Le Pussy Riot, Khodorkovsky e l' "orco della fiaba" PutinTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Le Pussy Riot, Khodorkovsky e l’ “orco della fiaba” Putin

Le Pussy Riot, Khodorkovsky e l’ “orco della fiaba” Putin

Dopo l’amnistia decisa da Vladimir Putin le ormai celebri Pussy Riot sono state liberate dal carcere. Appena uscite hanno fatto sapere di voler candidare alle prossime elezioni presidenziali Mikhail Khodorkovsky, l’ex magnate della Yukos, oligarca accusato di vari illeciti e scarcerato a suo volta grazie all’amnistia. Non proprio un modello di democrazia..

Prendere le difese di qualcuno in modo acritico è sempre sbagliato, di questo ne siamo consapevoli, tuttavia quanto successo negli ultimi mesi intorno alla Russia e alla annosa questione dei diritti umani mostra, secondo noi, il modo con cui mediaticamente si possa procedere a una demonizzazione totale di un Paese, arrivando persino al boicottaggio delle Olimpiadi invernali di Sochi in nome proprio del rispetto dei diritti umani. Salta subito all’occhio una cosa, secondo l’Occidente alcuni paesi possono deliberatamente infischiarsene dei diritti umani, altri no; il discrimine evidentemente è solo accettare o meno la sfera di influenza a stelle e strisce senza fiatare. L’Occidente ha quindi scoperto di avere a cuore i diritti umani negli ultimi mesi, dimenticandosene in modo clamoroso in Siria ad esempio, dove gli stessi che si stracciano le vesti per i diritti degli omosessuali in Russia, rimangono indifferenti nel vedere che l’Occidente ha finanziato e supportato bande di islamisti radicali che hanno letteralmente messo a ferro e fuoco il Paese.

Buono o cattivo che sia comunque Putin ha concesso un’amnistia, effettivamente applicata, con la quale le celeberrime Pussy Riot, detenute per teppismo motivato da odio religioso, sono state scarcerate assieme a Mikhail Khodorkovsky, l’ex padrone della Yukos, non proprio una vittima del sistema bensì un ex oligarca sulla cui testa pesavano accuse gravissime tra cui l’essersi appropriato indebitamente del settore energetico russo. Le Pussy Riot appena uscita hanno ovviamente sfruttato l’attenzione mediatica per fare l’ennesima sparata e hanno dichiarato di voler supportare alle prossime elezioni presidenziali proprio Khodorkovsky, non proprio un fulgido esempio di lotta della libertà contro l’oppressione e la tirannia. Mikhail Khodorkovsky è importante per noi poichè persona molto forte, una personalità incredibile“, hanno dichiarato le due Pussy Riot appena scarcerata durante una conferenza stampa organizzata dal canale tv di opposizione Dozhd. Insomma ci si sarebbe aspettati un appello alla libertà e a un candidato realmente innovatore, non certo a un miliardario sui cui pesano comunque gravi accuse. 

Del resto l’accozzaglia di personaggi che si sta organizzando per opporsi a Putin va dalle Pussy Riot fino a Aleksey Navalny, l’esponente filoccidentale per eccellenza, liberale sconfitto nelle ultime elezioni a sindaco di Mosca. Le Pussy Riot hanno lanciato un “opa” anche per lui sostenendo che vorrebbero vederlo nel consiglio di sorveglianza della loro nuova organizzazione per i diritti umani denominata “Campo del diritto“.  Peccato che nemmeno due mesi fa proprio Navalny abbia invitato i cittadini a partecipare alla Marcia Russa, il tradizionale appuntamento dell’estrema destra che il 4 novembre ha visto decine di migliaia di persone sfilare per Mosca. Una marcia molto contestata perchè avvenuta in un contesto di xenofobia crescente e di attacchi razzisti. Insomma siamo davvero sicuri che le Pussy Riot siano delle ragazze rivoluzionarie ed antisistema? Oppure sono in atto strumentalizzazioni volte a destabilizzare il governo di Putin non tanto per i diritti umani, di cui l’Occidente, perdonateci il francesismo, se ne pò fregà de meno, ma perchè Mosca ha intrapreso una strada economica e politica che diverge dagli interessi di Washington? 

Gracchus Babeuf

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