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venerdì , 20 gennaio 2017
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L’Ebola e il ritorno del medioevo

L’Ebola e il ritorno del medioevo

Come in tutti i periodi di crisi che si ripettino non poteva mancare lo spauracchio delle calamità e delle malattie. Sul web è circolata una clamorosa bufala che sosteneva fossero stati riscontrati tre casi di Ebola a Lampedusa. Un “dagli all’untore” di medievale memoria. 

Quando nel medioevo la peste nera uccideva milioni di persone si pensava a una punizione divina, a una maledizione, e ci si affidava alle preghiere per cercare di salvarsi dall’epidemia. Così le paure per un periodo che non da più punti di riferimento si legano ai timori nel futuro e finiscono per riportare alla luce paure antiche che sembravano sopite con l’avanzare del progresso. I media enfatizzano, perchè funziona così, l’epidemia di ebola che ha colpito l’Africa Occidentale, e la psicosi si fa largo sui social network e sui giornali. L’ebola fa paura, certo, ed è sicuramente un sentimento comprensibile avere paura, quello che è incomprensibile è utilizzare questa psicosi per scatenare paura in modo immotivato, indicando facili untori da additare alla furia popolare. E’ quello che è successo in Italia nel 2014, con la paura dell’Ebola che si unisce a quella per gli immigrati che sbarcano a Lampedusa, una paura che si unisce all’altra montando senza ragione. E’ successo a Torino dove la polizia con un’indagine lampo ha trovato l’autore di un falso allarme lanciato su Facebook per tre casi di Ebola che sarebbero stati riscontrati a Lampedusa. Tutto falso ovviamente, ma intanto la notizia è rimbalzata sul web come impazzita, rilanciata da oltre 27.000 profili. Insomma paura sparsa a manciate, come nel Medioevo si evocano paure e si cercano facili bersagli da portare sul banco degli imputati e come al solito a pagare il prezzo è la verità dei fatti. L’Ebola è un pericolo certo, ma è una malattia circoscritta ad alcune regioni dell’Africa e difficilmente, per fortuna, potrà arrivare altrove. Bisognerebbe parlarne da un punto di vista scientifico cercando di capire cosa fare per arrivare a dei vaccini e cosa fare subito per aiutare la popolazione afflitta da questa piaga, quello che invece non bisognerebbe fare è spargere paura, cavalcando l’onda popolare per rimestare sotto la cenere. L’Ebola infatti è una malattia che non lascia scampo ai malati, e di certo non li mette in condizione di effettuare un viaggio verso l’Europa ancor più che quasi tutti coloro che si imbarcano dalle coste nordafricane vengono già da lunghi viaggi durati settimane e settimane. Questo però non interessa a chi cerca ogni motivo e ogni possibilità pur di rinfocolare il sentimento di xenofobia.

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