Le lacrime di coccodrillo su LampedusaTribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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Le lacrime di coccodrillo su Lampedusa

Tutti piangono per l’ennesima tragedia nel Mar Mediterraneo di oltre 300 migranti, ma in quanti sono davvero colpiti dalla loro morte? In quanti piangono la tragedia ma sono in realtà coloro che, bombardando e distruggendo la Libia di Gheddafi, hanno causato tutto questo? 

Quando i Mirage e gli F-16 della Francia e della Nato hanno distrutto la Libia di Muammar Gheddafi il Colonnello aveva avvisato l’Occidente: senza di lui si sarebbero spalancate le porte del caos, senza di lui più nulla avrebbe impedito a migliaia e migliaia di persone in fuga di imbarcarsi verso le coste italiane, greche, spagnole. Eppure, dicevano, Gheddafi stava massacrando il suo stesso popolo e andava eliminato, peccato che dall’altra parte non vi fosse la solita patinata versione hollywoodiana di combattenti assetati di libertà e di democrazia bensì migliaia di jihadisti estremisti che combattevano per obiettivi ben differenti. Oggi la Libia è un “Non-Paese”, privo di un governo unitario e di un esercito unitario, diviso tra bande tribali e regionali che si combattono senza esclusione di colpi tra cui anche lo Stato Islamico che ha occupato ormai da mesi la Cirenaica e la città di Derna. Da quando Gheddafi è stato ucciso in quel di Sirte e la Libia è collassata, non è rimasto più a nessuno a impedire che i trafficanti umani caricassero migliaia di disperati sulle navi dirette verso l’Europa. Quegli stessi che hanno sganciato bombe uccidendo migliaia di persone per sottrarre il petrolio dalle mani del Colonnello “cattivo”, sono quelli che ora piangono e si stracciano le vesti di fronte all’ennesima tragedia umanitaria nelle acque del Mediterraneo. Se non altro Salvini, uno che vorrebbe difendere il confine italiano con le armi giusto per far capire di chi stiamo parlando, non ha mai cercato di giustificare l’attacco alla Libia quindi ci troviamo di fronte a una classe politica che se da un lato fa appelli al buonismo e all’accoglienza, dall’altro non fa assolutamente niente per smetterla di portare la guerra in giro per il mondo. E se si va a vedere sono quegli stessi che oggi sarebbero pronti a giocare alla guerra termonucleare con la Russia per la questione dell’Ucraina. Peccato che nè loro nè Salvini possono presentare una soluzione a queste immani tragedie. Ha ragione Salvini quando dice che bisognerebbe aiutarli in “casa loro”, ad esempio non portando loro la guerra in casa, ma la sua posizione diventa criminale quando vuole negare loro l’assistenza. Bisognerebbe fare entrambe le cose invece, aiutarli in casa loro ma anche curarli e aiutarli quando naufragano a poche miglia dalle nostre coste. Inutile dire che della sorte di queste persone, in realtà, non interessa niente a nessuno. Non interessa a Salvini, questo è sicuro, e non interessa all’Europa per cui la vita di queste persone vale molto meno dei soldi che non è disposta a spendere per aiutarli. Così non si trovano dei “fottuti” milioni per salvare delle persone ma si trovano sempre per trovare gli aerei con i quali bombardiamo le loro case e la loro terra.

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