Le incognite in UcrainaTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Le incognite in Ucraina

Rimane instabile e imprevedibile la situazione in Ucraina, trascorso più di un mese dalla consumazione del colpo di stato del Majdan, a Kiev, in quella che è – non dimentichiamolo – forse la più grave irruzione del neofascismo negli ultimi decenni.

Da allora, non si è mai sentito parlare così tanto di diritto internazionale e di sovranità e di integrità territoriale per bocca dei responsabili degli USA e dei governi dell’UE, compreso il direttorio di Bruxelles. Ma noi non ci prestiamo all’inganno: coloro che puntano il dito accusatore contro la Russia per l’ “annessione” della Crimea sono gli stessi che instancabilmente hanno istigato alla divisione e alla scalata della tensione in Ucraina, scommettendo sulle forze più retrograde del nazionalismo ucraino, e che hanno spinto il paese verso la spaccatura e l’abisso. Gli stessi che nel corso degli ultimi 20 anni hanno proseguito la cavalcata della NATO verso Est e sviluppato il progetto dello scudo anti-missili per decapitare la capacità di dissuasione nucleare della Russia (e Cina), mettendo in causa la sicurezza mondiale. Che sistematicamente violano e calpestano la Carta dell’ONU e le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. Basti qui ricordare l’aggressione e lo smembramento della Jugoslavia e la posteriore secessione del Kosovo dalla Serbia.

In modo concertato e consapevole, l’imperialismo fa di tutto per aprire il vaso di Pandora in Ucraina. Finanziando e organizzando gruppi armati neofascisti e insistendo nella provocazione, agisce come un elefante in un negozio di porcellane.

La preoccupazione è ora portare a compimento il golpe e consolidare il potere fantoccio a Kiev. Tanto più che il pesante conto economico (e sociale) è sul tavolo e l’operazione di salvataggio del FMI in corso.

Legittimare il golpe del 22-23 febbraio e imporre l’accettazione del nuovo potere nell’Est e nel Sud del paese è l’obiettivo principale che si spera di raggiungere con le elezioni presidenziali annunciate per il 25 maggio. Organizzazioni come l’OSCE, sempre a sottilizzare quando deve misurare la democraticità delle consultazioni elettorali – in modo conforme alle convenienze del momento -, non dà segni di inquietudine. Ma come sarà possibile assicurare la realizzazione di elezioni limpide e giuste quando in metà dell’Ucraina non si accetta l’autorità di un potere illegittimo? E le bande armate filo-fasciste continuano ad operare impunemente (ancora, qualche giorno fa, membri del Settore di Destra hanno assaltato il Congresso di Giustizia nella capitale e hanno aggredito il suo presidente) e si mantengono le minacce politiche e la persecuzione anticomunista? Nonostante la clamorosa eliminazione di una delle figure più truculente – abbastanza indigesta – del Settore di Destra, la verità è che l’organizzazione paramilitare neofascista, catapultata dal Majdan, è stata trasformata in rispettabile forza politica e il suo leader Yaroch, è già candidato presidenziale registrato. Nel centro di Kiev, la polizia finalmente ha evacuato uno dei suoi covi armati, ma non ha arrestato nessuno. I membri della setta sono stati inviati in un campo di addestramento militare nei pressi di Kiev, a ingrossare le file della ricostituita Guardia Nazionale. Una misura opportuna nel momento in cui Kiev annuncia l’inizio di un’operazione “anti-terrorista” contro le forze separatiste.

Un comunicato del Ministero degli Affari Esteri russo mette in guardia in merito all’invio della Guardia Nazionale nell’Est dell’Ucraina, insieme a forze del Settore di Destra e a mercenari nordamericani dell’agenzia privata Greystone.

A quanto pare la truppa d’assalto del colpo di stato può ancora rivelarsi molto utile per placare il malcontento diffuso nel paese. Tutto ciò quando, inoltre, gli ucraini sono in attesa della raffica di misure di austerità promessa dal primo ministro in carica, Yatseniuk, per adempiere alle richieste del FMI (che si cerca al massimo di rimandare a dopo il 25 maggio).

Nel frattempo, la NATO ha annunciato la sospensione delle relazioni con la Russia. Il G7+1 è passato ad essere il G8-1. Gli USA e l’UE minacciano di estendere le sanzioni contro Mosca e da Washington arriva l’avviso: la scalata in Ucraina può compromettere l’economia mondiale. Il cinismo batte ogni record nella crisi in Ucraina di cui non si vede la fine.

Traduzione di Marx21.it

Luis Carapinha | da www.avante.pt

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