L'asse tra Cina e Russia si rinsaldaTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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L’asse tra Cina e Russia si rinsalda

Pechino avrebbe offerto un serio sostegno a Mosca mentre il governo russo sta cercando di porre un freno alla caduta del rublo senza esaurire le riserve di valuta estera. Si rafforza dunque l’asse Mosca-Pechino, un segnale molto netto lanciato tanto all’Ue, quanto agli Stati Uniti. 

Negli ultimi giorni la Russia era molto in difficoltà a causa del deprezzamento del rublo che era arrivato a perdere fino al 59% del suo valore a causa del crollo verticale dei prezzi petroliferi congiunto al peso delle sanzioni imposte dall’Occidente a margine della questione ucraina. Il Cremlino però non si è certo perso d’animo anche perchè ha dalla sua un alleato non proprio secondario, il colosso cinese. E infatti nel momento più difficile per Mosca che sta cercando di puntellare il valore del rublo senza incidere sulle riserve in valuta estera ci ha pensato proprio Pechino che ha offerto alla Russia un sostegno importante per uscire dalla crisi. Il ministro del Commercio e degli Esteri hanno infatti affermato di voler aumentare l’esposizione del currecny swap tra i due paesi, utilizzando anche maggiormente gli Yuan per il commercio bilaterale tra i due paesi. In questo modo l’economia della Russia potrebbe trarne immediato beneficio, e infatti poco dopo il rublo si è rafforzato di oltre il 4% e il dollaro ha cominciato a dare segni di instabilità. Del resto il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto ufficialmente ai propri ministri di adottare una diplomazia cosiddetta da “grande paese, il che significa assumere un ruolo crescente nelle crisi che incombono.  Jin Canrong, professore associato alla Scuola di Studi Internazionali presso University Renmin, di Pechino, ha detto la sua sull’alleanza tra Cina e Russia, una alleanza ancora molto sentita:  Molti cinesi vedono ancora la Russia come il fratello maggiore, considerando che i due paesi sono di importanza strategica l’uno per l’altro. Per il bene degli interessi nazionali, la Cina dovrebbe approfondire la cooperazione con la Russia, tanto quanto questa cooperazione avrebbe bisogno”. E le cose sembrano proprio andare in questa direzione dal momento che Cina e Russia hanno firmato una linea di valuta-swap di tre anni dal valore di oltre 150 miliardi di Yuan pari a 24 miliardi di dollari. Ma il vero nodo sembra essere un altro: la Cina sta praticamente promuovendo lo Yuan come alternativa reale al dollaro per il commercio mondiale e per la finanza, infatti la Banca Centrale di Pechino ha firmato accordi di currency swap con circa 28 banche centrali in tutto il mondo proprio in quest’ottica espansiva. In questo senso ben si capisce l’isterismo e l’attivismo americano in tutto il mondo, con qualcuno che a Washington evidentemente ha cominciato a rendersi conto della partita in ballo. 

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