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sabato , 25 marzo 2017
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Legambiente e Cnappc avanzano proposte per una Rigenerazione Urbana Sostenibile

Efficienza energetica in edilizia. Di fronte al piano energetico da presentare a Bruxelles nell’aprile 2014 serve un’unica, omogenea e coerente politica nazionale di rigenerazione urbana che attivi energie e risorse.

Fonte: Oltremedianews

Già a metà ottobre il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori aveva lanciato un appello: c’è bisogno di rilanciare un Programma nazionale per le città che “all’insegna della Rigenerazione Urbana Sostenibile e facendo leva sull’efficientamento energetico, integri idee e risorse in un’unica strategia per la sostenibilità ambientale e lo stop al consumo del suolo, per il  riuso degli edifici e delle aree urbane dismesse, per lavalorizzazione degli spazi pubblici, per il ciclo dei rifiuti ed il  risparmio idrico, per la messa in sicurezza degli edifici, l’infrastrutturazione digitale e la valorizzazione dei beni demaniali”.Così diceva il Presidente dello stesso CNAPPC, Leopoldo Freyrie, al Saie, Salone Internazionale dell’Innovazione di Bologna, lanciando un serio allarme bisogna ricordare come “il patrimonio edilizio italiano – vera garanzia del nostro debito pubblico, corrispondendo alla metà del risparmio dei cittadini italiani – sia in una fase avanzata di ammaloramento e di devalorizzazione geometrica: il 70% degli edifici italiani, privati e pubblici, è stato costruito tra il 1945 e gli anni ’80, prima delle norme antisismiche, con tecniche costruttive che ne garantiscono tra i 50 e gli 80 anni di vita; sono veri e propri “colabrodi” energetici e idrici che valgono un spreco quantificato in 20-22 miliardi all’anno, senza calcolare i costi sociali dell’inquinamento; metà di questi edifici sono in zona a grave rischio sismico e non reggerebbero un terremoto anche solo di media entità“.La consegna, ad aprile 2014, di una strategia a lungo termine riguardo i temi del risparmio energetico, il censimento della situazione reale e il ruolo di presidenza nell’Unione che ricopriremo a giugno devono essere dunque un’occasione di rigenerazione urbana.

L’Italia appare però completamente impreparata, infatti, al contrario della maggior parte dei paesi europei, non ha ancora avviato un confronto riguardo al Piano per l’efficienza energetica, che dovrà presentare a Bruxelles nell’aprile 2014.

“Occorre pianificare una strategia per la riqualificazione energetica e statica del patrimonio edilizio pubblico che individui priorità e obiettivi di intervento; costituire un fondo nazionale di finanziamento e di garanzia, con il coinvolgimento della Cassa e Depositi e prestiti; allargare  e rendere permanenti gli incentivi e le detrazioni fiscali relativi alla riqualificazione energetica e al consolidamento antisismico degli edifici. (…) Serve creare un’unica struttura nazionale per coordinare gli interventi di riqualificazione delle aree urbane e metropolitane: questo fatto rappresenterebbe il primo e vero  segnale di cambiamento per affrontare davvero in modo nuovo ed incisivo il tema della rigenerazione del patrimonio edilizio del Paese, per ridefinire il profilo del settore delle costruzioni nei prossimi anni e ritornare a creare lavoro”.

Oggi Legambiente e Cnappc hanno presentato un documento in cui avanzano 6 proposte per indirizzare gli interventi dei piani 2014-2020: si sottolinea la necessità di rendere obbligatorie alcune certificazioni (come il libretto antisismico) per tutti gli edifici, si chiedono, come detto sopra, maggiori e permanenti incentivi alla riqualificazione, fondi che consentano installazioni di impianti da fonti rinnovabili, la progettazione di ecoquartieri energicamente efficienti.

http://www.casaportale.com/public/uploads/36531-pdf1.pdf

Giorgia Pratesi

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