Le sanzioni di Usa e Ue rafforzano l'asse Mosca-PechinoTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Le sanzioni di Usa e Ue rafforzano l’asse Mosca-Pechino

Ue e Usa parlano di nuove sanzioni nei confronti della Russia ma Mosca non si dispera dal momento che la nuova contrapposizione con l’Occidente la spinge, letteralmente, tra le braccia di Pechino. 

L’Ue ha adottato il nuovo pacchetto di sanzioni nei confronti dalla Russia ha annunciato di tenerne, al momento, sospesa l’applicazione. Il proposito delle sanzioni decise da Obama e dall’Ue è quello di portare la Russia in una situazione di bancarotta o comunque di instabilità economica, ma la Russia non rimane a guardare e ha già annunciato di voler rispondere colpo su colpo con controsanzioni. Già l’embargo ai prodotti agricoli europei deciso dal Cremlino ha causato danni da diversi milioni alle economie europee, e ora in risposta al nuovo pacchetto di sanzioni la Russia potrebbe anche decidere do chiudere ai voli occidentali i cieli russi. Ma l’effetto reale delle sanzioni contro la Russia è quello di spingere Mosca sempre più vicina a Pechino. Infatti la Cina negli ultimi giorni ha rinnovato l’alleanza energetica a seguito del viaggio in Russia  del vice premier esecutivo cinese, Zhang Gaoli.  Vladimir Putin in occasione della visita dell’alto funzionario cinese ha deciso di far entrare la China National Petroleum Corporation (CNPC) in uno dei giacimenti più promettenti del Paese, quello di Vankor, con riserve stimate in 520 milioni di tonnellate di greggio e 95 miliardi di metri cubi di gas. Quella di Putin sarebbe stata una vera gradita sorpresa per la Cina che pare veramente non si aspettasse una mossa simile. E’ chiaro che la Cina diventa ormai un mondo di opportunità per la Russia costretta a guardare a Est a causa dell’ostilità dell’Occidente. Come se non bastasse grazie alla domanda crescente, in Cina il prezzo del gas è in netto aumento (11,4% all’anno) e dall’anno scorso Pechino è diventato il maggiore importatore di petrolio al mondo, con volumi che arriveranno, in prospettiva, a toccare i 9,2 milioni di barili al giorno entro il 2020. Se a questo si aggiunge la cooperazione militare tra Russia e Cina ben si capisce il nuovo asse pronto a raccogliere la sfida di Ue e Usa nei prossimi anni.

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