L’etichetta DOC per i politici, contro le dichiarazioni fraudolente d’appartenenzaTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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L’etichetta DOC per i politici, contro le dichiarazioni fraudolente d’appartenenza

Cosa ne sarebbe del Lardo di Colonnata, del Parmigiano Reggiano, del Prosciutto San Daniele, della Bottarga di Cabras, del Carciofo sardo, quello con le spine, come di altre migliaia di prodotti se non ci fossero, a proteggerli, i vari DOC, DOP, IGP e via dicendo? Già oggi, nonostante le protezioni, assistiamo a un continuo riproporsi delle falsificazioni d’etichetta.

Cosa c’entra tutto ciò con la politica, fatta eccezione per il settore agro-alimentare? Ebbene, nel constatare il comportamento e, ancor peggio, la sostanza delle proposte del Presidente del Consiglio dei Ministri signor Renzi, urge un provvedimento che assegni almeno il DOC a certi personaggi. Può, uno come Renzi, presidente del CdM e contemporaneamente segretario politico del PD, agire dichiarandosi di sinistra e portare avanti, nel concreto, una strategia politica di stampo oggettivamente piduista?

Non appaia eccessiva una tale considerazione. Il pronunciamento di Zagrebelsky, sottoscritto da Rodotà e tanti altri intellettuali, definisce bene la sponda verso la quale Renzi vorrebbe condurre il nostro paese. In sintesi, ciò che è riuscito a Berlusconi solo in parte, sta per essere esteso dal segretario del PD, con tanto di puntello della burocrazia piddina, come sempre prona nei confronti del “padrone” di turno, chiunque sia e comunque la pensi.

Esiste davvero un solo italiano senziente il cui pensiero veda nelle Province e nel Senato i colpevoli del malaffare e degli sprechi? Ma dai! Qualche lettore ora considererà: “Ecco il solito comunista conservatore pronto a opporsi a qualsiasi riforma”. Niente di più errato. Chi scrive sosteneva nei lontani anni novanta la necessità di una radicale riforma dello Stato che definisse, una volta per tutte, ambiti e competenze delle varie amministrazioni, Camera e Senato in primis. L’immenso spreco di denaro pubblico dovuto alla sovrapposizione di “competenze e autorità” ha portato all’attuale livello di debito, con tanto di gioia (e relativi affari) dei vari centri di potere, quelli ministeriali e degli enti economici pubblici per primi. Le attuali proposizioni renziane, stucchevoli e populiste, non cambiano di un nulla ciò che si vorrebbe far comprendere di colpire, furbescamente.

Ogni anello che verrà a mancare, nel rapporto tra cittadino e Stato, sarà un gradino crollato nella scala della democrazia, senza un centesimo di risparmio per le finanze dello Stato. Ogni gradino crollato costituirà un punto a favore di uno Stato autoritario e d’ispirazione totalitaria. Il fascismo istituì la figura del Podestà quale garante dello Stato centralizzato fin dentro le stradine e i vicoli dei più piccoli paesi. Stiamo assistendo alla messa in atto di quel medesimo progetto, per giunta ad opera di uno che si spaccia d’appartenere alla sinistra.
Insomma, per dirla papale papale, Renzi sta alla sinistra come il “Parmesan” tedesco o statunitense sta al Parmigiano DOP. Quando andremo a votare, accertiamoci che l’etichetta sia autentica e non contraffatta! Ne va del nostro futuro.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/palazzochigi/12789998175/”>Palazzochigi</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

Enzo Sanna

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