L'eterna sorpresa degli orfani della sinistra rafforza RenziTribuno del Popolo
lunedì , 25 settembre 2017
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L’eterna sorpresa degli orfani della sinistra rafforza Renzi

Possiamo dire le cose come stanno? La gente che si ritiene di sinistra e “odia” Renzi ritenendosi tradita, sbaglia. Sbaglia in quanto il Pd, Partito Democratico, di sinistra non ha nulla, nè vuole averlo. Sbaglia perchè continua a criticare il Pd come se in qualche modo sperasse che un giorno cambi, ignorando che, al contrario, andrebbe ricostruita una sinistra nuova, ideologica perchè no, che non si vergogni del suo passato e che non lasci che sia Matteo Salvini a citare Gramsci. 

A chi scrive piace provocare, per questo vogliamo dire ci ha colpito in modo negativo la reazione indignata di molti cosiddetti membri della sinistra che si sono indignati circa l’astensionismo invocato dal Pd sul Referendum del 17 aprile. Ci fosse un partito di sinistra di massa allora si potrebbe anche accettare la retorica e sarebbe sicuramente utile attaccare Renzi mostrandone le evidenti contraddizioni, peccato che questo partito è inesistente e, cosa ancor più grottesca, Matteo Renzi non sia di sinistra. Nonostante la retorica infatti il Pd, ovvero Partito Democratico, non ha nulla a che fare con la sinistra “storica” e con il marxismo. Questo è sotto gli occhi di tutti, e in tanti hanno cominciato a capirlo, ma non tutti. Sto parlando di quelli che ancora una volta si sono indignati urlando a denti stretti che il governo si fa dettare la politica dalle lobbies e che il Pd è al servizio dei poteri forti e non dei cittadini. Viene quasi da pensare che costoro siano stati vittime di una ipnosi generale e che accusino Renzi di aver tradito un partito di sinistra di massa, e invece, bisogna essere sinceri fino in fondo, tutto questo non è accaduto.

Non sarebbe nemmeno giusto incolpare Renzi di un processo che in realtà è cominciato con la Bolognina ormai quasi trent’anni fa , perchè se oggi le teorie di Pansa vengono accreditate, i partigiani vengono ritenuti alla stregua dei fascisti e soprattutto la nostra Costituzione viene ritenuta un vecchio orpello del passato, la colpa è della sinistra nel suo complesso che ha deciso di smantellare il proprio passato. Una volta fatti cadere i paletti, un volta accettato di diventare i vassalli scemi della Casa Bianca, e di conseguenza l’orribile retorica del “mondo libero”, era ampiamente prevedibile che prima o dopo un personaggio come Renzi avrebbe ultimato la mutazione genetica dal Pd a Dc 2.0. E in tutto questo teatrino quelli che hanno più pena di tutti sono quelli magari ingenuamente e convintamente di sinistra che continuano a votare Pd immaginando che sia ancora quel partito che, nonostante tutto, rappresentava i lavoratori e le forze migliori e progressiste di questo Paese.

Una massa inerte che forse non può e non vuole ammettere di aver commesso un errore tragicomico nell’appoggiare la distruzione della storia della sinistra italiana, una massa di personaggi che non può fare altro che votare oggi il Pd anche solo in quanto “meno peggio” rispetto ai Cinque Stelle e alla Lega Nord. Quando queste persone capiranno che nessuno costruirà per loro un partito di sinistra ma che dovranno rimboccarsi le maniche e lottare loro stessi per organizzarsi e ottenere una rappresentanza politica sarà troppo tardi, e intanto si giunge al paradosso per cui anche Antonio Gramsci viene lasciato a Matteo Salvini, che ha pensato bene di pubblicare su facebook la sua reazione a caldo all’esito del referendum:

Io RINGRAZIO i milioni di cittadini che hanno partecipato, alla faccia del silenzio dei “giornalisti” e dell’arroganza di certi politici. Odio gli indifferenti” scriveva Gramsci nel 1917. Sono d’accordo con lui.”

E oggettivamente se l’estrema destra arriva a citare Gramsci questo avviene perchè quella che alcuni continuano pervicacemente e stupidamente a chiamare “sinistra” altro non è che una democrazia cristiana duepuntozero, una sorta di Partito della Nazione che si è liberato delle zavorre del passato come Gramsci e il Pci, zavorre che si stagliano come titani giganti con l’indice puntato verso un partito che non ha nulla, ma proprio nulla a che fare con quella tradizione e che, a ben guardare, somiglia più al Pnf che al Pci. Anche perchè quando si comincia a interpretare la politica come mera amministrazione dell’esistente priva di qualsiasi missione ideale e di qualsiasi utopia di trasformazione sociale, si sta parlando solamente di un partito che ambisce a gestire l’esistente. E se l’esistente è ingiusto, traete voi le adeguate conseguenze.

@Gracchus Babeuf

Tribuno del Popolo

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