Letta rilancia: riforma elettorale a ottobre, i cittadini torneranno ad essere arbitriTribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:
Letta rilancia: riforma elettorale a ottobre, i cittadini torneranno ad essere arbitri

Letta rilancia: riforma elettorale a ottobre, i cittadini torneranno ad essere arbitri

Dal palco del meeting di Comunione e Liberazione il presidente Letta accelera sulla riforma elettorale, che sarà discussa entro ottobre, ma il Pdl frena. Intanto c’è chi prospetta una nuova maggioranza con Sel e M5S.

Fonte: Oltremedianews

“Non voglio che nessuno interrompa questo percorso di speranza che abbiamo cominciato. L’uscita dalla crisi è a portata di mano. Gli Italiani puniranno chi antepone gli interessi personali.” Il premier Letta fa la voce grossa dal palco del meeting di Comunione e Liberazione, e non si fa mettere all’angolo del ring dai colpi del Pdl sulla questione del voto per la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Anzi, rilancia: “Il cambiamento più urgente è la riforma elettorale. Io penso che la Commissione Affari Istituzionali ne parlerà dal 1° settembre in modo che a ottobre il Parlamento vorrà approvarla. Ognuno di voi cittadini dovrà tornare ad essere arbitro.”

Un Letta risoluto, quello di Rimini, che se da un lato rimarca ancora una volta l’importanza di quello che sembra essere l’unico obiettivo, la durata del suo esecutivo, dall’altro traccia uno scenario che dà adito a previsioni poco rassicuranti per la “strana maggioranza”. Il problema ruota attorno ad una questione, come sottolinea il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello: la nuova legge elettorale prospettata dal premier vuole essere una safety net, cui ricorrere nella malaugurata ipotesi di una crisi di governo, o qualcosa di più?

C’è chi dunque nei toni meno pacati del solito usati dal presidente ha voluto leggere un Letta pronto al voto, che accelerando sulla riforma elettorale andrebbe incontro alle voci interne al Pd che, sempre più numerose, chiedono un ritorno al Mattarellum o la sostituzione della legge Calderoli con quella ideata dall’ex presidente della Camera Luciano Violante, che propone un proporzionale con premio di maggioranza al 40-45%, sbarramento al 5% ed eventuale ballottaggio. O, addirittura, a quelle istanze più sottese, ma pur sempre presenti, di chi nel Pd pensa al voto anticipato.

“La strada in Parlamento ora è spianata” commenta Anna Finocchiaro “e non ci sono più alibi.” Ma dal Pdl c’è chi già frena. Se infatti qualche giorno fa Gasparri si dichiarava favorevole se non altro ad aggiustare l’attuale porcellum, oggi il capogruppo Pdl al senato Schifani ha dichiarato: “Non capisco la fretta di Letta. Comunque non ci sono margini di avvicinamento tra Pd e Pdl. Per noi la legge elettorale nuova deve seguire le riforme istituzionali, altrimenti non la comprendo e preferisco non comprendere altre motivazioni che non mi piacciono, come quella di fare una legge elettorale per andare a votare subito.”

Sempre più fantasiose, dunque, le ipotesi per il Pd di un accordo con “l’amico-nemico” sulla riforma elettorale. Accordo in assenza del quale la direzione in cui guardare, già caldeggiata da molti, apparirebbe obbligata: una discussione sul tema con le opposizioni di Sel e M5S, che nei mesi scorsi aveva aperto sul Mattarellum. C’è chi addirittura vede un eventuale punto d’incontro come preludio a un nuovo esecutivo. Strada, quest’ultima, resa tuttavia quanto mai accidentata dalle ormai ben note fratture interne al Pd, causa già a marzo della bocciatura da parte della Camera della mozione Giachettiper il ritorno al vecchio sistema elettorale, votata invece proprio da vendoliani e grillini.

 Paola Venturini

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top