluso uno del personale dell’ambasciata iraniana. In quel caso venne accusata la Brigata Abdullah Azzam legata ad Al Qaeda e supportata dall’Arabia Saudita. Ricordate il riferimento di prima alla Francia? Sempre secondo Pravda.ru questo annuncio di assistenza al Libano ha seguito, guardacaso, una visita di Hollande a Riyadh, la capitale dell’Arabia Saudita, dove il presidente francese si è incontrato proprio con il Re saudita Abdullah, con il primo ministro Saad Hariri e con il leader della Coalizione Nazionale Siriana dell’opposizione a Damasco, Ahmad Jarboe. Del resto l’asse Libano, Francia, Arabia Saudita non è casuale, ancor più che Hollande era proprio uno dei principali sponsor dell’attacco ad Assad. Secondo molti analisti insomma, l’Arabia Saudita avrebbe offerto miliardi al Libano per isolare Hezbollah, ma questo atto potrebbe solamente far precipitare il Paese in una nuova, sanguinosa, guerra civile tra sciiti e sunniti. L’Analista politico di Global Research Finian Cunningham ha scritto ad esempio di ritenere che ci sia proprio l’Arabia Saudita dietro gli attentati in Siria, Libano, Yemen e Pakistan, e anche dietro gli attentati terroristici di Volgograd nel Caucaso. Il giornale britannico The Christian Science Monitor ha scritto ad esempio che l’obiettivo del finanziamento del Libano da parte di Ryadh deriverebbe dall’intento saudita di limitare il potere dell’Iran, che da tempo finanzia e controlla Hezbollah, alleato chiave della Siria. Il quotidiano libanese Al-Akbar, ad esempio, ha accusato Francia e Arabia Saudita di voler influenzare l’esercito libanese, garante dell’unità nazionale, portando a una guerra civile.

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Un commento

  1. I sauditi possono fare quello che vogliono perché vendono il petrolio esclusivamente in dollari. Appena qualcuno prova a cambiare valuta (come Saddam nel 2000) ecco che arriva la cavalleria pesante a liberare il mondo da dittatori cattivi. Anche in Arabia Saudita c’è un regime dittatoriale, probabilmente il più oppressivo al mondo. Eppure nessuno può toccarli, nemmeno i media, che se la prendono con Putin l’omofobico ecc.
    Consiglio a tutti la lettura di questo simpatico fumetto che parla di questo (e altro):
    http://www.incorreggibili2012.blogspot.com

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