Lazio. Elezioni Regionali: Colpo di scena, si candida Zingaretti | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Lazio. Elezioni Regionali: Colpo di scena, si candida Zingaretti

Sarà Nicola Zingaretti il candidato del Pd alle elezioni regionali per il post- polverini. Il leader del pd ha accettato l’indicazione del partito e ha sciolto le riserve con unaconferenza stampa tenutasi oggi alle 14. Intanto si riapre il toto candidati per la corsa al campodoglio del 2013. Spunta l’ipotesi legata al min. Riccardi, ma sembra che il nome del nuovo candidato sia ancora lontano.        

Tratto da http://oltremedia.weebly.com/

Sembrava predestinato a guidare la coalizione del centrosinistra alle comunali 2013. Era da molti indicato come il futuro uomo della “rinascita” di Roma dopo la pessima esperienza Alemanno. Ed invece probabilmente guiderà il riscatto della buona politica in quella regione Lazio appena travolta dagli scandali.

Nicola Zingaretti è sicuramente l’uomo del momento in questo Pd. Se si potesse candidare contemporaneamente come Sindaco, Presidente della Regione Lazio e come parlamentare alle politiche di sicuro nessuno nel suo partito si sorprenderebbe. Del resto lo ha detto chiaro anche il suo segretario Pierluigi Bersani che ha mostrato in mattinata di aver “apprezzato particolarmente la decisione di affrontare questa fase delicata e difficile offrendo una delle migliori risorse del partito, Nicola Zingaretti; un amministratore e un dirigente politico capace di mobilitare le forze politiche del centrosinistra e di rivolgersi credibilmente a tutte le organizzazioni e le personalità della società civile interessate a una riscossa civica, economica e sociale che apra una nuova stagione nel Lazio”.

La notizia ufficiale della candidatura di Nicola Zingaretti alla presidenza della regione Lazio era già rimbalzata ieri in serata dalle stanze del Pd, ma è stata ufficializzata solo poche ore fa. Prima con la proposta sul suo nome lanciata ieri nel corso della direzione del partito dal segretario regionale Pd Enrico Gasbarra; infine con una conferenza stampa convocata dallo stesso presidente della Provincia di Roma nel corso della quale egli ha annunciato il suo “obbedisco”. Il tutto nel segno del principio di superiorità del partito rispetto a
“Oggi c’è una priorità assoluta, un’emergenza democratica che sarebbe un crimine sottovalutare: fare piazza pulita del malaffare alla Regione Lazio e del degrado morale della destra che ha vinto. Correrò alle prossime elezioni regionali. Sono pronto e disponibile alle primarie.  - Così Zingaretti conferenza stampa appena conclusasi – Si è aperta una sfida radicale che esige impegno radicale a forze sane. Chiedo a tutti i cittadini di Roma e del Lazio di aiutarmi in questa missione, serve una Regione frequentata da politici al servizio della gente – ha poi continutato – Sarà la battaglia più dura della mia vita, ma questo mi porta ancora di più ad assumermi le mie responsabilità. La Regione è un ente fondamentale per lo sviluppo, il lavoro e la sanità, sarà un’opera difficilissima ma sento il calore e la voglia di combattere di tanti cittadini che saranno con me”.

Parole che sono piaciute un po’ a tutti, in primis da Di Pietro il quale ha lanciato la proposta di un tavolo con Pd Sel Idv ed Fds, per proporre un nuovo governo regionale di rottura con la passata gestione. Ma non è solo all’esponente dell’Italia dei Valori che piace l’ipotesi, in questo momento la personalità di Zingaretti è una delle più integre dal punto di vista morale e del consenso elettorale ed è innegabile che una eventuale coalizione di “emergenza democratica” possa far gola all’Udc di Casini, desiderosa di affrancarsi dall’immagine distruttiva con cui il vecchio centrodestra si presenta oggi ai suoi elettori. Si tratta di un’ipotesi che potrebbe piacere ad una parte del Pd ma da cui già Idv ed Fds si dicono pronte a smarcarsi. “Se ci sarà Casini non credo che ci sarà Zingaretti”, è stato il commento dello stesso Di Pietro; mentre la posizione di Fabio Nobile, consigliere regionale Pdci-Fds,  è tutta nella nota diffusa nel pomeriggio “si a Zingaretti no all’Udc. Un governo Pd-Udc in Regione e a Roma –conclude Nobile- non porterebbe certo quel vento di aria nuova che i cittadini e i lavoratori orapretendono e non sarebbe compreso dagli stessi elettori del partito democratico”. Resta da capire cosa ne pensa il diretto interessato, sicuramente più vicino all’area di Bersani piuttosto che ai neocentristi democratici.

Infine la questione di Roma. Sì perché se la candidatura di Zingaretti ha risolto non pochi problemi per quanto riguarda la Regione, essa ha lasciato la corsa al campidoglio orfana di uno dei suoi principali protagonisti. In casa Pd già si lavora ad una ipotesi alternativa che metta d’accordo tutte le aree del partito. E’ così che è cominciato a circolare il nome di Andrea Riccardi, ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione. Niente di ufficiale, ovvio. Ma la candidatura di un uomo del governo farebbe dell’eventualità di un governo Pd-Udc più che un’ipotesi azzardata. Lo schema che si potrebbe riproporre a livello comunale è simile a quello regionale, anche se va detto che per il post Polverini è più probabile un’alleanza sul modello classico del centrosinistra. Fatto sta che i veti incrociati sono sempre gli stessi. E se si riproponesse anche a Roma il modello Napoli?

               di Michele Trotta
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