Le attività del lobbying italiano a Bruxelles/4Tribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Le attività del lobbying italiano a Bruxelles/4

Le attività del lobbying italiano a Bruxelles/4

Iniziamo a vedere più nel dettaglio quali sono i soggetti coinvolti nelle attività di lobbying italiano a Bruxelles. 

In questo articolo, tenteremo di tracciare una mappatura dei gruppi di pressione che operano nella capitale belga, partendo da quelli pubblico-istituzionali.

LEGGI LA TERZA PARTE DELL’INCHIESTA QUI

Le Rappresentanze d’Italia  a Bruxelles

Le Rappresentanze d’Italia sono composte dalle missioni diplomatiche e consolari che, per definizione, rappresentano il Governo italiano all’estero.

Il loro compito è quello di tutelare gli interessi della pubblica amministrazione, promuovere gli interessi della collettività nazionale e dei cittadini italiani, sia sul territorio di un altro Stato, sia nei confronti di un soggetto internazionale.

L’importanza del ruolo rivestito dai suddetti organi risulta molto più evidente nella capitale belga. Infatti, Bruxelles è sì la capitale del Regno del Belgio (il cui ordinamento dello Stato è:  monarchia parlamentare federale), ma è al tempo stesso la capitale dell’Unione Europea e la sede di un’altra ben nota organizzazione internazionale: la North Atlantic Treaty Organization. Le Rappresentanze permanenti, presso UE e NATO, sono  l’espressione tecnico, politico e diplomatica del Governo italiano. Sono il punto di collegamento tra il nostro Governo e le due strutture sovranazionali (internazionali) presso le quali sono accreditate. In altre parole, dovrebbero rappresentare la “testa di ponte” della penetrazione degli interessi italiani nelle due organizzazioni.

Quella presso il Consiglio Atlantico (il ramo politico della NATO) riveste un’importanza particolare. L’attività svolta in questa struttura, per quanto venga considerata esterna al sistema dell’UE, deve tenere conto del fatto che l’Europa ha sempre basato le sue politiche di sicurezza e difesa sull’operato dell’Alleanza Nord Atlantica. Ne consegue che la NATO rimane il luogo di negoziato principale per quel che concerne il “procurement” militare (l’acquisizione di beni e servizi militari da una fonte esterna) e le Rappresentanze Permanenti diventano lo strumento delle lobby politico-militari, per influenzare i rapporti tra l’Alleanza e l’Unione.

Per quanto riguarda quella presso l’Unione Europea, poichè l’attività svolta dai nostri funzionari è sempre più dipendente dalla conoscenza tecnica, la componente “non diplomatica” di essi è in considerevole aumento. I gruppi di pressione, oltre che partecipare all’iter legislativo del Parlamento Europeo, sono anche chiamati a portare la propria voce al Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea. E’ il caso, per esempio, di Businesseuropa, il gruppo di pressione dell’industria europea di cui fa parte Confindustria.

Se già qui gli interessi in gioco risultano imponenti, non possiamo non ricordare che l’Ambasciata d’Italia è, a tutti gli effetti, il punto di riferimento nazionale, politico e amministrativo, dei cittadini italiani residenti in Belgio e dei rispettivi interessi.

Anche il Consolato d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura sono parte di questo sistema di rappresentanza. Il primo è la componente operativa della collettività italiana (parliamo di più di 250000 italiani residenti in Belgio, secondo i dati del Ministero dell’Interno del 2012), invece, il secondo è il promotore dell’identità linguistica e culturale italiana in Belgio.

Collegate funzionalmente all’Ambasciata, esistono una serie di strutture che sono parte integrante del nostro sistema di lobby pubblico istituzionale: la Banca d’Italia (la quale concorre alle decisioni della politica monetaria unica nell’area dell’euro e svolge gli altri compiti che le sono attribuiti come banca centrale componente dell’Eurosistema); l’Ente Nazionale per il Turismo-Enit (che si occupa anche della gestione dei rapporti di partenariato con soggetti privati, ai fini della massimizzazione e della penetrazione del made in italy); l’Istituto per il Commercio con l’Estero-ICE (che opera con le organizzazioni imprenditoriali e gli altri soggetti pubblici e privati interessati, assicurando un supporto alle imprese e reti nazionali, per i promuovere l’immagine del prodotto italiano nel mondo); Unioncamere (la quale è membro dell’Associazione Europea delle Camere di Commercio, uno dei pilastri fondamentali della rappresentanza imprenditoriale presso le Istituzioni europee. Ecco, con oltre 20 milioni di imprese presenti in 45 Paesi europei, una rete di 2000 Camere regionali e locali, possiamo dire che sono un gruppo di interesse forte e poco noto!) e la Camera di Commercio Belgo-Italiana (che fa parte di Assocamerestero, l’Associazione delle Camere di Commercio Italiane all’Estero e conta 81 camere in tutto il mondo) etc.

Questo articolato sistema di Rappresentanze, eccezion fatta per la componente burocratico amministrativa, si occupa principalmente di lobbying!

Andrea Stratta

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