Lavori in corso a Sinistra. Ecco l'intervista doppia Prc-PdciTribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
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Lavori in corso a Sinistra. Ecco l’intervista doppia Prc-Pdci

Dopo l’Assemblea di sabato a Roma “Lavori in Corso a Sinistra”, organizzata da Claudio Grassi del Prc e cui hanno partecipato Pdci, Alba, Sel e altre realtà, abbiamo sentito un esponente del Prc, Nicolò Ollino segretario provinciale di Asti del Prc e membro del comitato Politico nazionale, e uno del Pdci, Francesco Maringiò,Vice Responsabile Dip. Esteri  del Pdci per capire meglio le prospettive future. 

Cominciamo con l’intervista a Nicolò Ollino del Prc:

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Si è recentemente concluso il congresso del Prc con la riconferma di Paolo Ferrero come segretario. Commenti a caldo?

Io ho sostenuto una opzione nel congresso del PRC che chiedeva, nel contesto condivisibile del documento della (ex) maggioranza, un’impronta più decisa sui temi del Rinnovamento della classe dirigente e dell’Unità della Sinistra di Alternativa. Evidentemente quindi non posso ritenermi soddisfatto dall’esito del congresso del mio Partito, il quale il rinnovamento lo ha accantonato optando per un continuismo che secondo me non ci pone al passo coi tempi e con la difficoltà della fase, rieleggendo Paolo, a cui naturalmente faccio i migliori auguri di buon lavoro. Immaginavo un maggior coraggio del mio Partito nell’operare scelte che se ci guardiamo intorno paiono semplicemente logiche e politicamente opportune, anzi imprescindibili.

 -Dopo l’Assemblea Aperta di Roma “Lavori in corso a Sinistra prove di unità”, quali sono le prime impressioni?

L’impressione è buona! dal mio punto di vista è anche stata una occasione per colmare appunto alcune delle lacune congressuali del PRC e dare gambe e forza a ciò che sta scritto nella linea politica uscita maggioritaria, cioè la costruzione di una forte sinistra di alternativa. Naturalmente è stata una positiva occasione di confronto tra il PRC e varie altre realtà di sinistra con le quali il dialogo non è sempre semplice, a volte non abbastanza ricercato, ad esempio il PdCI, SEL, Alba, il sindacato e via dicendo. Sono emersi spunti interessanti che meritano prosecuzione assolutamente!

 -In vista delle Europee si può immaginare un percorso comune delle realtà coinvolte nell’Assemblea?

Credo che si debba immaginarlo e attrezzarci per renderlo possibile. Piuttosto, credo non si possa ne si debba immaginare altro, onestamente: l’utilità, l’opportunità del progetto, la potenziale svolta che potrebbe imprimere un percorso del genere alla decadenza della sinistra e dei comunisti in Italia, sono fattori determinanti e che dobbiamo avere bene a mente. Pensando però prima alla costruzione, solo successivamente al momento elettorale: in questo caso invertire gli addendi può cambiare di molto, in peggio, il risultato. Elementi di convergenza ne sono emersi, così come criticità e forte dialettica interna ad alcune delle forze presenti e che troppo spesso, sbagliando, ci piace dare ormai per perse, penso a SEL o alla CGIL. Vedremo, osserviamo facendo però la nostra parte in questo senso!

-E’ pensabile arrivare a una Costituente per un nuovo soggetto capace di unificare la “sinistra” e i comunisti?

Non posso prevedere le modalità: ciò che vedrei come desiderabile, in ottica anche di adeguamento nostro alle prospettive di altri paesi europei nei quali le sinistre e i comunisti crescono e si potenziano, è una costruzione di sinistra che si cementifica sui contenuti e sulle pratiche condivise, che ragiona in maniera orizzontale e collettiva, che riprende la credibilità persa per troppi nostri errori passati e al cui interno i comunisti operano in forma organizzata e convergente. Direi che il modello organizzativo del Front de Gauche o di Izquierda Unida è quello che preferisco, ed empiricamente funziona e crea progettualità radicata e radicale. Per me oggi questo è l’obiettivo, arrivare a quella cosa li perché non vedo altra possibilità e credo che in questo percorso il mio partito, Rifondazione Comunista, abbia un ottimo e fondamentale ruolo da giocarsi e credo inoltre che questo ruolo si rafforzi se si avvia un percorso privilegiato con i compagni del PdCI e con i comunisti senza tessera dispersi e demotivati che a decine di migliaia non si riconoscono in nessuna forza esistente oggi.

- Quali saranno le prossime tappe del processo cominciato con l’Assemblea di Roma?

Mi auguro che si sviluppino altri momenti di confronto nazionali ma soprattutto che nascano iniziative promotrici territoriali. Parlando per la mia federazione, vedremo presto di organizzare e promuovere una assemblea sulla falsariga di quella del 18 dove parlare, con chi parteciperà, dei temi che erano all’ordine del giorno sabato e naturalmente anche di tematiche locali. Così spero si faccia in molte altre realtà locali! E inoltre credo sia fondamentale che tutte le risorse che abbiamo in dotazione, riviste, blog, periodici online o cartacei, e così anche il Tribuno del Popolo, così EsseBlog, Punto Rosso ecc si diano l’obiettivo di portare avanti questa tematica e che si coordinino per rendere più efficace il livello informativo e promozionale. La prossima assemblea del genere che si organizzerà, spero a breve, dovrà avere una copertura mediatica capillare e di base molto maggiore, dovrà vedere la partecipazione di una platea molto superiore, dovrà vedere i nostri interlocutori di gran lunga più coinvolti e motivati. Buon lavoro a tutti noi! Nicolò Ollino, Segretario Provinciale PRC Asti e membro del Comitato Politico Nazionale.

Nicolò Ollino, Segretario Provinciale PRC Asti e membro del Comitato Politico Nazionale

 Ed ecco l’intervista a Maringiò (Pdci)

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Domenica si è tenuto l’attivo degli iscritti del Pdci, che novità sono emerse? Con la fine dell’era Diliberto e l’inizio dell’era Procaccini, che direzione si intende dare ai Comunisti Italiani anche alla luce del recente Congresso? 

L’assemblea del PdCI di domenica scorsa è stata un grande successo, sia politico che di partecipazione. Tantissime compagne e compagni hanno assiepato il Teatro de’ Servi, nel cuore di Roma, giunti da tutta Italia. Le sedie non erano sufficienti a contenere tutti quanti. Ed è stato molto bello il clima e l’attenzione che i militanti hanno dato sia agli interventi delle forze politiche presenti, che alle forze sociali ed ai lavoratori. Il Partito dei Comunisti Italiani, con questa Assemblea, ha dimostrato di essere un partito prezioso per la sinistra di questo Paese ed ha dato prova di essere in campo per lavorare prioritariamente su tre fronti. Il primo è quello sociale, rafforzando i nostri legami coi lavoratori, i sindacati e le tante vertenze e movimenti di lotta oggi presenti nel nostro Paese. Per questa via intendiamo dare vigore alla presenza dei comunisti nella società odierna, così complessa, frammentata ed egemonizzata dal pensiero neoliberale, lavorando per l’unità delle lotte e dei lavoratori. Parte essenziale di questo nostro impegno è il contributo del PdCI all’unità ed alla ricostruzione di un fronte della sinistra del lavoro, della pace e della democrazia. Per noi non può esserci l’unità della sinistra politica, senza l’unità di quella sociale. Il secondo fronte è quello che attiene al tema del Partito, e quindi all’unità dei comunisti (oggi diversamente collocati) in un unico soggetto comunista e rivoluzionario. Non per dare vita ad un partito un pochino più grande di quelli esistenti, ma per farne uno più solido, presente nelle lotte e rigenerato nelle fondamenta, nel pensiero e nella sua organizzazione. Infine un lavoro internazionale, che trae forza dall’importante legame che il PdCI ha costruito nel corso degli anni col movimento comunista internazionale e che esprime appieno il nostro spirito solidario ed internazionalista.

Dopo l’Assemblea Aperta di Roma “Lavori in corso a Sinistra prove di unità”, quali sono le prime impressioni?

Ho partecipato, assieme a molti altri compagni del PdCI, a questa Assemblea con grande interesse. È stata anch’essa un’iniziativa pianamente riuscita sia nella partecipazione che nel grado di interlocuzione politica. Possiamo dire chiaramente che con questi compagni parliamo un linguaggio comune e ci muoviamo spinti da un interesse convergente: porre fine alla diaspora comunista e ricostruire la sinistra. Ho trovato molto interessante la relazione del compagno Claudio Grassi, come pure le sue proposte di lavoro comune. Penso, per esempio, all’idea di dare vita ad un lavoro collegiale tra le riviste MarxVentuno, Essere Comunisti e Punto Rosso. Oppure l’idea di dare vita ad una associazione o un movimento che coordini stabilmente le forze che stanno a sinistra del Pd e che si riunisca periodicamente.L’assemblea “Lavori in corso a Sinistra”, assieme all’Attivo del PdCi ed all’Assemblea dei lavoratori Rsu contro la Riforma Foriero hanno rappresentato tre importanti tappe che aiutano il consolidamento del processo dell’unità dei comunisti e della sinistra nel nostro paese: un messaggio, questo, di grande speranza dopo anni di divisioni, difficoltà e sconfitte.

In vista delle Europee si può immaginare un percorso comune delle realtà coinvolte nell’Assemblea?

Noi riteniamo molto importante lavorare a percorsi unitari, politici ed elettorali, anche in vista delle elezioni europee. Sappiamo che molte delle forze coinvolte hanno una discussione aperta al loro interno e noi la rispettiamo, ma ci rendiamo anche conto come nella discussione stiano precipitando veti e vecchie pratiche di cui, sinceramente, speravamo non dover sentire più l’eco perché distolgono la discussione dai contenuti politici e creano inutili e dannose tensioni. Queste elezioni europee avvengono in una fase politica particolare, segnata da una crisi profonda del capitalismo, che si rivela essere crisi strutturale e sistemica. Proprio per questo i gruppi dirigenti dell’Ue stanno lanciando una forte campagna ideologica che, attorno allo slogan di “più Unione Europea”, cercano in verità di sottrarre i processi decisionali dal controllo democratico e dei popoli, caratterizzando sempre più in senso federalista il processo di integrazione capitalistico europeo. Di questi temi non vedo traccia nel dibattito della sinistra italiana. Per queste ragioni i Comunisti Italiani parteciperanno con spirito unitario, che gli è proprio, al confronto con le altre forze della sinistra con l’obiettivo di costruire una lista unitaria della sinistra, con un chiaro programma elettorale e capace di superare la soglia di sbarramento ed eleggere dei deputati, ma non mancheranno di fornire al processo il proprio punto di vista e le proprie idee. Noi lavoriamo affinché queste ultime diventino patrimonio comune della sinistra del lavoro di questo Paese e per questo invitiamo tutti quanti a partecipare al Seminario nazionale sull’Europa che terremo sabato prossimo a Bologna.

E’ pensabile arrivare a una Costituente per un nuovo soggetto capace di unificare la “sinistra” e i comunisti?

A questa domanda si può rispondere in modo affermativo o negativo, a seconda del significato che attribuiamo alle cose. Chiariamoci. Noi lavoriamo per dare impulso ad un doppio processo unitario, distinto ma convergente: unire la sinistra e riunificate i comunisti. Quindi consideriamo prioritario costruire un fronte della sinistra del lavoro, della pace e della democrazia, rivolgendoci a tutte le forze a sinistra del Pd, non per occupare “uno spazio politico”, ma perché il Pd di Renzi, con il suo impianto, si mette fuori dalla tradizione della stessa sinistra italiana. Pertanto in questo percorso ci rivolgiamo anche a Sinistra Ecologia e Libertà, oggi unica forza di sinistra in Parlamento, con la quale ci siamo trovati insieme ad affrontare importanti battaglie politiche, come i referendum sui beni comuni, o quelli per il lavoro o, per fare un caso a me caro, la battaglia sulla scuola pubblica ed in difesa dell’art.33 della Costituzione, nel referendum Bolognese della scorsa primavera. Tutto questo però non dà un risposta al tema della ricostruzione del Partito Comunista, il cui processo deve avvenire senza pasticci e confusioni di piani con quello dell’unità a sinistra. Per sintetizzare in uno slogan: vedrei molto bene l’unità dei comunisti dentro la ricostruzione di un fronte della sinistra del lavoro mentre mi batterei per il loro scioglimento (o trasformazione in tendenza culturale) in un generico partito della sinistra. Chi ha fino ad ora percorso questa strada, oltre a non aver unito la sinistra (anzi…), ha minato la credibilità dei comunisti. Pertanto è necessario lavorare affinché il 2014 sia l’anno dell’unità dei comunisti in un unico partito, tassello importante della costruzione di un fronte della sinistra che, attorno al tema del lavoro, dei diritti e della democrazia, guidi la riscossa culturale e morale del Paese.

Francesco Maringiò, Vice Responsabile  Dip. Esteri Pdci

Gracchus Babeuf

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