Legambiente, sindacati e ONG uniti: Green Deal anche in ItaliaTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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Legambiente, sindacati e ONG uniti: Green Deal anche in Italia

Legambiente, sindacati e ONG lanciano l’appello: stop ai tagli sul ministero dell’ambiente. L’investimento ecosostenibile e pubblico in questo settore crea lavoro, giova airisparmi dei cittadini e ai guadagni delle imprese private e pubbliche, nonché all’ambiente stesso.

Fonte: Oltremedianews

“E’ un asino ma abbisogna di cure da cavallo”. La situazione di crisi di questi ultimi anni e le politiche di risanamento, non hanno di certo riguardato l’ambiente. Le cure da cavallo delle ultime revisioni della spesa pubblica avrebbero dovuto migliorare o almeno garantire il “funzionamento” della macchina statale magari  favorendo politiche sociali e ambientali, ma, accusa Legambiente nel suo ultimo appello, questa “cura da cavallo sta uccidendo il Ministero dell’Ambiente”, uno dei Ministeri più colpiti dalle ultime revisioni. Si legge: “nel 2009, il bilancio del ministero ammontava a 1,649 miliardi di euro, nel 2010 era di 1,265 miliardi di euro ed oggi, nel 2013, è sceso a 468 milioni di euro, 306 dei quali destinati alle spese correnti che garantiscono l’attività ordinaria del Ministero”. Per non parlare della riduzione di politiche di prevenzione, intervento e  controllo causa delle ormai troppe maxi-multe UE che lo scorso mese fecero guadagnare allo stivale il primo posto nel record di infrazioni comunitarie (il 30% nel settore ambientale). Discariche illegali, questione Campania, multe per un centinaio di milioni di euro.

Il Governo sia all’altezza della sfida del Green Deal”, questo l’incipit dell’appello. Si, perché il Green Deal, la politica del governo britannico entrata in vigore il 28 gennaio 2013, ha giovato, giova e gioverà alle tasche dei cittadini, alle casse delle imprese private e ai fondi statali, nonché e soprattutto all’ambiente. I cittadini vedono le loro case ristrutturate a favore dell’efficienza energetica, il tutto a spese di privati e fondi pubblici che vedono ripagati i loro investimenti con notevoli interessi grazie al risparmio energetico e alla produzione di energia ecosostenibile.

A sottoscrivere l’appello, 140 Organizzazioni Non Governative e federazioni di ONG, tra cui WWF, LIPU e LAC, ma la sottoscrizione arriva anche dai sindacati confederali CGIL-CISL e UIL e le organizzazioni produttive, sintomo che l’ottimizzazione e l’investimento in politiche ambientali potrebbe migliorare anche la situazione impiego (d’altronde lo stesso Ministro Orlando ha dichiarato proprio oggi che un investimento in tale settore potrebbe creare fra  100-200 mila posti di lavoro nei prossimi 6-12 mesi). Altro partner a promuovere l’appello è il Fondo Ambiente Italiano (FAI) che dichiara: “la Legge di stabilità 2014 non destinerà 500 milioni di euro al Ministero dell’Ambiente, come auspicato dallo stesso Ministro dell’Ambiente Orlando. Oggi più che mai è necessario invece combattere il dissesto idrogeologico, un’emergenza che provoca vittime e danni per 3,5 miliardi di Euro all’anno”.

Ieri forse si è avuto il primo, ma non sufficiente, risultato: a Bruxelles, chiuse le quattro procedure d’infrazione su questioni ambientali riguardanti l’Italia. Una “notizia positiva”, la definisce il Ministro Orlando. Non male, ma forse sarebbe cosa buona e saggia dare un’occhiata al modello britannico.

Veronica Pavoni

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