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mercoledì , 18 ottobre 2017
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Le cariche della polizia non hanno piegato gli studenti

Solo tre giorni fa sono state depositate le motivazioni per la sentenza della Cassazione in riferimento alle pseudo condanne nei confronti dei vertici della polizia che ordinarono il massacro di decine e decine di manifestanti all’interno della scuola Diaz, durante il vertice del G8 di Genova nel 2001.

Oltre al fatto che la Cassazione si sia limitata a dire che tali fatti hanno portato del discredito nei confronti dell’Italia, NESSUNO, a distanza ormai di 11 anni, ha ancora chiesto scusa.
Proprio in queste ore, mentre nelle piazze di tutta Italia si sono manifestate numerose e violentissime repressioni -a segnale proprio che le giornate di Genova non hanno insegnato nulla- l’attuale Presidente della Camera Fini si è detto che lui non seppe nulla in merito ai fatti della scuola Diaz fino a quando non lesse i giornali, dimenticandosi però di dire che egli stesso era presente in questura nella seconda giornate del controvertice, la giornata in cui morì Carlo Giuliani.

E’ davvero possibile che, a distanza di soli 11 anni, nessun responsabile si renda conto del pericolo rappresentato da questi continui eccessi e abusi da parte di polizia e carabinieri?

Oggi abbiamo visto nelle maggiori città italiane studenti giovanissimi manganellati senza ritegno, abbiamo visto soprattutto a Torino ben 15 fermati, per la maggior parte portati in questura e alcuni di questi denunciati. Mi giunge proprio ora la notizia che proprio a Torino, in seguito a pedinamenti, sono stati portati in questura senza alcuna ragione plausibile, studenti che si trovavano ormai sulla strada di casa, lontani dalla piazza.

Atteggiamenti di questo tipo, fatti di abusi, minacce, insulti e provocazioni vanno avanti ormai da tempo, ma oggi, nelle piazze, c’era qualcosa di nuovo: gli studenti non le hanno mollate, nonostante nel tempo abbiano visto che il dissenso trova risposta solo nelle manganellete, e continuano a riempirle.

Non è bastato che una riforma assurda come quella del precedente ministro Gelmini si trasformasse in legge malgrado la evidente contrarietà non solo degli studenti, ma dell’intero sistema scolastico, gli studenti ci sono ancora.

Attenzione sempre, mollare mai.

Alessandro Assorgia

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