L'assenza di una mobilitazione per la paceTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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L’assenza di una mobilitazione per la pace

Quando nel 2003 ci fu l’invasione dell’Iraq oltre tre milioni di italiani si riversarono nelle strade di Roma (e centinaia di migliaia nelle altre città) per protestare contro la guerra. Oggi ci sarebbe bisogno di una mobilitazione simile a livello italiano ed europeo dato che fosche nubi si addensano all’orizzonte ed è anche abbastanza palese che in troppi stiano lavorando per una guerra globale.

Siamo oltre tre milioni, è la più grande manifestazione pacifista mai avvenuta in Italia“, era questo il commento rilasciato al Corriere dell’organizzatrice del Forum Sociale Europeo, Andreina Albano, dopo che il 16 febbraio 2003 centinaia e centinaia di migliaia di italiani scesero in piazza in tutte le principali città italiane per manifestare contro lo spettro della guerra e le politiche degli Stati Uniti. in Afghanistan e in Iraq. Oggi sono cambiate molte cose, ma in peggio, e proprio quando sarebbe più necessaria una mobilitazione di massa contro la guerra ecco che in Italia e in Europa nessuno sembra essere in grado di realizzarla. E dire che proprio adesso, paradossalmente, una manifestazione in grande stile sulla falsariga di quella del 2003 lancerebbe un messaggio inequivocabile a quelle forze che lavorano senza sosta per la guerra globale, forze che esistono e che si palesano in tutta la loro pericolosità, basti pensare alle Primavere Arabe, alla nascita avvolta nel mistero dello Stato Islamico, e al recente e terribile eccidio di Parigi al Bataclan. Oggi nessuno sembra essere in grado di lanciare una mobilitazione per la pace in quanto da troppi anni le forze che accusano l’imperialismo dell’Occidente sono state drammaticamente emarginate. Ogni voce contraria è stata ridicolizzata e marginalizzata, in questo modo le forze che si oppongono alla guerra, alla Nato, e all’attuale modo di fare della politica internazionale si sono trovate divise, atomizzate, prive di quel collante necessario a dare avvio a una mobilitazione. E proprio adesso che il vento della guerra spira fortissimo l’Europa avrebbe l’occasione di lanciare un messaggio straordinario di pace e di lotta alla guerra al terrorismo, un messaggio inequivocabile che toglierebbe il terreno sotto ai piedi a coloro che stanno realizzando la Terza Guerra Mondiale a pezzi, mutuando in questo modo la definizione che ne diede Papa Francesco.

E il fatto che tale mobilitazione non ci sia in Italia e in Europa dimostra in modo netto come negli ultimi dieci anni la società sia cambiata in peggio, con il pensiero critico che è stato duramente colpito ed espulso dalla politica, venendo relegato a una sorta di complottismo che suscita ironie e sorrisi. Una sorta di dittatura del pensiero unico che ha finito per seminare rassegnazione nella popolazione,

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