Le "Iene" accusano: parlamentari al soldo delle multinazionali?Tribuno del Popolo
lunedì , 21 agosto 2017
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Le “Iene” accusano: parlamentari al soldo delle multinazionali?

La trasmissione di Mediaset, “Le Iene” ha mandato ieri in onda un servizio nel quale un assistente parlamentare ripreso di spalle ha raccontato il sistema utilizzato dalle multinazionali per far passare gli emendamenti.

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Avete mai creduto che i parlamentari potessero fare gli interessi di qualcuno? Ora potreste finalmente constatare di averci visto giusto. Almeno questo è il quadro emerso dopo la trasmissione mandata in onda ieri su Mediaset de “Le Iene” che hanno inquadrato un assistente parlamentare girato di spalle che ha raccontato il modo con cui le multinazionali riescono a corrompere i parlamentari per far passare gli emendamenti in Parlamento. Un sistema criminale che il portaborse ha sviscerato di fronte alle telecamere: “Ci sono multinazionali che hanno a libro paga alcuni senatori. Un emissario della società viene da noi a Palazzo Madama e ci consegna i soldi per i parlamentari per cui lavoriamo“. Ci sarebbe poi addirittura un vero e proprio tariffario: “Per quel che mi riguarda conosco due multinazionali, una del settore dei tabacchi e un’altra nel settore dei videogiochi e delle slot machine ed entrambe elargiscono dai mille ai duemila euro ogni mese“. Chiaramente non tutti i parlamentari sono uguali, ci sono senatori che pretendono tariffe maggiori, a seconda dell’importanza. I senatori più influenti possono percepire persino buste da 5000 euro secondo l’assistente intervistato. Con questi soldi i parlamentari si impegnano a far passare  emendamenti favorevoli su leggi che interessano le stesse aziende. Il portaborse ieri ha fatto riferimento alle sale Bingo per le quali si sarebbero formati due gruppi “partecipati sia da uomini del centro sinistra che da uomini del centro destra.” Un fatto gravissimo che, se confermato, metterà alla berlina la credibilità delle istituzioni, già ai minimi storici. Comprensibile è arrivata l’immediata reazione di Pietro Grasso, presidente del Senato, che ha esecrato subito questo tipo di attività lobbystica che viola la legge: “Dal servizio delle Iene emerge la denuncia di un comportamento che, se provato, sarebbe gravissimo. Purtroppo la natura di denuncia, anonima nella fonte e nei destinatari, rende difficile procedere all’accertamento della verità. Spero quindi che gli autori del servizio e il cittadino informato di fatti così gravi provvedano senza indugio a fare una regolare denuncia alla Procura, in modo da poter accertare natura e gravità dei fatti contestati”, ha scritto in una nota.

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