LEGGENDO: “Qualcuno con cui correre” di D. GrossmanTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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LEGGENDO: “Qualcuno con cui correre” di D. Grossman

Questa settimana la rubrica Leggendo recensisce “Qualcuno con cui correre”, romanzo “per ragazzi” di David Grossman. La corsa per le vie della polverosa e caotica Gerusalemme di un ragazzo in cerca del proprietario di un cane che, disperato, lo trascina per i quartieri della città.

Fonte: Oltremedianews

David Grossman, noto scrittore e saggista israeliano per bambini, ragazzi e adulti tradotto in moltissimi paesi, nel 2000 pubblica “Qualcuno con cui correre” uno dei suoi romanzi più famosi. Spesso ed erroneamente viene considerato un romanzo per ragazzi, dal sapore dickensiano e sul rapporto adolescenziale tra individuo e realtà. L’opera sfocia però in tematiche più profonde e la sua lettura è vivamente consigliata anche ad un pubblico adulto.

Assaf è un sedicenne impacciato con se stesso e ancora timido, lavora al municipio di Gerusalemme e un giorno riceve il compito di inseguire letteralmente una cagna che è stata trovata per la città e ricondurla al suo legittimo proprietario. Il ragazzo incomincerà allora una spericolata e avventurosa corsa per le vie di Gerusalemme trascinandosi dietro il guinzaglio di Dinka alla ricerca di un padrone senza nome. Dall’altro lato della storia c’è Tamar, ragazza scappata di casa per salvare il fratello tossicodipendente. Suona per strada e rende partecipi della sua voce e così dei suoi intimi sentimenti i passanti.

Secondo il classico plot prevedibile i due sono destinati ad incontrarsi e a “correre insieme”, come appunto dice il titolo del romanzo. L’incontro delle due giovani anime non sarà però semplice né immediato e attraverserà la città, i misteri e i pericoli di un mondo sotterraneo e sporco, quello della droga e degli sfruttatori dei giovani artisti, gettati sulle strade a suonare per pochi spiccioli. La trama apparentemente semplice manifesta il grande talento di Grossman che negli anni si è cimentato anche in diversi esperimenti stilistici, come per “Che tu sia per me il coltello” o per “Vedi alla voce: amore”, quest’ultimo in particolare, considerato il suo capolavoro, attraverso salti del tempo e uso del fantastico narra la Shoah vista dagli occhi di un bambino, figlio di sopravvissuti.

“Qualcuno con cui correre” è un romanzo consigliato a chi oltre ad amare una scrittura di qualità ha ancora il cuore e la mente avvezzi al sentimento, non assopiti dopo anni di matrimonio, ma ancora memori di quei piccoli dolci momenti adolescenziali, dove anche lo sfiorare di un lembo di stoffa dell’abito di “quella persona” causava un subbuglio all’altezza dello stomaco come il vorticoso battito d’ali di farfalle e un bruciante calore sulla schiena.

Claudia Paccosi
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