L'Egitto sfida gli Stati Uniti: "Possiamo sopravvivere anche senza aiuti"Tribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

L’Egitto sfida gli Stati Uniti: “Possiamo sopravvivere anche senza aiuti”

Il primo ministro egiziano ha detto che sarebbe un errore da parte degli Usa fermare gli aiuti militari al Cairo, e ha poi aggiunto che se la Casa Bianca andrà fino in fondo, l’Egitto farà a meno degli aiuti. 

Il primo ministro ad interim dell?Egitto, Hazem el-Beblawi, ha fatto sapere che sarebbe un errore madornale da parte della Casa Bianca decidere di interrompere gli aiuti militari al Cairo, mentre ha indicato che l’Egitto potrebbe vivere comunque anche nel caso Washington dovesse decidere di cessare gli aiuti. L’amministrazione Obama infatti sta cercando di fare crescenti pressioni per fermare gli aiuti all’esercito egiziano dopo gli scontri che hanno contrassegnato l’uscita di scena del presidente Morsi negli ultimi giorni. Morsi è il cavallo su cui hanno puntato Obama e la Casa Bianca, di conseguenza il golpe militare realizzato da Al-Sisi ha lasciato molte perplessità a Washington. Hazem el-Beblawi ha anche aggiunto che l’attuale governo militare dell’Egitto sarebbe in grado di sostenere la perdita di aiuti. “Non dobbiamo dimenticare che l’Egitto andò con la Russia per ricevere supporto e siamo sopravvissuti. Così non c’è fine alla vita, tu puoi vivere con differenti circostanze“, ha detto il primo ministro. Il Congresso da qualche giorni continua a discutere di bloccare ogni aiuto al governo golpista egiziano, e poco importa che oltre trenta milioni di egiziani sono scesi in piazza il 30 giugno proprio chiedendo l’intervento dei militari. El-Beblawi ha anche detto alla ABC News che il potenziale stop dell’esercito americano agli aiuti all’Egitto sarebbe un “brutto segno che colpirebbe in negativo l’esercito per un pò di tempo“. Molti paesi nella regione, più precisamente l’Arabia Saudita, hanno già detto che vorrebbero aiutare l’Egitto nel caso gli Stati Uniti e l’Unione Europea si tirassero indietro. Il ministro degli Esteri saudita, il principe Saud Al-Faisal, ha realizzato recentemente un viaggio in Europa a supporto del governo militare ad interim egiziano. Insomma, morto un Papa, se ne farà un altro. Al Cairo, qualora la Casa Bianca dovesse chiudere i rubinetti, potrebbero arrivare aiuti dagli alleati regionali come Arabia Saudita, Kuwait, e gli Emirati Arabi Uniti, che hanno promesso all’Egitto 12 miliardi in prestiti, attrezzature ed energia. Secondo la Reuters 5 miliardi di questi aiuti sarebbero addirittura già arrivati. Il governo militare egiziano sembra quindi essersi mosso molto velocemente per investire questi prestiti in progetti di infrastrutture per risvegliare l’economia attraverso investimenti diretti del governo. Insomma, avendo scelto il cavallo sbagliato gli Stati Uniti rischiano di spingere l’Egitto fuori dalla propria sfera di influenza, e se Al-Sisi sarà più simile a Nasser che a Sadat, questo potrebbe essere stato un grosso errore. 

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top