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lunedì , 23 gennaio 2017
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L’egemonia in gioco, il mondo pure

L’egemonia in gioco, il mondo pure

La Russia dopo l’offensiva in Ucraina è il nemico da vincere per gli Stati Uniti

Fonte Marx21.it

Gli Stati Uniti non sembrano indietreggiare. Continua l’offensiva contro la Russia nell’arena mondiale. Ci sono vari fronti aperti, ma il più minaccioso continua ad essere quello della guerra in Ucraina.

Perlomeno, lo scenario dove si decideranno le partite più sporche della scacchiera geopolitica con l’uso della violenza contro civili innocenti nell’est di quel paese. Con un alleato chiaramente filo-occidentale, Poroshenko.

Vale a dire, con l’aperta partecipazione militarista della NATO che comanda l’Unione Europea, ciò che si vuole è accerchiare ancora di più la Russia con una doppia finalità: 1) mantenere ad ogni costo l’egemonia imperiale sopra e contro il mondo senza oppositori di fronte, perché la crisi economica lo richiede urgentemente; 2) per ottenere il controllo delle regioni dell’est europeo – in altri momenti “comuniste” – e di quelle dell’Asia Centrale che posseggono enormi giacimenti energetici. O per strapparle senza competitori, come è successo dopo l’11 settembre.

L’Ucraina è al centro dell’attenzione, pur con l’apparizione, come minaccioso “elemento di distrazione”, dell’ISIS, che assassina indiscriminatamente in Iraq e Siria, e della guerra aperta di Israele contro i civili, anche nella sempre più ridotta Striscia di Gaza. I vari fronti mirano a un solo obiettivo: trovare il pretesto che permetta agli USA e ai suoi alleati, mediante il potenziale della NATO, di minacciare e persino invadere la Russia. Questo è l’obiettivo per ora.

O per quale motivo nel recente vertice della NATO, i 28 paesi hanno deciso di aumentare fino a un minimo del 2% il loro bilancio “per creare una forza di reazione rapida antirussa”? “Abbiamo deciso di accordarci su un piano di dispiegamento che rafforzi la difesa collettiva della NATO. Ciò esprime la nostra solidarietà e la nostra risolutezza” ha dichiarato il portavoce Rasmussen riferendosi alla “presenza continua” di militari nell’est dell’Europa e alludendo all’Ucraina.

Dopo che non ha avuto successo il trucco dell’abbattimento dell’aereo della Malaysia, con il tentativo di incolpare i filo-russi ucraini e di indicare la Russia come paese che aveva orchestrato, gli “alleati occidentali” continuano a cercare pretesti per giustificare un possibile attacco: la Nato cerca di avallare l’uso della forza militare sotto il pretesto della risposta a un ciberattacco scatenato contro ogni paese facente parte dell’alleanza. “Oggi dichiariamo che la ciberdifesa è parte dei compiti centrali della NATO nella difesa collettiva” ha aggiunto Rasmussen nella conferenza stampa del 5 settembre.

Non abbiamo di fronte lo scenario di una nuova “guerra fredda”, ma piuttosto le pretese egemoniche della NATO. E si continua a fare uso della guerra dell’Occidente contro la Russia come potenziale “nemico” che entra in competizione e che guadagna terreno anche cercando alleanze con paesi come quelli dell’America Latina, e promuove convogli con viveri nelle zone con civili colpiti dalla violenza, come quella scatenata nell’est ucraino.

E’ un’offensiva ben pianificata, orchestrata da un insieme di “alleati” europei i cui governi cercano di uscire ad ogni costo dalla crisi che li soffoca e crea insoddisfazione nei loro popoli. L’UE vuole andare ancora oltre: vincere la battaglia con la Russia, condurla senza metterci tanto le mani e mandando avanti i propri alleati, e uscirne indenne con il controllo di vaste regioni energetiche.

Due ultime considerazioni: si vuole uscire da questa forte crisi economico-finanziaria, e avere la forza per confrontarsi dopo con la Cina nel mercato mondiale. L’egemonia è in gioco. Il problema è che lo è anche il mondo.

*Salvador González Briceño è stato direttore del periodico El Dia nel 2009 e in questo momento è direttore di Reporte México.
sgonzales@reportemexico.com.mx

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