Le primarie. Parte di una democrazia degenerataTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Le primarie. Parte di una democrazia degenerata

Negli ultimi anni c’è un inseguirsi su chi fa più primarie per essere (sembrare) più democratico. Ovviamente la sfida in Italia è vinta costantemente dal Partito Democratico che ha avuto l’intuizione di “importarle” in Italia dagli Stati Uniti.

Le primarie vengono viste come unico strumento per rendere più democratiche le istituzioni.
Ma sono realmente funzionali per una maggiore democrazia? Sono meritocratiche o no? Sono ottimali per un partito?
Per rispondere in mezza riga sarebbe sufficiente scrivere: perché la BCE o la Vokswagen o la BMW non fanno le primarie per decidere il proprio massimo rappresentante? La risposta mi pare ovvia.
Chissà perché Confindustria non fa le primarie per scegliere il proprio Presidente. Misteri! (ma neppure troppo).
Invece i partiti italiani hanno questa voglia di primarie che lascia francamente molto perplessi.
È democrazia affidare la scelta del proprio segretario o candidato presidente del Consiglio a qualcuno che si interessa di politica 5 secondi all’anno? Sì, perché la differenza tra primarie e congressi “vecchio stile” è che se nei secondi c’è tutto un percorso che porta alla scelta di una o di un’altra fazione, con le primarie si sposta tutto, o quasi, sulla spettacolarità dei candidati e si porta a votare gente che mai o quasi si è interessata di politica.
Le primarie quindi non rappresentano un implemento di democrazia nelle istituzioni ma al contrario ne riducono la democraticità.
Sono meritrocratiche? Difficile a dirsi. Sicuramente non riescono a “scremare” quanto riesce a fare un partito serio e strutturato. Il rischio di trovarsi una persona totalmente inesperta nel posto sbagliato al momento sbagliato solo perché è bravo a “intortare” le persone è alto. La voglia di “giovani” nella politica fa si che pur di “rottamare” la vecchia classe dirigente si finisca con dare potere a chi dovrebbe ancora farsi almeno due decenni di esperienza amministrativa. Le primarie portano il popolo a ragionare d’impulso. Una cosa estremamente negativa.
Sono ottimali per un partito? Risposta molto semplice: no. Il peso dei privati aumenta in maniera considerevole (basta pensare agli USA), la discussione politica viene piegata alle logiche del confronto televisivo e la possibilità data a chiunque di votare alle primarie può portare a svolte radicali e improvvise del partito.

I partiti politici devono riprendere il loro ruolo nella società e le primarie sono parte di una politica degenerata e piegata alle logiche del mercato (e infatti molto spesso chi riceve più soldi dai privati vince le elezioni, primarie o altre che siano).
Bisogna aver il coraggio di andare controcorrente

Davide Busetto

fonte: http://cercareilvero.wordpress.com/

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