Lega Nord, il partito cui tutto è permesso | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Lega Nord, il partito cui tutto è permesso

Nonostante la “tempesta” Belsito e lo scandalo legato a Bossi e famiglia, la Lega Nord continua a utilizzare toni bellicosi. Un partito che si propone ormai come apertamente eversivo e che le autorità continuano a considerare quasi come un “porto franco” cui tutto è concesso. Il limite delle provocazioni è stato però abbondantemente superato, e in una situazione di crisi economica generalizzata diventa difficile tollerare le uscite di Bossi e dei suoi colonnelli. 

Erano centinaia i militanti che si sono assiepati presso il Forum di Assago inneggiando, come al solito, alla “Secessione”. Già ci si potrebbe fermare qui e limitarsi a definire come intollerabile l’esistenza di un partito come la Lega Nord che si prepone deliberatamente di sfaldare lo Stato italiano, ma siamo appena all’inizio. La Lega Nord ha tenuto proprio ad Assago il suo secondo e ultimo giorno del Congresso federale, un appuntamento molto delicato dal momento che la tempesta giudiziaria che ha travolto il tesoriere Belsito ha gettato colate di fango sul partito e sulla famiglia Bossi. Ora il “gallo ruspante” del Carroccio è Roberto Maroni, candidato unico alla segreteria, e uomo forte rimasto indenne ai guai giudiziari. L’assise di Assago non poteva che aprirsi con il solito “Và Pensiero”, l’inno di un Paese che esiste solamente nei sogni ad occhi aperti di persone che però sono un pò troppo grandicelle per catapultarsi nei mondi fantasy. Basta guardarsi intorno per vedere che, purtroppo, questi sognatori sono la maggioranza, bambini un pò troppo cresciuti che però vogliono continuare a travestirsi e a inscenare cerimonie di gruppo griffate “Padania”. E non poteva mancare il “Gandalf” di turno, Umberto Bossi, presentatosi ad Assago per ricucire lo strappo con il suo popolo. E, udite udite, il Senatùr è riuscito persino ad attaccare nuovamente Roma e la magistratura, incurante dello scandalo che ha coperto di ridicolo le sue rivendicazioni. “Noi siamo qui a congresso per l’attacco della magistratura”, ha detto, suscitando l’euforia del pubblico, “La Lega non ha rubato niente. I ladri sono a Roma, sono farabutti i romani non sono padani”, ha blaterato. Bugie. Del resto Belsito non era certo un uomo di Roma, ma questo il Senatùr ha pensato bene di ometterlo, i ladri in Padania non ci sono, i padani sono onesti. Onesti come Rosy Mauro e Renzo Bossi.  ”Fatico a credere che nostro amministratore sia legato a ‘Ndrangheta. Qualcuno ha aperto la fortezza della Lega dall’interno”, ha poi commentato incredulo riferendosi al tesoriere Francesco Belsito. Non riesce a credere Bossi che nella sua immaginifica Padania composta da uomini e donne dai capelli biondi e dal piglio germanico, si sia annidato il malaffare tipicamente “terrone”; vagli a spiegare che forse c’è sempre stato, e non è stato importato dai rom e dagli extracomunitari. Un angolo di Medioevo nel cuore d’Italia, anime perse che rappresentano il “peso inerte della storia” che impedisce all’Italia di avanzare verso il progresso.  Non potevano mancare poi le frasi alla Braveheart: “abbiamo aspettato un centinaio di anni da schiavi, non si può cambiare di colpo, ma bisogna andare avanti sapendo che i nostri figli non saremo più schiavi di Roma, ma liberi in Padania. Questo riusciremo a farlo”. Su questo caro Senatùr mi spiace contraddirti, esiste una certa Italia che farebbe di tutto, ma proprio di tutto, per impedirti di trasformare in realtà le tue turbolente versioni oniriche. Subito dopo  Bossi ha lanciato l’ormai consueto attacco a Giorgio Napolitano, un attacco inspiegabile dal momento che la Lega Nord dovrebbe ringraziare lo Stato italiano ogni secondo dal momento che le autorità e le istituzioni sembrano essere sorde e cieche ogniqualvolta la Lega Nord ne combina qualcuna delle sue, un privilegio che non è condiviso da altri partiti politici. Così i leghisti possono dire ai quattro venti di volersi pulire il sedere con il tricolore, possono offendere i meridionali, gli extracomunitari, il presidente della Repubblica, tanto a loro non capita mai nulla. Una sorta di Impunitas pietosa e misericordiosa, la stessa che usa la legge nei confronti dei pazzi e dei deliri ma che ora rischia di diventare controproducente.

 

 

Link Sponsorizzati:

Nessun commento

  1. Dal momento che tutti i sondaggi dicono che la Lega è si e no al 4% e si assottiglierà ancora di più, cosa volete che facciano “quattro gatti miagolanti?”

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top