Le Media Wars, una vecchia tattica ancora efficaceTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Le Media Wars, una vecchia tattica ancora efficace

Quella di intorbidire le acque della politica esterna presentando visioni di “parte” come oggettive o dando per vere notizie senza la minima verifica è in realtà una vecchia tattica che veniva utilizzata anche un secolo fa. 

“L’ignoranza delle masse popolari nel campo della politica estera è assai più diffusa che nel campo della politica interna. L’inganno delle masse popolari è magistralmente elaborato per quanto riguarda gli «affari» della politica estera. Milioni di copie di giornali borghesi diffondono dappertutto il veleno dell’inganno.” 

Vladimir Lenin

Già Lenin aveva mirabilmente delineato il funzionamento delle guerre mediatiche consistenti nella costruzione e nella diffusione di notizie parziali, quando non del tutto inventate, in modo da influenzare l’opinione pubblica popolare per i propri vantaggi. Questo semplice modus operandi si basa sul fatto che la stragrande maggioranza delle persone non abbia il tempo per informarsi correttamente e di conseguenza finisca per prendere per buone tutta una serie di fonti considerate “autorevoli”, che poi magari autorevoli non sono. Basti pensare ai fiumi di inchiostro scritti sulle Primavere Arabe dove opinionisti spesso ben poco informati su quello che dicevano si lanciavano in ardite ricostruzioni geopolitiche. Oppure basti pensare alla clamorosa balla confezionata dal Dipartimento Usa per autorizzare il bombardamento e l’invasione dell’ Iraq, quello delle armi di distruzione di massa nelle mani di Saddam per intenderci. La stampa e i media servono quindi a delineare delle situazioni che autorizzino in qualche modo gli interessi e le azioni di determinate nazioni. Chiaramente con internet le Media Wars sono diventate ancora più pervasive ed efficaci in quanto possono basarsi anche su internet e sulle nuove tecnologie. Basterebbe guardare la situazione in Ucraina dove i media hanno avuto un ruolo di primordine nel diffondere in tutto il mondo un’idea dei rivoltosi ucraini positiva e dei russi negativa. Insomma l’obiettivo è sempre e comunque la distorsione della realtà, totale o parziale, e da questo punto di vista ben poco è cambiato dai tempi di Lenin, quando la stampa borghese occidentale pubblicava fiumi di menzogne sull’Urss che sono peraltro sopravvissute nel tempo fino a noi. Basterà fare delle ricerche anche basilari per comprendere come molti avvenimenti che sono entrati nel sentire comune in realtà forse non sono affatto avvenuti come i media ci hanno raccontato. E dato che oggi tutti i principali media internazionali sono nelle mani di poche persone che si trovano tutte “dalla stessa parte”, risulterà molto ma molto difficile trovare delle informazioni oggettive. Così in Siria le informazioni diffuse da un agenzia londinese su quanto succede in Medio Oriente vengono prese per vere senza alcuna verifica allo stesso modo con cui le affermazioni dell’estrema destra banderista in Ucraina (Bandera era un collaboratore delle SS) venivano prese come verità a differenza delle fonti russe considerate “di parte”.

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