Le due facce della "Cancelliera" MerkelTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Le due facce della “Cancelliera” Merkel

“Madre” rassicurante e super partes o Cancelliera di ferro inflessibile? La Merkel mostra due volti a seconda che debba rapportarsi alla politica interna tedesca o a quella esterna europea. Ma chi è veramente la Cancelliera? 

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Angela Merkel ha stravinto le ultime elezioni in Germania, confermandosi come la figura politica più amata dai tedeschi per la terza volta. Del resto la Merkel in Germania si pone in modo rassicurante, recitando il ruolo di una madre compassionevole che va oltre le divisioni politiche e ideologiche, perseguendo quello che viene considerato il bene comune. Il volto che la Merkel ha però mostrato all’estero, chiedere in Grecia ad esempio, è il volto di una matrigna inflessibile, che più che pensare al bene comune europeo sembra pensare al bene dei tedeschi. Con l’Europa la Merkel ha mostrato la sua faccia rigida e perentoria, l’esatto contrario dell’immagine che trasmette al fronte interno tedesco. Quello che la Merkel ha fatto in Grecia ne è la prova provata, infatti la Cancelliera, niente affatto permissiva, ha letteralmente imposto delle politiche di austerity che negli ultimi mesi hanno letteralmente strangolato Atene. Ma poco importa, l’importante è mantenere intatta quella doppiezza che ha costruito la sua fortuna, anche perchè la Germania sembra apprezzare, gradendo non poco che la loro Cancelliera tratti il suo Paese come un’ isola felice all’interno della povera Europa. Ecco perchè con la vittoria della Merkel l’inflessibilità tedesca potrebbe fare un’ulteriore salto di qualità nei prossimi mesi, continuando a esecrare ogni solidarietà nei confronti dei paesi in difficoltà, che dovranno, letteralmente, farcela da soli per tenere il ritmo della Germania. Insomma un avvitamento della Germania nell’isolazionismo che rischia di portare l’Ue sempre di più verso il tracollo, con una Cancelliera, la Merkel, sempre più amata in casa, e sempre più odiata fuori. Ogni volta che c’erano da prendere decisioni importanti per il futuro dell’Europa, la Merkel ha esistato, avventandosi sempre contro il rafforzamento del bilancio europeo, contro la mutualizzazione dei debiti, e contro l’unione bancaria, salvo poi evitare ogni volta il tracollo sul filo di lana, ma ottenendo sempre quello che voleva. E con un’arroganza fuori dal comune la Merkel si pone come colei che rappresenta un popolo dalla verità in tasca, che tutti devono ascoltare se vogliono uscire dalla crisi. La Merkel crede fermamente che se tutti facessero i “compiti a casa” a qualsiasi costo, e per qualsiasi costo si intende la pelle di migliaia di lavoratori e cittadini, ecco che dopo si potrà aprire la stagione della solidarietà e del rafforzamento dell’Europa politica. Fin tanto che gli altri paesi non faranno i compiti a casa in salsa tedesca però, niente solidarietà; bel modo di intendere l’Europa! Finora i compiti a casa alla tedesca hanno letteralmente annichilito un paese, la Grecia, che ha visto aumentare il debito pubblico sul prodotto nazionale dal 130% al 175% in soli tre anni, portando la disoccupazione nazionale al 27%. Quello della Merkel, a ben guardare, non è un semplice esercizio di buonsenso scevro di ideologie, è al contrario un vero e propria dogma ideologizzato secondo cui solamente se ogni Stato farà prima ordine economico in casa potrà poi regnare l’ordine mondiale. Si tratta di una forzatura vera e propria che nasconde invece una vera e propria ideologia, quella della logica di potenza tedesca all’interno delle istituzioni europee. Del resto proprio la Banca centrale tedesca aveva chiesto di contare di più negli organi della Bce, e proprio i tedeschi avevano attaccato Draghi quando propose di soccorrere i paesi in difficoltà con l’acquisto di loro titoli. Una prepotenza, quella teutonica, spacciata per efficienza, ma che invece è prepotenza vera, basti pensare alla Corte costituzione di Karlsruhe in grado di paralizzare l’Unione Europe ogni volta che verifica la conformità dei piani europei di solidarietà alla Costituzione tedesca. Insomma secondo molti, non ultima Barbara Spinelli su “La Repubblica, quello della Merkel sarebbe un vero e proprio “neo-nazionalismo” ormai diffuso in tutto il Paese, un bisogno di stabilità da difendere a tutti i costi, anche a costo di ottenerla in cambio dell’instabilità di tutto il resto d’Europa. Insomma, se il buon giorno si vede dal mattino, fosche nubi stanno per avvolgere l’Europa.

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