Lavoro. Pesa la "tragedia" degli under 35Tribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Lavoro. Pesa la “tragedia” degli under 35

Una generazione perduta. Stiamo parlando degli under 35 senza lavoro che sono passati in tre anni (2010-2013) da 6,3 milioni a 5,3. Un vero e proprio dramma sociale che rischia di aggravarsi più che di svoltare nei prossimi mesi.

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Tra il 2010 e il 2013 un milione di ragazzi under 35 ha perso il lavoro, portando il numero di occupati da 6,3 a 5,3 milioni. Lo ha rivelato l’Istat che ha pubblicato le sue tabelle relative al secondo trimestre 2013. Quelli messi peggio, la generazione perduta, è quella dei ragazzi compresi tra 25 e 34 anni. Solo loro hanno perso 750.000 posti di lavoro, e si tratta quasi sempre di persone già laureate che avevano trovato a fatica un primo impiego spesso precario e malpagato. Un dramma sociale acuito dalla difficoltà nel rientrare nel mondo del lavoro dal momento che ha 30 anni si risulta già “troppo vecchi” anche se muniti di lauree specialistiche ottenute a pieno voti. Nel secondo trimestre 2013, dati alla mano,. nella fascia tra i 25 e i 34 anni lavoravano appena 4.329.000 persone contro i 5.089.000 di solo tre anni fa. Il tasso di occupazione ha quindi subito un crollo verticale dal 65,9% al 60,2%, e la situazione è peggiorata anche nel Nord Italia anche se ovviamente al Sud è diventata drammatica con appena il 51% degli uomini della fascia 25-34 anni che lavora (e solo il 33,3% delle donne). Insomma i cosiddetti “giovani adulti” sono stretti tra la morsa dei più anziani che non possono andare in pensione e quella della mancanza di credito alle imprese che impedisce nuove assunzioni. Come se non bastasse le aziende cercano o ragazzi alle prime esperienze cui possono sottoporre contratti precari per loro più favorevoli (stage, tirocinii, apprendistati), oppure giovani adulti con anni e anni di esperienza alle spalle. Quasi nessuno però è riuscito a laurearsi per tempo e a lavorare anni, di conseguenza assistiamo a migliaia di giovani adulti del tutto espulsi dal mondo del lavoro. Anche il tasso di disoccupazione nella fascia 25-35 anni è cresciuto dall’11,7% al 17,8%, cifre agghiaccianti, peraltro sottostimate perchè il numero di giovani adulti al di sotto della soglia della sussistenza sarebbe molto più alto. E in tutto questo il governo sembra bellamente ignorare il problema occupandosi solo di generici annunci di aiuti ai giovani, senza comprendere che il problema è generazionale e non solo anagrafico.

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