Le Figaro: Addio alla TAV, presto la conferma?Tribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Le Figaro: Addio alla TAV, presto la conferma?

Stando alle parole dell’autorevole giornale transalpino, la commissione Mobilitè 21, incaricata da Hollande di seguire i lavori sulle infrastrutture francesi, avrebbe intenzione di derubricare la Tav ad opera di serie B da realizzare non prima del 2030. Quale sarà il futuro della Val di Susa?

Fonte: Oltremedianews

Dove non sono arrivati i No Tav con anni di proteste e di rivendicazioni pare siano arrivati i francesi: la tratta ad alta velocità che dovrebbe collegare Torino e Lione non si farà. Almeno non prima del 2030. A rivelarlo è stato il quotidiano “Le Figaro”, secondo il quale la commissione Mobilité 21 ufficializzerà già domani la notizia. Tale commissione, incaricata dal governo centrale di studiare le priorità in materia di infrastrutture per la Francia, avrebbe escluso la Tav dalle opere topiche e più urgenti per la nazione. La ratio della decisione risiederebbe nella priorità data da Hollande ai pendolari piuttosto che alla tratta commerciale. Anche in Francia infatti , come un po’ in tutto l’Occidente, stanno facendo i conti con i tagli alla spesa pubblica e le poche risorse disponibili pare proprio che verranno investite a favore dei cittadini. C’è chi taglia su scuola, pensioni e sanità e chi sulle linee ferroviarie, ma d’altronde de gustibus non est disputandum.
Tra le basi dei No Tav alcuni già cantano raggianti vittoria, soddisfatti per quella che sembra l’imminente cessazione di ogni attività dei cantieri e per il possibile dirottamento dei fondi destinati alla Tav verso opere di maggiore interesse sociale, magari sulle orme della politica socialista di Hollande. Tuttavia Il timore generale è quello che, nel caso venisse confermato il declassamento dell’opera, i cantieri possano essere abbandonati senza nemmeno rimuovere le attrezzature o i tratti della linea già realizzati. Non c’è bisogno di sottolineare che il pregiudizio ambientale e paesaggistico, seppur più tenue rispetto all’opera completa, sarebbe devastante.
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In giallo: progetti da completare entro il 2030. In rosso: progetti da portare a termine tra il 2030 e il 2050. La Torino-Lione è tra questi.
Se domani la commissione confermasse tali indiscrezioni, il governo italiano non potrebbe eccepire assolutamente nulla e in tal modo l’impegno profuso dai due governi tecnici di Monti prima e di Letta poi si disperderebbe in maniera del tutto impotente. E un’azione snobistica del genere farebbe scemare ulteriormente la fiducia e l’autorevolezza non certo già ferree del governissimo. Infine anche i pro Tav, che fino a qualche mese fa sbandieravano il fatto che i francesi non erano affatto turbati dall’opera e che solo pochi riottosi dei centri sociali andavano a manifestare, dovranno fare dietrofronte. Quel che proprio non si capisce è cosa ne sarà dei fondi europei stanziati per l’Italia e soprattutto come verrà  corretto il cuneo fiscale sui contribuenti a seguito di una bocciatura francese della linea ferroviaria.Ad ogni modo domani avremo la risposta della commissione e, seppur tutto lascia presagire una bocciatura della Tav, non è escluso un cambio in extremis dei programmi.

Fabrizio Leone
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