Lega Nord. "Ladroni a cà nostra", Gdf nelle sedi di Milano e Torino per le quote latte | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Lega Nord. “Ladroni a cà nostra”, Gdf nelle sedi di Milano e Torino per le quote latte

La Guardia di Finanza si è recata ieri fino a tarda notte nelle sedi della Lega Nord di Milano e Torino nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura di Milano sulle quote latte. Si ipotizzano i reati di bancarotta fraudolenta e corruzione, l’ennesima vergogna che inchioda il partito di Maroni alle proprie responsabilità. 

CONGRESSO FEDERALE DELLA LEGA NORD

Roma ladrona, la Lega non perdona“: Era questo uno degli slogan più gettonati della Lega Nord, partito che ha sempre voluto essere in prima fila nell’invocare legalità e nell’additare colpevoli. Intriso di razzismo e intolleranza, il partito di Roberto Maroni ha sempre letteralmente insultato il Meridione, accusandolo sostanzialmente di essere l’origine di ogni male italiano. I padani, che poi non esistono, sarebbero sostanzialmente dei poveri cittadini laboriosi e onesti truffati dai trafficoni di Roma o dai terroni scansafatiche. Queste frasi razziste e vergognose hanno in qualche modo fatto presa in Veneto, Lombardia e parte del Piemonte, ma le vicissitudini degli ultimi mesi hanno letteralmente gettato squarci di luce sulla realtà del Carroccio, una realtà putrescente che ci parla di un partito che non solo commetteva gli stessi illeciti degli altri, ma forse faceva persino di peggio. Ieri la Guardia di Finanza ha fatto visita alle sedi della Lega Nord di Milano e Torino nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura di Milano sulle quote latte. I reati ipotizzati sono quelli di bancarotta fraudolenta e di corruzione, e l’ipotesi investigativa è che siano state versate diverse tangenti a funzionari pubblici e a  politici per caldeggiare interventi legislativi a favore degli agricoltori per ritardare il pagamento sulle quote latte da versare all’Ue. Inutile dire che Maroni ha cercato di dissipare ogni dubbio sostenendo di non avere responsabilità, ma le sue parole suonano vuote di fronte all’inchiesta partita nei mesi scorsi dopo il crack della cooperativa “La Lombarda” con un buco di oltre 80 milioni di euro. Ma non è finita qui, secondo fonti investigative le perquisizioni della Gdf avrebbero avuto esito parziale per motivi di immunità parlamentare. Maroni ovviamente ha negato ogni addebito da parte della Lega Nord e ha persino espresso fastidio per aver subito perquisizioni in un periodo di piena campagna elettorale.  Insomma una smentita in pieno stile Carroccio, sempre in prima fila nell’accusare il Sud Italia di ogni male, sempre pronto a defilarsi quando si tratta di assumersi le proprie responsabilità; insomma passateci il termine, l’Italia peggiore.

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