Letta, generoso o taccagno?Tribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
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Letta, generoso o taccagno?

Stiamo assistendo a una contrapposizione di decreti che elargiscono e sottraggono denaro alla gente

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Sarà pazzo? Ci sta prendendo in giro? In realtà c’è, anche in questo, un preciso fine che riguarda sempre la moneta, l’infrazione e, quindi, la Germania.

Tra gli atti di “generosità” ricordiamone qualcuno:

  • Sconto sulle bollette elettriche di 550 milioni;

  • Equitalia non può più pignorare la prima casa a meno che non sia un bene di lusso;

  • Proroghe per chi non riesce a pagare le rate e il mutuo;

  • Eliminati i certificati inutili con un rimborso per il cittadino da 50 a 4 mila euro se i tempi burocratici si dovessero allungare più del previsto;

  • Per chi viene licenziato o non riesce a pagare le tasse è stata creata una polizza gratuita che coprirà le spese per le bollette legate a esigenze di prima necessità, quali: riscaldamento, luce e gas;

  • Elargizioni ai fondi delle imprese e agevolazioni per l’acquisto di moderni macchinari;

In tutto questo assistiamo, però, anche a delle nuove tasse:

  • Aumento del costo del tabacco;

  • Aumento dell’IVA sulle macchinette di merendine e cappuccini;

  • Marca da bollo è salita da 1,81 euro a 2 euro e quella da 14,62 euro è salita a 16. Il ricavato servirà, però, per la giusta causa del terremoto in Abruzzo;

  • Aumento dei costi delle fatture, atti notarili, passaggi di proprietà, iscrizioni universitarie, richieste di documenti e passaporti;

  • Aumento di benzina e gasolio;

Abbiamo sentito spesso molti esperti di economia ma anche Prodi e Bersani parlare di redistribuzione della moneta. A questo servono tali “incoerenze”. In questi anni i soldi sono usciti dalle classi sociali medio-basse, divenendo ancora più povere e producendo un aumento del tasso di povertà, per confluire in alcuni settori e classi, andando a creare un’incredibile distacco tra i ricchissimi e i poverissimi. Ora, con tali decreti, ci sarà una ridistribuzione della moneta anche nelle tasche dei più poveri. Avranno più possibilità di risparmiare, e quindi si dovrebbero trovare più soldi in tasca, come ad esempio quelli risparmiati dalla bolletta della luce, di cui, però, una parte, andrà a ricoprire i piccoli aumenti detti sopra, che serviranno allo Stato per le sue spese. Perché non trattenersi già prima quei soldi? Perché non arriverebbero al cittadino e, quindi, il cittadino avrebbe meno possibilità di spendere. Questo, ancora, dovrebbe produrre una riduzione dell’inflazione con la felicità della Germania.

Glenda Silvestri

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