Lettera di un aspirante medico sui test d'ingresso per medicinaTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Lettera di un aspirante medico sui test d’ingresso per medicina

Lettera di un aspirante medico sui test d’ingresso per medicina

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di una lettrice a proposito del funzionamento dei test di medicina. Come ogni anno migliaia di giovani aspiranti medici si trovano davanti lo scoglio, spesso insormontabile, dei test d’ingresso e come ogni anno non mancano le polemiche sulla loro ragion d’essere. 

Fonte: Oltremedianews

Sono una tra delle decine di migliaia di studenti e studentesse che lo scorso 9 settembre hanno tentato il test di ammissione alla facoltà di Medicina. Ho appena letto dell’esortazione del ministro che per evitare i ricorsi al Tar sostiene, con una certa insopportabile e qualunquista sentenziosità, che il problema sia nel fatto che noi studenti italiani dovremmo imparare a studiare. Sono indignata. In primis perché è bene che si sappia che il test di Medicina non valuta effettivamente lo studio, la capacità di ragionare né di selezionare le informazioni che, almeno secondo quanto imparato in anni di scuola pubblica, rappresentano il saper studiare, bensì si fondano su strategie finalizzate al raggiungimento del maggior numero di punti possibili e al minimo rischio di errore. Qualunque corso preparatorio inizia-molti dei miei colleghi lo sanno-proprio con l’esortazione a quella strategia, più importante, evidentemente, del conseguimento delle conoscenze richieste formalmente nel bando.Insomma, un prova di furbizia più che di applicazione. Inoltre 25 domande su un totale di 60 sono quesiti di logica per i quali è impossibile “studiare”, ma credo che questo il nostro ministro lo sappia bene. Oltre dunque all’assurdità del Test per se stesso, che lede al diritto allo studio e obbliga decine di migliaia di studenti a giocarsi la vita in 100 minuti oltrechè a sperare meschinamente che i propri colleghi falliscano miseramente, anche la totale confusione delle procedure. Tutti ricorderanno che inizialmente il test era fissato per luglio, dopodichè lo spostamento a settembre e poi, dulcis in fundo, arriva la modifica in itinere della modalità di valutazione. A prescindere dalla validità del bonus come idea, che è probabilmente perfettibile, la modifica radicale del procedimento valutativo è un’indecenza formale. Inoltre, quale messaggio passa? I cinque anni di scuola superiore sono un inutile spreco di energia, meglio passarli a mettere crocette o a trovare modi per gabbare i compagni che tentare di costruirsi una base culturale solida e consapevole. Per chi, come me, ha vissuto con grande serietà la scelta liceale e ha vissuto nell’ingenua illusione che il tempo passato sui banchi dai 14 ai 19 anni sarebbe stato in qualche modo propedeutico al futuro universitario, si trova sbeffeggiato, e , per di più, senza neanche la possibilità di prendere atto delle modifiche in tempo utile. Un assurdo tutto italiano. Meritocrazia è solo una parola, e io per prima ne riconosco l’assurdità storica: davvero di rado il “merito” ha avuto “kratòs” (potere), ma credo che mai come in questo caso si sia scesi sotto il limite della decenza e si stia nuotando nel mare della mancanza di rispetto. Il destino di 90.000 persone viene giocato in tempo reale, senza informazioni e senza preoccuparsi di avvertire. Forse solo un modo per soffocare le richieste della maggioranza, strozzata ingiustamente da questi fantomatici test selettivi che neanche fior fior di primari riescono a superare. Concludo esprimendo solidarietà indistintamente a tutti coloro che sono in attesa dei risultati e chiarendo che la mia polemica non dipende solo dalla mia personale condizione di maturata con 100, ma vuole avere un respiro più ampio. Il problema non è solo nel bonus.

Ingiusto è che il destino di un ragazzo sia deciso in 100 minuti da un test a crocette.

Ingiusto è non essere liberi di mettersi davvero alla prova, e tentare la strada che ci pare la migliore.

Ingiusto e orribile è essere constretti a sperare che propri colleghi falliscano.

Ingiusto è non essere liberi di decidere del proprio futuro, ed altrettanto ingiusto è che questo sia determinato con superficiale perbenismo senza preavviso nè considerazione.

Ingiusto è che, bene o male, coloro che hanno la possibilità economica di farlo, potranno andare altrove a studiare e molti altri invece dovranno rinunciare al proprio sogno perchè si sono confusi nel calcolo di ettogrammi di prosciutto comprati al 15 %.

Questo non è l’unico modo, in Europa c’è chi si muove diversamente. L’esempio della Francia è quello di una selezione reale: il primo anno è aperto a tutti, dopodiché chi sta al passo con gli esami è dentro. Un anno per dimostrare quello che si è non 100 minuti.

Ancora una volta, questa nostra Italia si è dimostrata un paesotto provinciale, incapace di comprendere e di organizzarsi per tempo, alla mercè di impressioni momentanee e paradossi. Si dice tanto dei giovani e della mancanza di valori e di entusiasmi, sfido chiunque a conservare energia e ottimismo in situazioni così amaramente assurde.

Ho concluso.

 C.R.

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101 commenti

  1. Nulla da aggiungere! Questa lettera dovrebbe leggerla attentamente il Ministro Carrozza e quanti lavorano con lei! Dovrebbero pensare seriamente a quello che è scritto, cogliere il suggerimento, che è voce di migliaia di studenti, e rendere operativo il tutto già da questo anno scolastico! Solo così avremo medici e professionisti preparati, bravi e coscienziosi!

    • “Ingiusto è che il destino di un ragazzo sia deciso in 100 minuti da un test a crocette. Giocarsi la vita in 100 minuti ”

      Durante un’operazione delicata un chirurgo può giocarsi in pochi secondi 20 anni di carriera se commette un errore solo, per omicidio colposo ad esempio..

      “Ingiusto è non essere liberi di mettersi davvero alla prova, e tentare la strada che ci pare la migliore.”

      Infatti ci si mette alla prova dimostrando di poter risultare migliori degli altri attraverso il test, tentare la strada che ti pare migliore infatti non lo nega nessuno: “tentare”, non “riuscire anche se gli altri sono meglio”

      “Ingiusto e orribile è essere constretti a sperare che propri colleghi falliscano.”

      Questa è una cosa che fai tu: se si è bravi e consapevoli delle proprie capacità non si augurano agli altri sventure, ma si spera di essere tra i primi poichè si è il meglio, non perchè i migliori abbiano avuto sfortuna

      “Ingiusto è che, bene o male, coloro che hanno la possibilità economica di farlo, potranno andare altrove a studiare e molti altri invece dovranno rinunciare al proprio sogno perchè si sono confusi nel calcolo di ettogrammi di prosciutto comprati al 15 %.”

      La possibilità economica non può essere riferita al test: ci mancherebbe che oltre a dover fare il test si debba proibire l’iscrizione all’estero; se non si hanno i soldi per partire il ministero certo non può darteli, nè può impedire che chi ha la possibilità parta in virtù dei principi di mobilità dell’Europa.

      “Questo non è l’unico modo, in Europa c’è chi si muove diversamente. L’esempio della Francia è quello di una selezione reale: il primo anno è aperto a tutti, dopodiché chi sta al passo con gli esami è dentro. Un anno per dimostrare quello che si è non 100 minuti.”

      Così una bella mandria di capre ignoranti si iscrive all’università convinti di essere bravi, perde un anno per rendersene conto e i più testardi non capiscono mai e restano anni a marcire nello stesso posto: tutti quanti si credpno grandi scienziati, pochi hanno le capacità oggettive di autovalutazione.

      “Sono indignata.”

      Anche io lo sono, quando leggo le lettere dei rosiconi che non sanno accettare le conseguenze delle proprie (mancate? sbagliate? incomprese?) performance. Siete tutti incompresi, sì…

      Firmato: uno studente di medicina di un’università italiana, entrato al secondo tentativo dopo aver passato l’intero anno successivo allo studio matto e disperato. Chi semina raccoglie!

      • dimenticavo: Il diritto allo studio, di cui tutti si riempiono la bocca, non è assolutamente leso dai test: tu puoi studiare nel senso proprio di studiare, quindi frequenta le lezioni dei corsi delle università pubbliche di medicina, comprati libri di testo, studiali; tutto questo è assolutamente permesso ed è anche un tuo diritto se vuoi farlo! Ma il diritto alla laurea non mi pare ci sia in nessun paese del mondo e dell’universo, il diritto a diventare per forza professionisti non esiste!

        • Mi sembra che il tuo commento sia veramente superficiale e teso solo a provocare. Ma ti sei guardato questi test? Se ti sembra che superare 25 test di logica o conoscere la geografia o la matematica di base possano fare di te un buon chirurgo allora dovresti spiegarmi da che pianeta arrivi….. In quanto alla possibilità economica nulla da dire, se uno si può permettere di pagare una retta elevata ben venga, male invece che spesso questo si associa a lauree “comprate” in Italia come all’estero.
          Se poi ti dà fastidio trascorrere un anno assieme ad una massa di pecoroni ignoranti, come dici tu, allora comprati un’isola deserta e vai ad abitarci che è meglio. Anzi, prima fatti un bel bagno di umiltà, che ne hai proprio bisogno.

        • Hai ragione, pienamente. Anche se secondo me hai dimenticato una cosa: senza test avremmo 80 mila iscritti all’anno alla facoltà di Medicina in Italia e sarebbe una vergogna

          • Un anestesista se sbaglia un conto di matematica nel somministrare un chemioterapico lo uccide un paziente; ogni minimo errore può costare caro r questo si impara fin da prima dell ingresso, anche grazie al test; per il bagno di umiltà è un consiglio che accettero’, non fa mai male, anche se non mi è parso di essere arrogante più di quanto sono stato oggettivamente critico. D’altronde quando c’è così tanta gente meritevolissima che chiede meritocrazia, così tanti luminari, come non si può prenderli sul serio! Scusami ancora se ti sei sentito offeso, ora vai a studiare P.s:,Se avessi i soldi per comprarmi un’isola ci andrei di corsa ovviamente!
            P.p.s: i test li ho letti e mai come quest anno sono stati imparziali (il ragionamento logico si può acquisire ed è fondamentale per il medico, prendi ad esempio diagnosi o la semplice comprensione delle inibizioni/eccitazioni del sn oppurel’endocrino tanto per fare qualche esempio; le altre materie ovvero biologia chimica e fisica r matematica si possono benissimo studiare quindi vince chi meglio studia/meglio ragiona/meglio armonizza queste due skill) forse unica pecca l abolizione del bonus maturità ma qui come tutti sanno ci sono pareri discordanti..

          • La selezione è naturale come è sempre stata forse non ricordate che lo sbarramento fino ad una decina di anni fa non esisteva, e ancora prima accedevano a medicina solo chi proveniva dal liceo, poi hanno detto che non era giusto e hanno aperto anche a tutte le altre scuole, professionali comprese-

            Afferma l’Associazione Italia Giovani Medici…. in risposta alle recenti affermazioni rilasciate dal ministro della Salute, che a margine del SANIT ha dichiarato: «Non è vero che in Italia ci sono troppi medici. Anzi, presto, potrebbero mancarci degli specialisti».

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            un saluto circolare
            Roberto

        • Quoto tutto.

          Anche io, studente di odontoiatria al 4 anno, sono entrato al 2o tentativo. Andate a prepararvi seriamente e concentratevi solo sul vostro obiettivo invece di perdere il vostro tempo lamentandovi.

          La motivazione, e la voglia di spaccare il mondo che mi ha dato il fallimento il primo anno non ha eguali. Altro che i miei colleghi di altre facoltà a numero aperto spiaggiati per anni ed anni in attesa della voglia di studiare…

          Sottolineo che parlo da persona interessata il doppio, visto che mio fratello deve affrontare il test l’anno prossimo.

      • Insomma, un prova di furbizia più che di applicazione. Inoltre 25 domande su un totale di 60 sono quesiti di logica per i quali è impossibile “studiare”.

        E io aggiungere: menomale che è impossibile studiare e prepararsi per i quesiti di logica! Il senso pratico, la furbizia e quant’altro non si ottiene passando le ore a ripetere la lezione… QUALCUNO DOVREBBE IMPARARE A RICONOSCERE I PROPRI LIMITI!

      • Io spero vivamente che tu non riesca mai a diventare un medico, prego Dio davvero che tu fallisca miseramente. Non perché tu non sia capace ma perché le tue idee rispecchiano un’ignoranza provinciale, ottusa e davvero vomitevole. Ti prego vai a fare ingegneria, sei indegno di apprezzare la parte umanistica di ciò che stai studiando e te lo dico da medico chirurgo. Come puoi dare torto a questa studentessa? Come può asserire che il metodo della Francia sia sbagliato. Sei indignato? Ma dio mio, fatti curare.

      • Tutto ciò che è stato pubblicato può avere ragione o torto, e ciò dipende molto dal fatto che ognuno dei commentatori difende la propria posizione, ma inviterei tutti quanti ad una riflessione… nei test di quest’anno 2014 passeranno come ammessi migliaia di persone che non hanno raggiunto neanche la metà dei punti a disposizione 45/90, tra il primo e il centesimo ci sono quasi 15 punti di differenza, l’ultimo ammesso se non ricordo male ha totalizzato 33/34 su 90 e l’ultimo idoneo ovvero chi ha totalizzato almeno 20/90 è all’incirca 32000°. La maggior parte dei punti persi riguardano casualmente i test di cultura generale e logica sbagliati o non risposti di cui molti si vantano Tranne il ragazzo di Padova che ha totalizzato 80,50/90 e pochi suoi successori tutti gli altri nuotano in un unico pantano dove le differenze variano di pochi decimi di punto causa della presunzione o meno di provare a rispondere ad una domanda in più. Sono questi i futuri geni/intelligenti/freddi/razionali/preparati allo stress/scienziati/medici/con le palle che popoleranno le nostre nostre facoltà di cui avete tanta paura.

  2. parole sincere e veritiere!

  3. Mi trovo pienamente d’accordo con ciò che è stato riportato. In particolar modo con quelli che sono i criteri di selezione francesi. La medicina è un dono, ma sempre più macellai escono dalle nostre università.

    • Quindi chi non passa il test è un genio incompreso e chi invece lo passa e riesce a laurearsi in 6 anni è un macellaio? Mmmmmm se non hai risposto correttamente alle domande di logica un motivo ci sarà, e fidati, non dipende dal “sistema”

      • guarda che Martina voleva dire che essendo un sistema che premia il più furbo e non (evidentemente) il più motivato, è facile che chi abbia la medicina cm passione stia fuori e chi ha più soldi/furbizia ecc ecc stia dentro.. è in questo senso che si sfocia nel medico-macellaio attratto solo dall’immenso stipendio di un medico. Vista la tua coda di paglia, sarai mica entrato te con raccomandazioni???????…e per la cronaca, sembrerebbe che di logica non ne capisci neppure tu!

        • parliamo di motivazione?! ma scherziamo?! se uno è motivato e non passa si rimbocca le maniche e si prepara per l’anno seguente! …e chiunque sostiene il test ha qualche dubbio riguardo alle possibili raccomandazioni vista l’eccessiva burocrazie che si cela dietro!

        • Cara Veronica, prendi il mio posto per un giorno di medico-macellaio con un immenso stipendio, poi potrai parlare…… ( un po’ di rispetto per il lavoro degli altri non sarebbe male…).

        • Ecco perchè sono felice di non aver passato il test di medicina e fiera di non essere medico:avrei sulla coscienza migliaia di vite perdute…molto probabilmente

      • ragazzo mio lo sai che il test hanno provato a farlo anche medici non di poco conto e hanno fallito, secondo me quando si somministra agli studenti un test che nemmeno uno che lavora da anni nel settore riesce a fare, e ora di domandarsi se il sitema ha esagerato o no non pensi??

      • ottima risposta Alessandro…non ho molto da aggiungere al tuo intervento ma quando sento che le 25 domande di logica sono ingiuste mi chiedo in che mondo viviamo… il ragionamento logico si sviluppa attraverso il corretto utilizzo e la combinazione di ogni nozione che si assimila nei 5 anni di scuole superiori…se si studia a memoria ma poi non si sanno gestire le informazioni in maniera logia ecco che si vanifica tutto il sapere, per quanto riguarda le altre materie erano tutte cose che si potevano sapere avendo affrontato seriamente il proprio percorso di studi…

    • Peccato che in Francia abbiano evidentemente gli spazi per ospitare tutti e che se non sei abbastanza bravo, cioè se non superi un minimo di esami (che è comunque alto) con una certa media devi abbandonare il corso e passare a biologia… però ci possono essere diversi problemi, sia economici che psicologici, che possono bloccarti un anno. Oppure in Germania solo chi ha il massimo voto di matura può tentare di entrare. Ciò che voglio dire è che non dovremmo lodare tanto gli altri sistemi, dimenticando i pregi del nostro, visto che anche quelli hanno i loro problemi

  4. chi ha detto che è impossibile studiare per la logica? essa risponde a ben precise regole…

  5. Concordo pienamente con quanto affermato,purtroppo però qui in Italia non funziona niente e a nessuno delle persone che ci rappresentano interessa realmente la nostra situazione,la quale,anno dopo anno,diventa sempre più tragica e disperata. I sogni dei ragazzi vengono infranti e non si presentano delle buone prospettive. Non garantiscono un posto di lavoro e poi ci privano anche di realizzarci sul piano di studio. Inizio seriamente a pensare che preferiscono un popolo ignorante in modo da gestirlo con piu facilità. Test del genere sono improponibili! È una vergogna!

  6. Invece di lamentarti ha ragione il ministro vai a studiare! E dove non c’è da studiare perchè è logica, ben venga che sia così! Non c’è posto in Università per i pecoroni che non sanno usare il cervello. Il numero chiuso è NECESSARIO vista l’alta richiesta di partecipanti, dove li tiene un’aula universitaria 3mila persone? Si insegna in un ospedale, non in uno stadio, è normale che solo i meritevoli vi possano accedere. Poi ovviamente ci sono anche i non meritevoli che vi entrano, ma questo è tutto un altro discorso.

    • d’accordo con te, ma ribadisco: la logica ha le sue regole, non è “a caso”. e si studia, eccome…

      • scusa tu che dici che la logica si può studiare per dei quesiti come quelli di quest’anno dove ci si poteva preparare?

    • Percorone, impara la differenza tra lamentarsi e pensiero critico, tra argomentare le proprie opinioni e tifoseria, e anche, dato che ci sei, impara pure a leggere, perché la lettere parla del come le competenze vengano verificate, e nessuno, men che meno l’autore della lettera, sostiene che debbano entrare i “i pecoroni che non sanno usare il cervello”.

    • Denis purtroppo questa nostra Italia fa schifo perché gente TARATA di cervello come te!
      3000 aspiranti medici in un ospedale.. Be possibilissimo ! Perché intanto il numero chiuso c’è da circa 8 anni e prima di faceva eccome.. Ti ricordo che dei 3000 ragazzi che entravano solo 400 si laureavano! Già questa non è una selezione?
      Quindi non mi fare questo discorsi del cazzo e pensa ai poveri ragazzo che si ritrovano sbarrati la strada per uno stupido numero chiuso! Ciao e ragiona prima di parlare

  7. ogni anno, dopo i test, molte sono le voci discordanti che si battono in merito all’argomento, alle contingenze burocratiche ed al principio che vige alle spalle di questo test. anche io, come la ragazza che ha scritto la lettera che vado a commentare, mi sono diplomata con 100 e anche io ho svolto il test. molte sono le ingiustizie in questo ambito, ma il concetto primario per me è uno: l’uso del test come metodo di ingresso. si, come ha scritto C.R., ogni studente è chiamato a giocarsi la vita in due ore o 100 minuti, ed è posto in condizione di essere competitivo, razionale, freddo e lucido. quello che tuttavia ogni studente ha il dovere di pensare, in merito a questa specifica disciplina, è che un giorno, dopo sei o undici anni che siano, avrà tra le mani la vita di una persona, e dovrà essere altrettanto lucido, freddo, razionale, capace di prendere decisioni eticamente incerte e dall’esito non sicuro in pochi secondi, consapevole che la posta in gioco è la vita di una persona. dunque come possiamo permetterci di far entrare in una facoltà delicata come questa persone che sono solo in grado di studiare? la logica è la parte centrale del test proprio perché le qualità di un medico devono essere in primis quelle che difficilmente i libri ti insegnano, e un uomo che ha il dovere di salvare vite deve essere in grado di risolvere problemi che non ha mai visto proprio perchè ogni malattia ha un suo corso particolare, e non necessariamente questo è riportato nei libri. fare una selezione ad imbuto comporta una serie di danni: ognuno entrerebbe, anche persone non interessate, basta studiare e gli esami si riescono a dare, in un anno per di più; se uno poi dovesse avere un problema in quell’anno, economico, familiare o cosa, non dovrebbe forse più poter riprovare e avere un’altra possibilità perchè è stato scartato dalla graduatoria-imbuto, se così vogliamo chiamarla? il test permette di scremare quanto più le persone interessate davvero, e soprattutto permette di far entrare solo persone che un giorno potranno essere medici e persone in grado di ragionare di fronte a mille imprevisti che una malattia può prevedere. se bisogna anche paragonare, in Inghilterra, terra patria di college come quelli di Cambridge ed Oxford, rinomati a livello mondiale, esiste un test di ingresso, il BMAT, composto da domande di logica che prevedono lo stesso prototipo di ragionamento di quelle italiane uscite quest’anno, con domande di biologia, chimica, matematica e fisica. il test dunque è giusto, e non è affatto peculiare di un ‘paesotto provinciale’, ma di un paese che si rende conto che i Medici non sono solo studiosi, ma soprattutto ‘giocatori d’azzardo’, la cui posta in gioco è la vita di altre persone. e lo studio non può essere sufficiente a colmare la propensione caratteriale di una persona. anche in Inghilterra evidentemente sono di questo avviso, e di certo non parliamo dell’ultimo paese del mondo.
    per quanto riguarda invece i test di questo specifico anno, indubbiamente il susseguirsi di informazioni contrastanti ha messo fuori pista molte persone, e indubbiamente il cambiare le ‘carte in tavola’ durante la ‘partita’ non è corretto, direi che non è lecito, ma nulla possiamo farci. il concetto del bonus a sua volta non è sbagliato, è corretto che una persona che ha studiato sempre sia avvantaggiata rispetto ad una persona solo furba, anche perché il Medico, oltre alle prerogative caratteriali di cui ho parlato prima, deve essere preparato, su molte cose, essendo l’uomo la macchina più complessa che esista. dunque si, corretti sono anche i bonus, il premio per studenti meritevoli, ma questi non possono essere un discrimine tanto forte come erano quest’anno e non possono essere calcolati su base delle singole scuole e sezioni in sede di un test a livello nazionale. inoltre secondo questo metodo di assegnazione punti, sfortunatamente, si avvantaggia molto la corruzione e l’acquisto di voti non meritati. io credo che sarebbe giusto assegnare punti sulla base di prove INVALSi, uguali in tutta Italia e basate sulla preparazione scolastica di ogni singolo studente.
    quello che intendo dire con questo prolisso commento è che ogni anno, ci sarà sempre qualcuno che si batte per un principio, e qualcuno che si batte per il principio opposto, ognuno secondo la sua posizione, e ognuno tente sempre a screditare il proprio Paese, dimenticandone forse l’appartenenza, ma ancora più grave dimenticando di guardare a livello più globale, per potersi render conto che se in Francia test non ce ne sono, in Inghilterra si. dunque ad ognuno rimanga il suo parere, e a me il mio, ma ognuno abbia coscienza di guardare non solo la sua condizione, ma la visione intera, e si renda conto che entrare a questo test non vuol dire solo poter studiare e fare soldi, ma anche tenere in mano la vita di molte persone. e dunque non ci si può lamentare del fatto che si facciano entrare pochi e selezionati, dicendo che si vorrebbe un tutt’uno, una possibilità per tutti, e poi lamentarsi, tra quindici anni, dell’innumerevole quantità di casi di malasanità, o del crescente numero di disoccupati che alle spalle hanno però 11 anni di studio, non tre. si guardi sempre al complesso, che, come dice nel suo significante stesso è complesso, anche nell’accezione di complicato, e non si diano giudizi o si sputino sentenze senza prendere in considerazione ogni punto di vista.
    essere medico non vuol dire solo essere furbo, e non vuol dire solo studiare, ma l’una prerogativa non esiste senza l’altra: il test scarta le persone non furbe, e 11 anni scartano le persone non studiose.

    • Non potrei esprimere la mia opinione in maniera migliore.. Complimenti!!!

    • Finalmente qualcuno che la pensa come me.
      Per la carità, la lettera è un comprensibile sfogo. Però perchè non ricordare anche, per dover di cronaca, la data dell’introduzione del bonus: 24 aprile. Se si parla di cambiare le regole in corsa, perchè non si ricorda anche questo fatto? Per quanto mi riguarda sono anni che presi la decisione di tentare il test di medicina, ma siccome la media scolastica non era fondamentale non mi sono curato oltremodo di alzare i voti di materie non propriamente “mediche”, come letteratura, latino… ecc. La media non serve per l’ingresso immediato al test è vero, ma ha un’indubbia influenza sul voto di maturità, che per me è stato un 95 (non un 100 per carità, ma nemmeno un 60) ma che nella mia scuola (scientifico tradizionale) non mi ha dato diritto nemmeno ad un singolo punto bonus. E come me tanti altri.

      Il punto è che questa lettera è la conseguenza di uno/a studente/ssa cresciuta in una scuola che illude, almeno nella mia esperienza, di vivere in un microcosmo in cui “basta l’impegno”, in cui basta avere la testa bassa e fagocitare senza senso critico qualunque cosa ci venga detto di studiare, ricordandosi sempre di non infastidire né provare a contraddire i professori, non sia mai che ci abbassino le benamate medie! Chi lavora più duro degli altri è già avvantaggiato perchè ha più conoscenze, non c’è bisogno di aggiungere vantaggi così determinanti.

      Il test è una selezione naturale, nel bene e nel male, e chi si è preparato per questo test saprà quante sfaccettature hanno queste due parole. In questo caso ritengo che servano: intelligenza, coraggio/determinazione/lucidità (“palle” per essere più diretti), e in ultima un po’ di fortuna.

      Il test serve semplicemente per non rendere un percorso già lungo ancora più lungo; come gestire un anno in cui bisogna eliminare circa l’89% delle matricole? Non emerge forse più a lungo la volontà di “veder fallire i propri compagni”? Facendo perdere un anno e di conseguenza un anno di spese universitarie. La verità è che meno della metà delle persone tenta per riuscire, il resto tenta per tentare, insieme ad altri due o più test, rimanendo soddisfatto anche delle altre opzioni sperando che vada bene, chissà che la fortuna non faccià il miracolo…

      Premetto che anch’io sono rimasto spiazzato dalla lunghezza delle domande di logica, ma dire che non si può studiare non mi pare corretto, la differenza rispetto alle altre materie è che si studia un metodo, non dei contenuti, ma queste distinzioni le lascerei fare a tutti i laureati in tale ambito, perchè sì, esiste eccome la Facoltà di Logica!

      Firmato: uno studente che ha aspettato per anni il momento in cui giocarsi un camice bianco.

    • Complimenti per l’analisi critica e giusta!

  8. Tristemente vero. Mi rispecchio in questa lettera al 100 per cento. Che tristezza..

  9. è giusto togliere il bonus di maturità vista l’estrema variabilità delle scuole superiori. La preparazione l’estate prima del test è poco utile, il vero bonus deriva dalla preparazione, dal punto di vista nozionistico ma anche nei ragionamenti logici, derivante dai 5 anni di scuola superiore! è vero che 100 minuti sembrano pochi per decidere il tuo futuro, però nella vita di un medico possono essere decisioni che vanno prese molto più rapidamente, e 100 minuti a confronto possono sembrarti un eternità(e in quel caso non si può certo tentare l’anno dopo come con il test)

  10. Ma vai a cagà.. Se gli altri entrano evidentemente sei tu ad essere inferiore. Con il 100 ti ci puoi pulire.

    • povera italia, questo test non tiene conto dei programmi scolastici, non tiene conto delle naturali attitudini dell’ individuo e nega a priori la possibilità di confrontarsi con i propri sogni. Un paese che nega la speranza è un paese morto, fatto di gente che reprime le proprie ambizioni , gente che un domani lavorerà senza passione e entusiasmo.Questo test non è certamente impossibile, chiunque può superarlo, perdendo magari anni della propria vita a prepararsi autonomamente oppure pagando per ricevere un’ “istruzione” adeguata, ovviamente ciò presuppone che dietro le spalle dei futuri medici ci siano famiglie aventi condizioni economiche adeguate. Purtroppo ogni scuola superiore ha delle differenze e in alcuni istituti vengono privilegiate le” materie dei test” e in altri , che non sono di certo meno validi, no, tuttavia il test è unico e non vengono minimamente prese in considerazione tali differenze. A questo punto propongo di fare dei test attitudinali all’ asilo tramite magari dei disegnini in modo da indirizzare il futuro dei nostri bambini fin dalla tenera età.Riguardo a te caro Alessandro mi chiedo se hai frequentato un corso per scortesia e arroganza

      • no elena laureato in scaricatore di porto( laurea triennale)

      • Giusto, perciò invece di spingere le persone a studiare per sopperire alle mancanze che si sono accumulate frequentando una scuola scarsa, abbassiamo il livello così i “disagiati” possono continuare a rimanere ignoranti.

  11. Finalmente qualcuno che la pensa come me.
    Per la carità, la lettera è un comprensibile sfogo. Però perchè non ricordare anche, per dover di cronaca, la data dell’introduzione del bonus: 24 aprile. Se si parla di cambiare le regole in corsa, perchè non si ricorda anche questo fatto? Per quanto mi riguarda sono anni che presi la decisione di tentare il test di medicina, ma siccome la media scolastica non era fondamentale non mi sono curato oltremodo di alzare i voti di materie non propriamente “mediche”, come letteratura, latino… ecc. La media non serve per l’ingresso immediato al test è vero, ma ha un’indubbia influenza sul voto di maturità, che per me è stato un 95 (non un 100 per carità, ma nemmeno un 60) ma che nella mia scuola (scientifico tradizionale) non mi ha dato diritto nemmeno ad un singolo punto bonus. E come me tanti altri.

    Il punto è che questa lettera è la conseguenza di uno/a studente/ssa cresciuta in una scuola che illude, almeno nella mia esperienza, di vivere in un microcosmo in cui “basta l’impegno”, in cui basta avere la testa bassa e fagocitare senza senso critico qualunque cosa ci venga detto di studiare, ricordandosi sempre di non infastidire né provare a contraddire i professori, non sia mai che ci abbassino le benamate medie! Chi lavora più duro degli altri è già avvantaggiato perchè ha più conoscenze, non c’è bisogno di aggiungere vantaggi così determinanti.

    Il test è una selezione naturale, nel bene e nel male, e chi si è preparato per questo test saprà quante sfaccettature hanno queste due parole. In questo caso ritengo che servano: intelligenza, coraggio/determinazione/lucidità (“palle” per essere più diretti), e in ultima un po’ di fortuna.

    Il test serve semplicemente per non rendere un percorso già lungo ancora più lungo; come gestire un anno in cui bisogna eliminare circa l’89% delle matricole? Non emerge forse più a lungo la volontà di “veder fallire i propri compagni”? Facendo perdere un anno e di conseguenza un anno di spese universitarie. La verità è che meno della metà delle persone tenta per riuscire, il resto tenta per tentare, insieme ad altri due o più test, rimanendo soddisfatto anche delle altre opzioni sperando che vada bene, chissà che la fortuna non faccià il miracolo…

    Premetto che anch’io sono rimasto spiazzato dalla lunghezza delle domande di logica, ma dire che non si può studiare non mi pare corretto, la differenza rispetto alle altre materie è che si studia un metodo, non dei contenuti, ma queste distinzioni le lascerei fare a tutti i laureati in tale ambito, perchè sì, esiste eccome la Facoltà di Logica!

    Firmato: uno studente che ha aspettato per anni il momento in cui giocarsi un camice bianco.

  12. è una cosa davvero ingiusta! l’accesso alle facoltà dovrebbe essere libero e il livello di difficoltà degli esami dovrebbe essere aumentato, in modo da creare una selezione naturale (come avviene ad ingegneria e nelle facoltà scientifiche).

  13. Parole nate dalla collera di aver negata la possibilità di fare ciò che si vuole. Ma purtroppo i test sono uno strumento necessario. Pensa, se tutte le facoltà fossero a numero chiuso si eliminerebbe la disoccupazione! Quanti laureati dopo essersi fatti il culo per 5-6 anni si ritrovano solo un pezzo di carta? Se noi riusciamo a selezionare il numero di medici che necessitano a questo paese è per non creare una massa di medici disoccupati. La stessa selezione si porrebbe al momento della laurea per la scuola di specializzazione o per trovare un posto di lavoro. Io onestamente preferirei sapere che non potrò trovare lavoro in un determinato ambito prima di passare 6 anni sui libri.

    I test negano il diritto allo studio? Io non credo. Le lezioni sono pubbliche, i testi si possono acquistare. Nessuno nega il diritto allo studio. Si nega il diritto a conseguire un titolo. Titolo, quello di medico, che potrebbe essere molto pericoloso se caduto in mani sbagliate.

    Si spera che i colleghi falliscano? Non è vero. Si cerca di dare il meglio. Io non so in che mondo tu viva ma nel mondo in cui vivo io non tutti riescono a conseguire i risultati che vorrebbero. Il mondo è competitivo e solo i migliori vanno avanti. Nonostante sia spietata come selezione io credo che sia giusto così. Non si seleziona gente di nobili natali, si sta cercando di limitare la possibilità di raccomandazioni quasi allo zero. Si selezionano i migliori e i più preparati o almeno dovrebbe essere così.

    Perché sulle modalità di svolgimento del test e sulla disorganizzazione perpetrata quest’anno mi trovi d’accordo. Date cambiate, bonus maturità che il giorno del test non valgono più.. Tutto ciò è impensabile e offensivo nei confronti di chi studia. Che i quesiti siano talvolta assurdi sono d’accordo. Ma la logica è necessario. Il medico non è un automa che memorizza nozioni scientifiche. Deve essere un essere pensante. Tuttavia quando dici “fior fior di primari non hanno superato il test” io credo che sia un sollievo ciò: sarebbe grave dover aver studiato anni di medicina per accedere alla facoltà di medicina. I test dovrebbero essere rivolti sempre più ad un utenza di diplomati, non di “fior fior di primari”.

    Un’altra cosa contestabile è il business dei corsi di preparazione ai test. L’università dovrebbe essere tenuta a organizzare corsi del genere pubblicamente, richiedendo il pagamento delle tasse (in base al reddito) come retta. Questo per non creare vergognosi squilibri fra chi può e chi non può.

    In definitiva io non dico che questi test siano perfetti. Dico solo che non è il test in sé da criticare bensì le modalità a volte ridicole con cui questo viene organizzato.

    P.S. Parla un ragazzo che il test lo ha superato (quando ancora non aveva le graduatorie nazionali, quella si che era un’ingiustizia!) classificandosi sesto, provenendo dal liceo classico. Ho sempre sostenuto la mia tesi anche prima di entrare, prendendomi gli insulti da parte di tutti. Ma più che lamentarmi ho preferito darmi da fare.

  14. chiara ho letto attentamente tutto ciò che hai scritto…. che dire…hai detto quello che penso da anni… spero che tu possa diventare un gran medico….in bocca al lupo

  15. Beh, io da almeno 4 anni cerco e leggo le domande dei test di medicina, sorprendendomi di come la gente possa trovare difficili domande come questa:
    30. Quali parole vanno sostituite ai numeri per dare un senso compiuto e logico alla frase seguente?
    “A causa dei miei errori sono stato ___(1)___ alla gogna ____(2)___”.
    A) (1) esposto (2) mediatica
    (1) infangato (2) barbarica
    C) (1) fagocitato (2) informatica
    D) (1) intrappolato (2) satanica
    E) (1) avviato (2) meccanica

    Spero che le domande di logica di cui ci si lamenta non siano queste!

    Comunque, quest’anno per divertimento ho fatto fare al mio ragazzo il test 2013, lui è al secondo anno di informatica, non tocca un libro di chimica dal quarto anno di liceo (un indirizzo sperimentale del liceo artistico, nda) ed uno di biologia dal secondo anno, ed è arrivato a 45/60, senza chiaramente prepararsi. Non dico che sia semplice entrare, ma credo che la maggioranza di chi si lamenta dovrebbe fare due conti con il proprio conteggio prima di dire qualcosa.

    • Ecco arriva il fenomeno di turno! hahaha
      In caso non l’avessi capito se 5000 persone devono occupare 450 posti con un 45 su 60 ti ci pulisci le chiappe… perché ci saranno centinaia di persone che fanno il tuo punteggio (tra l’altro basso) e senza dubbio qualche persona che si è sbattuta ad allenarsi per un anno e fa punteggi altissimi. Senza contare che quella domanda la trovi al massimo al test d’ammissione per una scuola media ._. La maggioranza delle persone che fa il test è proprio come te, che va lì beata dopo aver fatto 3 test su internet e poi scopre di essere arrivata al 2016° posto ;) la prossima volta invece di fare tanto la supponente e dare degli idioti a persone che ci sono passate davvero e si sono preparate seriamente iscriviti al test e vedi come arrivi in graduatoria.

      • Quella domanda era nel test di quest’anno, altro che scuola media…. E Giulia parlava di un “esperimento” fatto per divertimento col suo ragazzo che non si è preparato per i test, e che frequenta informatica.

        Ora, se dobbiamo stare qui a lamentarci dei test di logica, quando non si sa neanche leggere un commento, beh…direi che possiamo stare proprio belli freschi eh!

        • Mah, guarda, io l’ho passato la prima volta che l’ho provato, venendo da un liceo artistico (così come due mie compagne di classe, posto che era un indirizzo artistico sperimentale con cui al 3-4 anno abbiamo fatto chimica ed al 1-2 biologia). Poi non è una domanda da scuola media, è una domanda del test di ammissione di quest’anno, per questo l’ho postata! , : ) E chiaramente 45/60 non è un ponteggio alto, ma per non essersi preparati neanche per un minuto, mi sembra indichi abbastanza bene quanto non sia un test impossibile, come invece molti sostengono.

        • Esattamente!

    • beh non è valutando 1 sola domanda che puoi giudicare il grado di difficoltà di un intero test!

  16. Scommetto che non sei rientrata, eh?
    Perciò parli in questo modo.

    Non è impossibile avere un minimo di cultura generale, nè tanto meno riuscire a fare un punteggio sufficiente a rientrare in graduatoria.

    Questo succede quando si parla a sproposito di ambienti in cui non si vive, parlando di un contesto universitario decantato come “dal sicuro lavoro”.

    Non basta superare un test a crocette per fare di te un medico.
    Studia per il prossimo anno, e possibilmente, abbi meno rancore e più voglia di studiare.

    • E tu potresti imparare a discutere nel merito del Test di ammissione, invece che fare stupide considerazioni di carattere personale su una persona che non conosci, e che aldilà della sua personale esperienza, propone questioni che riguardano tutti e non solo lei.

  17. Le tue parole mettono tristezza. xò pensa anche che i diplomati quest’anno sono stati 110.000 e quelli che hanno provato il test 80.000…. immagini il caos che vi sarebbe in ospedale se vi fosse un numero aperto?… io sono entrato l’anno scorso e ti dico che già in 300 riuscire a fare un giro in clinica è molto difficile perchè siamo tanti e i posti letto vengono tagliati…. capisco e concordo con te nel dire che il test vada cambiato ma un test deve essere pur fatto… detto questo ti esorto a perseguire il tuo intento perchè di persone veramente motivate anche in facoltà ce ne sono poche… studia rileggi schematizza e poi ristudia. Alla fine anche tu passerai questo benedetto test. l’importante è credere in se stessi e tu devi farlo

  18. Buongiorno a tutti, mi trovo in profondo disaccordo con chi ha scritto questa lettera. Da studente di Medicina poso dirti che non è altro che un esame, un esame nemmeno poi così difficile da superare. 40 domande di Logica e Cultura Generale, fidati che se davvero hai affrontato come si deve il Liceo allora non puoi fare meno di 37-38 ( io ho fatto 39 al mio test e parecchi compagni di Canale lo stesso punteggio) Se hai studiato biologia a dovere, allora di certo farai almeno una decina di punti ad occhi chiusi visto che alcune domande sono sì complicatissime, ma altre davvero da cultura di base, sei già a 45-46 punti, vorresti dirmi che non riesci tra Matematica, Fisica e Chimica ad ottenerne altri 5 o 6? Insomma passare il test se si ha studiato o comunque se si ha affrontato bene il liceo è abbastanza facile, anche perchè è vero che uno su sette entra ma è anche vero che, almeno alla Sapienza, c’erano quasi 500 posti quando sono entrato io, insomma se si vale si entra. Comunque a prescindere da questa disamina specifica, posso dirvi che il vero scoglio sono gli anni successivi, dove se non studi nessuno si fa problemi a fermarti. Il modello Francese è quanto di più sbagliato si possa pensare, ma tu te lo immagini se in 70 mila si dovessero iscrivere a Medicina, superare i vari anni e poi laurearsi chi in 7, 8 o 10 anni? (Medicina è la Facoltà con il più basso tasso di abbandono, prima o poi si laureano tutti) E che lavoro potremmo offrire a questi neo medici? Decine e decine di migliaia ogni anno, che hanno tutti frequentato la Facoltà più dura (non la più difficile probabilmente ma di certo la più dura). No ma vallo a spiegare al 27-28enne di turno, che per lui non ci sarà mai accesso alle scuole di specializzazione perchè invece di fare un test a 19 anni e permettergli di iscriversi ad un’altra Facoltà, gli è stato concesso di perdere 7 anni della propria vita chiuso in casa a studiare, per poi mandarlo schiavo in qualche pronto soccorso nella migliore delle ipotesi? Caro C.R. ti auguro di aver passato il test e di entrare in questo affascinante quanto difficile corso di studi, ma auguro a tutti noi che rimanga il test di ammissione e che anzi, i posti siano diminuiti in una grossa percentuale, perchè ogni anno 5000 laureati rimangono fuori dalle scuole di specializzazione, non si tratta di perdere un anno, ma anni ed anni per poi attendere chissà quanto che si liberi un posto.
    P.S. se è il sogno della propria vita, si studia e si entra, senza troppi piagnistei, allora anche la professoressa di Anatomia che mi boccia preclude la mia possibilità di diventare medico, ma è il principio su cui si fonda l’Università. In bocca al lupo per tutto!
    P.P.S ma dove le metti 40 mila persone solo per medicina solo alla Sapienza? Un investimento di quanti soldi per portare al risultato scritto sopra? Fatevi due domande prima di lamentarvi!

  19. capisci però che se il nostro ssn non ha soldi per assumere neanche 100 medici, non ha senso trovarsi tra 10 anni con 89900 disoccupati che hanno studiato per un ciufolo!

  20. Purtroppo nella maggior parte delle occasioni della vita ci sono ben meno di 100 minuti per dimostrare il proprio valore…

  21. Vorrei soltanto che non rubassero e non permettessero di comprare l’ingresso a chi ha soldi (si parla di svariate migliaia di euro), questo è il grande problema!!!

  22. C. P., dopo che ti sarai fatto un anno a Medicina con altre 10mila persone in un’aula che ne può contenere 300, vediamo quale sarà la tua opinione del test d’ingresso. Dopo che avrai messo piede per la prima volta all’Università e avrai conosciuto la realtà italiana, leggasi il sistema al mondo che permette a più persone il diritto allo studio – se fate un giretto nelle vostre cerchie trovete non uno, ma una decina di esempi di individui che, in America, per dire, non avrebbero superato la terza media – capirai che forse forse mettere uno sbarramento all’inizio non è tanto una follia.
    Il diritto allo studio è il diritto allo studio. Non il diritto a “entro all’Università e poi dopo un anno vediamo come va”. E’ il diritto a dimostrare cosa vali, anche e sopratutto al test d’ingresso, dove, mi permetto di dire, se studi e sei bravo passi, se sei una capra vieni segato, se sei a metà, magari sei bravo ma hai passato l’estate a farti le seghe, forse entri, forse no.
    E’ bello e giusto che le persone sognino, ma è meglio che un ragazzino si svegli dal proprio sogno a 18 anni e si renda conto che Medicina, evidentemente, non era alla sua portata, piuttosto che accorgersene a 25, fuoricorso con la vita.

  23. Chiosa: le uniche persone che sento lamentarsi del test d’ingresso sono quelle che non l’hanno mai passato. Ah, l’invidia, “è sempre colpa dello stato cattivo che mi sbarra la strada e uccide il mio sogno, non sono io ad essere non portato allo studio, io sono Perfetto”.

  24. Ho due lauree scientifiche quinquiennali ottenute con il punteggio di 110 e lode. Ho provato il test lo scorso anno e non sono passata. Ho preso 44/60 alla maturita’, un punteggio “basso” che non ha mai rispecchiato la mia cultura e preparazione liceale. Non esistevano bonus o punteggio per attivita’ extrascolastiche, ed io ero un’atleta agonista di livello… il test e’ come un gratta e vinci: ci vuole fortuna perche’ la preparazione non c’entra nulla. Molti medici che conosco per lavoro sono ignoranti da far paura ed il culo glielo salvano gli infermieri (anche loro laureati ma molto bistrattati).

  25. Ho seguito la mia ragazza in tutto l’iter di preparazione per l’accesso all’università. Quindi, con cognizione di causa, posso dire tranquillamente che chi ha scritto questa lettera poteva investire più tempo a studiare. I posti sono pochi, è vero, ma pochi posti significa anche eccellenza nel settore. Invece di piangervi addosso investite qualche mese della vostra vita a studiare come si deve, siete troppo abituati a cavarvela sulle spalle di mamma e papà che pagano tutto ;) Mi viene da ridere perchè conosco troppa gente che pensa che fare l’universitario significhi urbiacarsi ed ammazzarsi di canne, farsi 6 mesi d’erasmus e diventare un genio per divin consiglio. Tra l’altro, invece di studiare per i test di ammissione studiano bene questo stile di vita non solo nel weekend ma in tutta la settimana. Una persona che ha studiato esce da un test d’ammissione pensando “quelle 6 o 7 domande su 90 non le sapevo abbastanza bene da trovare una soluzione” piuttosto che smoccolare in greco antico perchè “quelle 50 domande su 90 erano assurde”. Inneggiamo alla meritocrazia e ci lamentiamo se va avanti chi ha studiato? Mica è tanto corretto…

    Mi sembra lo stesso malumore di quando anni fa presi la patente: compilai il test in UN MINUTO e tutti mi guardarono come un alieno. L’alieno non ero io, ma loro che non sapevano neanche cosa fosse un “indicatore di direzione” (detto ad alta voce da un individuo con encefalogramma più che piatto). Quindi, per l’amor di Dio, date un senso alle vostre vite… se non studiate quanto basta per affrontare un test d’ingresso è meglio che andate a fare altro piuttosto che levare la possibilità a chi può davvero fare del suo mestiere un’arte.

    Per una volta che abbiamo un sistema selettivamente corretto non rompiamo le bolas. Felicità.

  26. Concordo parzialmente. Forse il sistema francese è vero, è migliore rispetto al nostro.
    Anche io prima di fare i quiz ho temuto che questo fosse un mezzo piuttosto “brutale” di selezione, ma posso dire che lo studio, e solo quello mi han ripagato, oltre al fatto che si, un medico penso debba avere anche una buona logica ed intuito.
    Durante i 5 anni di liceo, salvo la pace di qualche buon professore, son stata discriminata in quanto la mia timidezza veniva scambiata per impreparazione. Io non ho avuto 100 all’esame di stato e questa cosa credevo mi penalizzasse. Questa cosa non era forse ingiusta? Ho studiato, e tanto. Ho avuto il punteggio massimo nella parte di fisica e matematica, materie nelle quali guarda caso al liceo stentatamente riuscivo a raggiungere la sufficienza.
    Tutt’oggi continuo a faticare durante gli esami, continuo magari a non essere compresa da tutti, ma la fiducia e la stima dei professori e pazienti in reparto valgon molto più di 1000 30elode!
    Volendo tornare poi al discorso dei migliaia di sogni infranti… E’ vero, non tutti coloro che riescono a passare i quiz sono forse i più talentuosi, i più umani (ah! ci si dimentica sempre di questa che forse dovrebbe essere una delle prime caratteristiche del medico),i più preparati, ma purtroppo un futuro medico ha bisogno anche di crescere in un ambiente favorevole, di essere più o meno seguito (per quanto possano essere seguiti comunque 200-300 persone, il numero ad esempio che il mio ateneo accoglie ogni anno). Vi immaginate a fare turni in reparto per 3000 persone (queste le persone che concorrevano durante il mio anno per il mio ateneo)? O organizzare laboratori, tutoraggi… Se già adesso dalle nostre facoltà escon molteplici macellai figuratevi di moltiplicare il numero per 10-100 volte tanto…

  27. il tuo ragionamento non fa una piega, il problema è che non è applicabile in italia, se vai a dare un’ occhiata alle altre facoltà noterai che il numero di persone che passano gli esami importanti come analisi o esami delle materia di indirizzo è il 10% (parlo di facoltà scientifiche), proprio per sfoltire gli studenti. pensa quanto saremmo penalizzati dal punto di vista delle valutazioni se medicina fosse a numero aperto. i professori ci si mettono quasi d’ impegno per fare compiti impossibili per demoralizzarti, a questo punto se devo rimanere in italia e tanto mi da tanto preferisco il test d’ ingresso ma con una valutazione giusta agli esami.

  28. E’ che prima di fare lettere RIDICOLE come questa bisogna informarsi, su molte cose. Devi entrare nel mondo reale bella e ti assicuro che non è quello rose e fiori della scuola che ti ha fatto passare con 100 (il voto di maturità nei test degli anni precedenti era l’ultima cosa valutata, prima veniva il punteggio del test!). Se non sei stata in grado di rispondere a delle banali domande di logica sono affari tuoi. Se non hai una preparazione adeguata, e c’è chi è più preparato di te allora è giusto che entri quest’ultimo e non tu. Se il tutto ti sembra ingiusto, allora lascia posto a chi si adegua alle regole in vigore e vai a fare la volontaria in africa, lì puoi esprimere appieno tutta la tua abilità e cultura senza bisogno di una laurea in medicina. E ti posso assicurare che passare il test è lo scoglio minore, come ti hanno scritto tanti altri ragazzi la parte dura viene dopo. Il test di medicina è una BANALITA’ e lamentarsi di esso con le motivazioni sovrastanti lascia sgomenti e attoniti chi ci è già passato. Tu e la gente che ti da manforte, dovreste solo vergognarvi. Andate a fare della morale spiccia da un’altra parte valà.

  29. Ma infatti il metodo migliore per scremare e fare una selezione reale sarebbe metterci solo logica! Il vero problema sono le domande di biologia e chimica e soprattutto quelle che ti richiedono delle sottigliezze e delle particolarità che non riesci a studiare da solo o che comunque non sono contemplate nel programma scolastico! Io ho fatto il liceo classico, sono uscita con 99, sono entrata alla Cattolica dove le domande erano 120 in 120 minuti TUTTE di logica, ho studiato biologia, chimica organica, chimica inorganica in un mese e mezzo di estate e poi mi chiedono delle cagatine come i nodi di Ranvier o se il glicogeno può essere idrolizzato?! Il problema, ripeto non è la logica, che ti mette realmente alla prova, ma la mole enorme di nozioni che devi essere in grado di apprendere in un mese e che non è comunque dimostrazione di intelligenza!!!

  30. Ingiusto è che uno studente pretenda dei bonus solo per il fatto di aver ottenuto un voto alto alla maturità (quando è oltretutto ovvio a tutti che il bonus non calcola l’effettiva bravura dello studente).
    Parli di meritocrazia… bene! Meritocrazia è fare un test senza bonus, handicap, aiutini. Fare un test partendo tutti dallo stesso punteggio e avendo tutti la possibilità di ottenere il massimo dei voti.
    Quello che hai imparato durante la scuola secondaria, lo dimostrerai sapendo ragionare durante il test, rispondendo alle domande di cultura generale, logica, matematica, fisica.
    È sbagliato cambiare le regole in corsa, ma questo non rende il bonus giusto. Tu hai studiato 5 anni solo per avere 10 punti di bonus al test di medicina? Bella motivazione!
    E sapere come si deve affrontare un test è indispensabile. Volevi che le risposte sbagliate no avessero un malus? Questo ti sembra meritocrazia? Buttare le risposte che non sai a caso, tanto non ti levano punti, e poi chi ha più culo passa? Bella idea di meritocrazia! È ovvio ce non devi segnare domande di cui non sei sicura (almen intorno al 40%) e non dovrebbe servire un corso per insegnartelo. Non si chiama furbizia, ma capacità di affrontare un test.
    E ti sta parlando una che non ha passato il test e che è uscita con 100 dal liceo. Non ho studiato abbastanza per il test. È colpa del bonus che non mi hanno dato? Del sindaco cattivo? Sono scema? No, semplicemente non ho studiato per niente è la ‘colpa’ non è di altri se non mia. (Per altro il fatto che trovi così faticoso mettermi sui libri mi ha fatto capire che medicina non era il corso giusto per me).

    • Finalmente qualcuno che da un giudizio oggettivo alla situazione generale, ma soprattutto alla propria! :)

  31. Visto che fa tanto figo parlare di ammissioni a livello internazionale comparato, guardiamo all’estero: le università più pretigiose di tutto il mondo utilizzano come selezione in ingresso un test detto SAT che è strutturato al 90% da domande di logica, comprensione del testo e matematica. Per passare alle ammissioni per i master scientifici, ancora c’è un test analogo detto GMAT, lunghissimo e tutto di matematica, statistica, logica e comprensione del testo.
    Questo perchè non sono le conoscenze del liceo che ti apriranno le porte delle professioni, ma il fatto di aver le abilità per poter studiare cose nuove ad un certo livello.
    Certo, ogni esame “standardizzato” ha i suoi trucchetti per essere passato meglio (esattamente come nel caso delle certificazioni di lingua), ma ciò non vuol dire che i trucchetti siano sufficienti per passare!
    La logica e la matematica sono le stesse, luglio o settembre che sia; non è un esame di storia che va studiato all’ultimo perchè altrimenti si dimenticano i dettagli… E nemmeno fare affidamento sul voto di maturità era una grande strategia di riuscita, se pensi alla probabilità (ma forse devi ripassarla per capire di cosa sto parlando?).
    …evitiamo di parlare poi delle ragioni economico-sociali dei numeri chiusi all’università. Sarebbero solo parole gettate al vento!
    A me sembra più lo sfogo di una persona frustrata perchè non è stata ammessa, piuttosto che di una persona che riconosce che in Italia ci sono 100 persone più sveglie di lei. 100, non sono niente.
    E non ho nessun interesse nel prendere le parti dell’università o di chi scrive: sono laureata, in economia. Ma so come gira il mondo, dopo, e posso assicurare che è meglio farci i conti subito, al test d’ingresso brutto e cattivo, piuttosto che sul lavoro.

  32. 0,50.
    L’anno scorso era l’indice della mia ignoranza. Il resto del punteggio era la mia capacità logica e di apprendimento. Il fatto che l’ultimo ad essere stato scelto fosse un eletto per 0,50 in più sgretola ogni castello logico. Avevo studiato.
    Niente di ciò che è stato detto è sbagliato. A mente fredda ciascuno se ne renderà conto rileggendo i commenti.
    Non se ne può fare una colpa al ministero, come fai ad insegnare a 90.000 studenti? Con quali mezzi?
    Ma allo stesso tempo non c’è umanità nella modalità di selezione, non c’è merito che valga. L’unico valore è la lotta e l’annientamento, non è più sana competizione.
    Siamo numeri mentre mettiamo crocette.
    Non mi sento di accanirmi contro nessuno perchè ognuno a suo modo ha ragione, l’unica cosa che chiedo è il rispetto.
    Rispetto da parte del Ministro che in pochi secondi ha calpestato la dignità di 90.000 persone. Il test non è ingiusto, non è nemmeno un temine di paragone adeguato per valutare la preparazione ma non deve diventare un trampolino d’insulto.

  33. Il tuo commento,arguto,preciso e,se me lo permetti leggermente fazioso,ha,insieme alla grande quantità di punti di luce evidenziati,anche una grossa voragine concettuale insita.Sono d’accordo con il 95% delle cose che hai scritto,con tanto di perfetto riferimento al metodo di ammissione al corso di studi in medicina e chirurgia francese,il “è il mercato del lavoro a fare la professione” sempre valido e solo in un paesucolo come il nostro non accettato.Purtroppo la tue querelle sul bonus maturità si\no è inappropriata al contesto e ti spiego subito perchè:al di là dell’oggettiva discrepanza nel giudizio della commissione del suddetto esame,per la quale un 100 in un istituto corrisponderebbe a un 85 in un altro,a un 87 in un altro ancora,e la media pesata rispetto ai risultati dell’istituto non cambia praticamente niente nel computo totale,quello che mi preme evidenziare è che il motivo per il quale ti sei messa seduta e seguito centinaia di ore di lezione al liceo, non è certamente quello di avvantaggiarti per un eventuale esame d’ammissione a medicina,non è certamente l’aspetto utilitaristico della cultura che,spero,ti ha spinto a cercare di diventare una dottoressa..ti sei seduta sui banchi,come hai scritto sopra,sminuendone l’importanza,per costruirti una base culturale solida,perchè tu potessi progredire nelle tue conoscenze.In effetti il motivo per il quale sei andata al liceo non è affatto diverso dal motivo per il quale sei andata alla scuola elementare o alle medie.E allora miss100 cosa dobbiamo fare?Dobbiamo contare anche la serietà con la quale hai affrontato gli studi dai 5-10 anni?Dobbiamo contare se hai preso ottimo all’esame delle medie? E’ proprio questo che non va:la meritocrazia,con tanto di etimologia che sei stata tanto puntuale da riportare, non consiste certamente nell’avere un voto a due o tre cifre all’esame di maturità ma consiste nella dimostrazione dell’avere gli strumenti adatti per poter affrontare cotanto percorso di studi,anzi avere strumenti più adatti di altri per affrontarlo.Non si tratta di gabbare compagni,si tratta di dimostrare che IO posso diventare dottore perchè ho la passione\la voglia,l’applicazione giusta per starci dentro.E allora benvenga il numero aperto a medicina,benvenga la valutazione di un anno accademico e non di 100 minuti di bolgia,benvenga la MERITOCRAZIA.Senza bonus

  34. Condivido a pieno tutto ciò che questa ragazza ha voluto dire con questa breve lettera. Voglio aggiungere solamente una cosa che non è stata ancora detta: Le statistiche ci dicono che da qui a 5 anni mancheranno all’ITALIA ben 50.000 medici.

    Cari politici, sapete che anche voi senza medici avete vita breve? Chi curerà le vostre malattie? Chi vi farà ringiovanire con gli interventi di chirurgia plastica? grazie per l’attenzione

  35. Il fatto che 25 domande su 60 siano di logica dovrebbe essere un male? Il fatto che venga testata la capacità di concentrare le proprie risorse mentali in 100 minuti dovrebbe costituire un’ingiustizia? Non me ne faccio niente di una che si è diplomata con 100 se non è in grado di usare il cervello, e ce ne sono tante.

    E poi piantatela di continuare a lamentarvi, che siete patetici. Chi vale davvero non ha mai problemi.

  36. “giocarsi la vita in 100 minuti”???? un test di medicina è paragonabile ad una roulette russa nella quale si rischia la vita???? ma dai, non esageriamo… se questo/a studente/essa non passerà il test si suciderà???

  37. Se non ci fosse il numero chiuso sarebbe solo un gran caos..Vi immaginate in una sola università avere 3000 studenti di medicina? Quante aule, ore e materiale servirebbero per gli esami? E poi frequentare l’università con l’angoscia ogni giorno che se non prendo dal 28 in su qualcuno potrebbe fregarmi il posto perchè se non hai una certa media ti buttano fuori (tipo in Francia, come dite voi?) Il numero chiuso è necessario. E io non sono di parte perchè purtroppo neanche io studio quello che vorrei..ma se si evita di ragionare in modo egoista si potrà capire che il numero chiuso è NECESSARIO.

    • Esattamente…la penso allo stesso modo! Per non parlare poi del fatto che uno si ritrova magari dopo 12 anni di studio disoccupato a causa del gran numero di medici in circolazione. Il numero chiuso serve anche ad evitare inutile disoccupazione( già è grave cosi com’è) e probabilmente aiuta evitando dispersione scolastica…a parole e sogni son bravi tutti!!!!!

  38. Ai test di ingegneria informatica, e scienze dell’informatica c’erano tutte le materie TRANNE informatica

    I miei compagni più scarsi in informatica sono entrati e io no!
    Assurdo…

  39. Se non sei abbastanza sveglia da superare un test a crocette o ti fai prendere dal panico per la concorrenza lascia perdere medicina e chirurgia, per fare il medico bisogna avere grinta e saper ragionare in poco tempo in situazioni anche difficili. È vero che nessuno liceo ti insegna nozioni così approfondite di biologia o chimica ma sta proprio a te tirarti su le maniche e con le proprie forze dimostrare quanto vuoi diventare medico. La selezione serve a questo: a cercare i migliori. Se il test fosse semplice non ci sarebbe selezione. Detto questo le vicende burocratiche e di attribuzione del punteggio di quest’anno sono semplicemente vergognose. Se non sei entrata non demordere e non piangerti addosso. Ritenta. Ti faccio i miei migliori auguri. Saluti da uno studente di medicina

    • bisogna avere grinta e saper ragionare…. “vabbè mo tenemo sta cannula qui ce mettemo questa” tanto che ce freca è già mezza morta”

  40. concordo in pieno con la prima parte della lettera… ma… no, non ditemi che era giusto il bonus!!!!! E non è giusto per una serie di motivi, altrochè validi, riporto la mia esperienza: per due anni ho provato il test di medicina, la prima volta al termine del liceo, l’altra al termine del primo anno dell università, attualmente sono iscritta alla facoltà di terapia occupazionale (una professione sanitaria afferente all’area riabilitativa, LSN/2). Ho termito ora il secondo anno d’università, in questi due anni ho sempre terminato gli esami con la sessione di luglio, mai portandomeli a settembre, stessa cosa con il tirocinio, ho la media che sfiora il 29, e lo sapete cosa vi dico? Io mi sono diplomata con un misero 67!!! Se ci fosse stato due anni fa il bonus io non sarei entrata, forse la medicina si sarebbe persa una brava terapista, forse la medicina si è persa un bravo medico…perchè già, il medico volevo fare! Non possiamo essere condizionati da un voto delle scuole superiori, poichè le commissioni d esame di maturità sono ahimè tutte differenti, perchè per una scelta sbagliata del liceo risalente all’età di 14 anni non può essere condizionato il futuro, perchè utilizzando il bonus si arriva alla privatizzazione delle scuole perchè ovvio che i diplomati alle scuole private beneficiano sempre di un voto di maturità superiore alle statali, no, non voglio che una persona la quale ha PAGATO l’istruzione pubblica abbia più possibilità di me di diventare medico!
    Sarà un terapista, orgogliosa, ma io probabilmente sarei riuscita anche ad essere un medico, si, probabilmente ci sarei riuscita, anche con il mio 67 allla maturtà classica!

  41. Concordo appieno con lo sfogo della ragazza, non ho mai fatto un test di medicina (quindi non potete dire che rosico).
    Quante belle parole leggo!

    La logica è sicuramente importante è fondamentale per un medico, l’abbiamo visto da quelli che superando i tests e laureandosi brillantemente hanno usato una cannula per adulti su una bambina.
    Sempre belle parole, noi italiani siamo maestri…. il fratello di quel tale politico dirigente qui, quell’altro là, la gente comune che prova a mettere la testa, deve scontrarsi con mille difficoltà. Se è vero che ognuno ha quello che si merita, bene va tutto bene ci meritiamo questo!
    Saluti.
    giuseppe

  42. Sono una studentessa che sta per iniziare il 4°anno.Solo i miei amici e i miei famigliari sanno quanta fatica e sudore ho gettato per entrare in questa facoltà.Il primo anno è andata male ma mi sono rimboccata le maniche e consapevole che se non fossi entrata avrei buttato via un anno,ho comunque riprovato il test.Il 2°anno ce l’ho fatta e anche con un punteggio alto.Ero la prima a disperarmi e urlare contro il test di ammissione che aveva spezzato il mio sogno;l’unica cosa a cui veramente aspiravo dall’età di 9 anni.Sono sempre stata brillante a scuola,ho sempre fatto il mio dovere ed ero convinta che il lavoro e gli anni piegata sui libri mi avrebbero ripagata.Ed è vero,il lavoro non mi ha ripagata il primo anno,ma poi l’ha fatto.Ed in fondo..cos’è mai un anno perso? Ora lo studio è duro,ed è tanto impegnativo,ma le soddisfazioni che ho quando firmo i verbali di ogni esame mi ripagano di tutto.
    Con ciò voglio incitarti a non buttarti giù nel caso il test fosse andato male,ma riprovare.In realtà se si studia costantemente e in maniera seria,non è poi cosi difficile.Mi sembra alquanto infantile che ci sia gente che dica ancora che il numero chiuso nega il diritto allo studio.Vogliamo aggrapparci a queste moralità ma in realtà sappiamo benissimo tutti che sarebbe impossibile e permettetemi,idiota, ammettere 90000 persone alla facoltà di medicina,considerando anche che non posso veramente credere che tutte queste 90000 persone vogliano veramente farlo.E poi?? Cosa faremmo quando dopo 6 anni trascorsi sui libri non si riesce ad entrare alla specializzazione o comunque non c’è uno straccio di posto di lavoro?? Mi sembra più questa l’impronta di un paese incivile.
    Senza dubbio ci sono cose da migliorare e sicuramente ci sarà un metodo migliore di selezione.Ma tante cose sono ingiuste,illogiche in Italia..quindi,si può scegliere di lamentarsi e inveire contro il governo o rimboccarsi le maniche,riaprire il libro e ritentare il test (e nessuno ti vieta di fare entrambe le cose,con la consapevolezza però che questo è ciò che passa la casa e noi dobbiamo adattarci,come purtroppo succederà tante altre volte nella nostra vita).
    Inoltre…non tiriamo fuori la storia delle raccomandazioni.Ci sono,non ci dovrebbero essere ed è inutile negarlo.Ma vi assicuro che il 90 per cento (e sono stata riduttiva) delle persone del mio corso sono più che preparate,hanno ottimi voti e sono persone che si impegnano seriamente.Quindi tutti loro si meritavano di entrare.Probabilmente là fuori c’è anche qualcun altro che se lo meritava,ma non possiamo di certo dire che entrano solo i raccomandati.
    In bocca al lupo!

    • In bocca al lupo a te!
      Della bella testimonianza di una persona posata.
      Ci deve essere una selezione e così sia!
      Ma non è che chi passa sarà un medico migliore di chi non passa, non lo darei così scontato.
      Non è la logica che farà la differenza sulla professione.
      Però devi ammettere che è quasi un terno al lotto, conosco una persona che ha provato fino a 4 volte, oggi sono è un ottimo ingegnere e dirigente d’azienda.
      Saluti
      giuseppe

  43. Siamo alle solite, già leggendo i vostri commenti è chiaro che siamo in pochi a volerci ribellare!!! Il test d’ingresso alle facoltà lede il diritto allo studio!!! Ci vorrebbe un bel ricorso di massa, oppure una nuova ribellione come quella del ’68!!!!! Non vi nascondete dietro false ipocrisie, il test lo supera chi ha fortuna o qualche “parente in paradiso”!!!!! Chi studia e si ammazza al liceo non sempre rientra nel concetto di ragazzo studioso!! Ed è inutile che i ministri dicano che noi ragazzi ITALIANI non sappiamo studiare, lo studio non si evince con un test fatto con i piedi da chi non è nemmeno aggiornato ed informato si i programmi ministeriali in atto per i LICEI!!! Non è negando ai giovani l’accesso all’università che si cambia il futuro!!! Non è lasciando fuori i meno idonei al test che si crea l’Italia nuova!!!! Urge una riforma che sia idonea e non che agevoli i fortunati!!!! Ragazzi io due anni fa, mi sono trovata in una situazione orrenda, concorrevo per i test alla facoltà di Medicina Veterinaria presso la Federico II, alle ore 13.00 doveva avvenire la consegna del test ed i docenti avrebbero dovuto procedere al ritiro delle penne. Io mi mossi quasi per prima per consegnare il mio test, molti ragazzi invece, tranquilli dalla confusione creatasi alla cattedra per la consegna, pensarono bene di utilizzare CELLULARI e IPAD per rispondere alle domande, poichè nemmeno le penne furono ritirate dalla commissione. Vedendo questo squallido giochetto, mi recai presso il presidente di commissione per fargli notare ciò che stava accadendo. Morale, mi disse, negando l’evidenza che ciò che dicevo era assurdo e quando gli indicai i personaggi atti alla copia spudorata, mi voltò le spalle ed andò via. Il pomeriggio rientrata a casa, mi recai da un legale, poichè ero decisa a fare ricorso!! La risposta datami fu: “Se fai ricorso da sola, ti troverai contro tutti i candidati ed i docenti.” Ho cercato in lungo ed in largo, ragazzi che come me avevano assistito alla scena, di questi, nessuno ha voluto dir nulla… Alla fine il 50% dei ragazzi presenti nella mia aula ha superato il test!!!! VIVA L’ITALIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Il problema è attenersi alle regole. Se riusciamo a garantire quello, non c’è nulla di sbagliato nel fare un test che richiede intelligenza e non studio (da intellegere: “capire” e studere “impegnarsi”).

      Che lo studio di medicina sia fattibile per persone di mediocre intelligenza ma elevata diligenza, si sa.
      Il senso del test d’ammissione, tra l’altro, è anche garantire un minimo di intelligenza e comprensione di ciò che si studia. Per lo studio e l’impegno non serve un test d’ammissione: ci sono 6+ anni poi per rilevarli!

  44. Troppe proteste, nessuna proposta. Concordo sull’ inadeguatezza della gestione delle regole di concorso, in un paese civile che si rispetti, queste devono essere chiare e immodificabili in corso d’opera.
    Per il resto, è infondato parlare di adottare il sistema francese quando non abbiamo ne strutture, ne mezzi per farlo, o parlare di eliminare qualunque selezione. Il test è necessario. Le lamentele non sono costruttive, servono solo a scatenare le masse. Fate richieste fattibili, proponete modifiche dei quesiti, che siano più attinenti ai programmi liceali, proponete corsi gratuiti di preparazione istituiti dal ministero. Il problema principale è la perdita di un anno di studio poichè quasi nessuno, uscito dal liceo, è abbastanza preparato nelle materie scientifiche da superare brillantemente questo test. Ma dopo un anno di studio in facoltà attinenti, non ci sono raccomandati ne fortunati che tengano, il test si supera. Se non è così, il problema non è del test o del ministro, ma il vostro.

  45. Il problema della selezione non si porrebbe se ci fosse meno gente iscritta. Non è possibile che dieci anni fa gli iscritti fossero poco più dei posti disponibili e che adesso si debba lasciar fuori così tanta gente. Troppo Grey’s Anatomy? Troppo Dottor House? Macchè, il motivo per cui così tanta gente si iscrive a medicina è la convinzione dei neodiplomati che le altre facoltà non diano così tanto lavoro e non garantiscano uno stipendio medio-alto. Sarà vero? Sicuramente di medici ce ne sarà sempre bisogno e i 1800 € mensili guadagnati dagli specializzandi fanno gola a qualsiasidottorando o neolaureato ma gli aspiranti medici, o almemo la maggiorparte di essi, tende a domenticare la difficoltà non solo della facoltà ma anche del test per entrare in specialità. Inoltre che un laureato in medicina trovi più lavoro dei laureati in altri campi è sempre più un falso mito. Il mio auspicio è che presto in Italia si possano seguire i propri sogni e sfruttare al meglio le proprie inclinazioni senza inseguire false aspirazioni. In questo modo parteciperanno al test di ammissione solo I realmente motivati e il criterio di selezione susciterà meno polemiche. Non so se la mia possa essere definita utopia, certamente credo di aver individuato il nodo della matassa.

    • Esattamente il mio pensiero! Inoltre ormai è più una moda che altro: fa figo dire “voglio fare il medico” e quindi BUM! tutti in massa a fare il test. Poi se gli si presenta davanti una semplice domanda di logica come quella sui 250 g di prosciutto, in cui bastava contare i giorni alla scadenza, vanno nel pallone..

  46. Non voglio cominciare un dibattito sl sistema italiano ma voglio solo farti scoprire la realtà di un sistema che tu consideei “migliore”.. io studio a Lione dove, come per tutte le università della Francia, l’università è aperta a tutti… ED È UN GRAN CASINO!!! Ho amici in medicina che mi raccontano l’inferno : 5ANFITEATRI e UN SOLO PROFESSORE che fa lezione su uno schermo proiettato nelle cinque aule. Nelle aule senza prof c’è un casino perenne e persino quelli nelle prime file non riescono a sentire. Esiste persino una “fac” (università) dove gli studenti sono così tanti CHE NON VANNO A LEZIONE MA STUDIANO A CASA LORO e una volta a settimana il prof risponde alle loro domande (è a Grenoble).
    Non vuoi i test d’ingresso? Preparati all’inferno :)

    • non ha senso.. se io voglio andare a Medicina ci devo andare stop… poi è un fattore di organizzazione e di strutture..

      • mi spiace ma non è così: ogni università ha un numero di professori assunti, un numero di aule definito, una struttura e una organizzazione ben definita che permette di accogliere un determinato numero di posti; in aggiunta ogni università di medicina ha (o almeno dovrebbe avere) un ospedale universitario dove gli studenti possano frequentare ed imparare la pratica direttamente dai professori/medici/malati/infermieri/ecc… Se vi fossero infiniti studenti allora dovremmo avere infinite strutture … e ciò è matematicamente e strutturalmente impossibile. Ti racconto l’esperienza di un Medico Specialista laureato alla Sapienza nel periodo in cui tutti accedevano a Medicina tramite i ricorsi: non si riusciva a frequentare i reparti che ci sarebbero spettati perchè i professori non potevano far accedere 500 studenti in reparto, avremmo bloccato le operazioni mediche e infermieristiche giornaliere creando problemi ai pazienti. In Italia abbiamo un sistema “fallibile” e di sicuro “migliorabile” ma garantisce almeno che gli iscritti a medicina abbiano l’opportunità di studiare adeguatamente e fare la pratica che serve per diventare dei buoni medici, non passare 6 anni davanti ad aule affollatissime senza poter mai “vedere” un reparto.

  47. L’analisi condotta da questa ragazza è impeccabile ,io personalmente ho tentato più di una volta il test senza riuscire a rientrare nella cerchia dei “fortunati”.Il test è strutturato molto male,definisce una selezione di persone che non sempre sono le più meritevoli,ritengo inoltre che le sole conoscenze liceali non siano sufficienti .Ad esempio nei quesiti di biologia compaiono domande persino di embriologia o materie non trattate nel programma scolastico , a cui anche io che sono prossimo alla laurea in biologia trovo difficoltà.Spero con tutto il cuore che questo maledetto test sia finalmente tolto di mezzo,ma d’altra parte mi rendo conto che versamenti alle università,corsi di preparazione,alfa test e libri vari rappresentano il principale motivo per cui il test sarà anno per anno confermato.La meritocrazia diventa per cui sinonimo di fortuna ,furbizia e dell’agenda di papà.

  48. Ho letto un poco di commenti e leggo di gente che dovrebbe davvero farsi un bagno di umiltà. C’è innanzitutto da chiarire un aspetto: se sei iscritto a medicina non sei un medico. Personalmente poi, non vedo differenze tra la professione del medico o di quello di un altro professionista come un ingegnere. Mi spiego meglio: quando un ingegnere progetta un qualunque manufatto, una qualunque costruzione, deve NECESSARIAMENTE essere attento ad ogni piccolo aspetto perchè si parla di vite (basti pensare ad una componente meccanico di un’auto o ad un componente strutturale di una casa). Alla facoltà di Ingegneria forse si è anche un tantino più “furbi” di quella di Medicina: alla luce della mia Laurea Magistrale ho avuto modo di notare come ci siano ancora miei ex colleghi bloccati sugli esami più difficile della triennale (questi individui continuano a pagare tasse universitarie e a far “girare” il sistema universitario)! La selezione avviene già ai primi mesi di corsi, alla prima sessione invernale, alla prima sessione estiva, ai primi esami difficili. Chi è più assiduo e brillante va avanti per la sua strada (magari con qualche inciampo) ma ce la fa. Il problema del “ci sarebbero poi 90000 iscritti al primo anno” è un problema senza senso: ci sono centinaia di facoltà di medicina in italia e questo comporterebbe soltanto attrezzare corsi e aule per 300/400 persone (come TUTTI i corsi di TUTTI le facoltà).

  49. Il sistema francese, che tutti sembrano indicare come il sistema perfetto, non è buono come sembra. Alcune mie amiche hanno frequentato l’università di lione, considerata tra le migliori in francia, e quello che vi riporto è la loro esperienza.
    L’università di Lione ha circa 2200 iscritti al primo anno, senza alcuna selezione d’ingresso. Le lezioni sono in anfiteatri di 400 persone, in videoconferenza. Alla difficoltà di seguire con cosí tante persone bisogna aggiungere il fatto che l’80% degli studenti sono “redoublants”, ragazzi che fanno il 1 anno per la seconda volta e dato che non si può farlo per più di 2 volte, tentano in tutti modi di non far seguire gli altri. Questo significa che continuano a urlare durante le lezioni, in particolare dopo le lezioni più importanti, fanno l’eco al professore, cantano. Seguire è impossibile e nessuno fa niente. E’ cosí in tutta francia e non ci si può fare nulla. Gli studenti,dato che le lezioni all’università sono inuitili, sono costretti al pomeriggio ad andare in scuole private dove ci sono studenti e professori che rispiegano le lezioni a piccole classi, oltre a fargli fare prove di test, ecc, ecc. Tutto per cifre intorno ai 2500 euro all’anno. La competizione è altissima, a lione ci sono circa 400 posti disponibili. Siamo davvero convinti che questo sia un sistema migliore?la disponibilità economica a frequentare i corsi pomeridiani è decisiva e senza di essi il passaggio all’anno successivo è pressochè impossibile. Noi in italia ci dobbiamo sempre lamentare che il nostro sistema fa schifo(e spesso è cosí) e all’estero funziona sempre tutto meglio, ma a volte sarebbe necessario informarsi un pò di più.

  50. Cari tutti, chi vi scrive è un medico ormai 35 enne, laureato nel 2004, specializzato in chirurgia nel 2009 e dall’anno scorso titolare di un ruolo a tempo indeterminato presso una ASL, dopo alcuni anni da precario. Ho letto velocemente i precedenti commenti e mi sembra che la maggior parte siano postati da ragazzi di al di sotto dei 25 anni o comunque che ancora non siano entrati nel mondo del lavoro. Quando mi iscrissi in medicina c’era già il numero chiuso (era il 1997) e il test, per quel che mi ricordo, era abbastanza diverso da quello odierno (stessa struttura ma domande relativamente più facili). Feci il test quasi per caso, senza studiare, immerso nella confusione che molti neodiplomati di liceo sperimentano nel trovarsi davanti tantissime strade e non sapere minimamente quale sia quella giusta. Entrai per il rotto della cuffia e giorno dopo giorno mi appassionai sempre più fino a scegliere una delle specializzazioni più dure, meno remunerate in rapporto alle ore lavorate e più esposte a contenziosi legali. Quando manifestai a persone ben più anziane di me l’idea di fare medicina (ripeto, tra tante idee) le risposte che ottenevo più frequentemente erano di scoraggiamento per un corso di studi lungo, difficile, che richiede “vocazione” e che poi, dopo tutto, non dava neanche cosi tanto lavoro. I mie genitori, per esempio, avevano tra i loro amici diversi medici, molti dei quali, pur studenti brillanti, avevano arrancato per tanti anni da una guardia medica all’altra fino a conquistare il posto di medico condotto in un paesino sperduto in età quasi da pensione. E questa situazione fra i medici laureati tra gli anni 80 e 90 era invero non così rara. Benchè le aziende ospedaliere pubbliche fossero delle immense balene (anche di enormi sprechi e intrallazzi) non riuscivano tuttavia ad assorbire l’enorme numero di laureati in medicina. E l’agognato posto fisso nella sanità pubblica era destinato, in proporzione, a pochi fortunati (spesso raccomandati o politicamente impegnati dalla “parte giusta”). Non vorrei allungare e complicare troppo il discorso, quindi vi lascio solo immaginare cosa potessero essere le scuole di specializzazione in questa situazione: affollate, senza stipendio, non fornivano un granchè in termini di formazione e molti neolaureati neanche vi si iscrivevano (pensate che alcuni medici laureati negli anni 70-80 pur non avendo un titolo ufficiale di specialista lavorano tuttora come se lo fossero e allo stesso tempo conosco personalmente medici sui 65 anni in possesso di 6 o 7 specializzazioni, ottenute tutte nell’arco di pochi anni – come la davano la specializzazione?). Sono quasi passati vent’anni e le cose son cambiate e non poco. Innanzitutto sono cambiate le condizioni economiche del paese. C’è la crisi, c’è la disoccupazione, ci sono i tagli dappertutto. Soprattutto in sanità. Ora, se in questa disastrosa situazione economica, io, ma quasi tutti i colleghi miei coetanei, abbiamo un lavoro stabile è solo grazie al numero chiuso. Qualche anno fa leggevo su una settimanale che tra il 2012 e il 2015 in Italia si sarebbe raggiunto l’equilibrio tra offerta e domanda lavorativa per i medici. Mica ci avevo creduto. Invece è successo davvero. E’ normale che in questa situazione la prospettiva di un un titolo di studio che garantisca un lavoro sicuro è attraente per tutti. Pensate se in questi ultimi 20 anni le Università italiane avessero prodotto ogni anno un numero di medici almeno 10 volte tanto quello attuale. Ovvero se non vi fosse stato il numero chiuso. Ovvero se fosse stato garantito quel sacrosanto diritto allo studio più volte citato. La professione medica sarebbe ancora così tanto agognata? In sostanza, quello che ho voluto intendere con questa lunga e forse noiosa digressione, è che uno sbarramento ci vuole. Ammetto che non sia civile, che sia lesivo delle libertà personali, addirittura incostituzionale. Però ci vuole. Non sta a me dire che tipo di sbarramento ci debba essere. Posso solo suggerire che sia uno sbarramento che consenta a chi inizia il percorso di studi di seguire delle lezioni di qualità, di frequentare corsie di ospedale in cui gli studenti non siano più numerosi dei pazienti e che quando si entra col tutor in una stanza di degenza la metà non sia costretta a rimanere fuori. Che l’università non sià così gremita, confusionaria e dispersiva che lo studente preferisce rimanere a casa, chè tanto, si è talmente tanti che se ci si laurea senza entrare una volta in ospedale non se ne accorge nessuno.

  51. Cara o Caro CR,

    non demoralizzarti ti parla una persona che non e’ stata ammessa alla Facolta di Medicina e Chirurgia di Firenze per ben 4 anni, mi sono laureato con lode non in medicina, ho lasciato l’Italia, sono stato ammmesso all’estero per iniziare un PhD a braccia aperte Ad eundem gradum e ora faccio ricerca fuori dall’Italia dove non tornero’ mai piu, lascia l’Italia e’ un paese da distruggere e ricostruire da capo. Ti auguro il meglio. Francesco

  52. Allucinanti sono le parole scritti da studenti che pensano già di avere la laurea in mano, così come allucinante è l’importanza attribuita a questo test: ma lo sapete che, fatto il test, non sarete medici ma soltanto studenti? No, perchè volevo ricordarvi che se vi dovete spennare per superare un test babbeo come quello (ho fatto odontoiatria e medicina, passati entrambi al primo colpo senza aver mai fatto nessuna esercitazione in precedenza) significa che in 5 anni di liceo non avete davvero imparato nulla. Questa, oltre ad essere una vergogna per le condizioni in cui versa l’istruzione pubblica è sopratutto una vergogna personale di tutti quei 100 e lode regalati che, all’università, sono dei totali incapaci.

  53. Non capisco se si lamenta perché un ministro ha detto che i ragazzi italiani dovrebbero imparare a studiare o perché molta gente non riesce a passare il test, nel primo caso ha ragione il ministro vedendo la gente che gira (e lavorando col pubblico ne vedo parecchia), nel secondo vuol dire che si deve applicare di più, si sa com’è fatto il test e come ci si deve preparare.
    Lei dice che il test non è basato sullo studio il che è falso, i 2/3 del test è basato su certe materie e bisogna conoscerle bene.
    E’ vero che esistono strategie finalizzate al raggiungimento del maggior numero di punti possibili e al minimo rischio di errore e che questa può essere considerata una prova di furbizia ma come le hanno trovate altri lo può fare chiunque ed anche quanto dovrà fare un medico (trovare la strategia migliore per la cura).
    Poi dice che ci sono quesiti di logica per i quali è impossibile “studiare”, nulla di più falso, la logica si impara ad usarla, se lei la pensa così allora vuol dire che pensa che bisogna impararsi a memoria le cose e basta invece che usare il cervello per risolvere i problemi, meglio se non fa il dottore.
    Poi si lamenta del tempo ristretto ma in sala operatoria o in un intervento dei paramedici non c’è tempo da perdere, la fermezza e la rapidità sono doti essenziali.
    Scrive anche che i 5 anni di superiori sono inutili ma la realtà è che bisogna aver fatto quelle giuste, chi avrà fatto scuole come chimica e biologia avrà già buone basi mentre chi ha fatto una scuola non inerente a medicina (tipo il classico) potrà essere anche uscito con 100 e lode ma farà più fatica e dovrà prepararsi al meglio.
    Per quanto riguarda le affermazioni di ingiustizia concordo col commento di un certo “Utente” che si legge poco sotto all’articolo e se devo dire la mia l’autrice della lettera mi pare poco matura dai ragionamenti che fa perché se dice:
    - “Ingiusto è che un test per una facoltà simile si svolga in 100 minuti” vuol dire che non sa gestire né il tempo né lo stress;
    - “Ingiusto è non essere liberi di mettersi davvero alla prova, e tentare la strada che ci pare la migliore” allora pensa che essere liberi significhi fare quello che gli pare, che mettersi alla prova significhi passare qualsiasi prova senza col minimo sforzo (o non sa cosa vuol dire sudarsi qualcosa) e che le strade che han scelto gli altri sono meno valide.
    - “Ingiusto e orribile è essere costretti a sperare che propri colleghi falliscano” allora lei non pensa di avercela fatta o di essere in fondo alla lista, in una situazione a rischio, se avesse studiato di più e si fosse preparata meglio o se semplicemente desse meno peso alla cosa vagliando anche altre possibilità (non c’è solo medicina e non c’è solo l’università) allora non le passerebbe neanche per la testa un pensiero simile.
    - “Ingiusto è non essere liberi di decidere del proprio futuro, ed altrettanto ingiusto è che questo sia determinato con superficiale perbenismo senza preavviso né considerazione” allora all’età di 19-20 anni (almeno) non ha ancora capito che il futuro ce lo si costruisce con fatica, fallendo e riprovando finché non si riesce, superando gli ostacoli, comprendendo il sistema, come funziona e come va affrontato.
    - “Ingiusto è che, bene o male, coloro che hanno la possibilità economica di farlo, potranno andare altrove a studiare e molti altri invece dovranno rinunciare al proprio sogno perché si sono confusi nel calcolo di ettogrammi di prosciutto comprati al 15%” allora non ha ancora capito che niente le è dovuto, che le belle cose non cascano dal cielo, le possibilità o si hanno o ce le si crea, lo stato italiano già garantisce l’istruzione base non può pretendere anche che realizzi i suoi sogni.
    Se poi crede che in altri paesi funzioni meglio che ci vada, personalmente l’esempio francese non mi sembra un granché perché così facendo molta gente perderà tempo e denaro in una direzione che non gli confa.
    Infine descrive l’Italia in una maniera che mi sembra addirsi più a lei che al nostro paese (che di certo non è perfetto) e concludo dicendo che a me queste sembrano le lamentele di una ragazzina che pensava che essendo uscita con 100 da una scuola qualsiasi sarebbe entrata facilmente al primo colpo e invece s’è dovuta scontrare con la realtà e s’è fatta abbattere dal primo ostacolo.

  54. Sono alquanto stufa di sentire persone che sostengono che si dovrebbero abolire i test d’ingresso!
    Premetto dicendo che non sono un’aspirante studentessa di medicina, in quanto sono entrata quest’anno (al secondo tentativo) alla facoltà di fisioterapia, quindi ho un’opinione “neutra” al riguardo, se così si può dire.
    Il test che ho dovuto affrontare quest’anno è esattamente identico (tipologia parlando) a quello che hanno affrontato tutti gli aspiranti medici e anche a noi è stata comunicata la rimozione dei punti bonus “in diretta”, eppure nessuno di noi si è lamentato… Aggiungo anche che se da voi entrava uno studente ogni otto (10mila posti per 80mila richieste), da noi ne entrava circa uno ogni dieci (almeno per quanto riguarda Tor Vergata). Il test quest’anno era giusto, mettetela come vi pare, ma hanno apportato le modifiche necessarie a renderlo un test che va effettivamente a selezionare un certo tipo di studente, con le qualità/potenzialità necessarie a queste tipologie di professioni. Lo scorso anno mi sono trovata davanti ad un test con ben 37 domande, su 40, di “cultura generale” (e lo scrivo tra virgolette perché non ritengo che sapere il significato del titolo del nuovo album dei Muse sia definibile “cultura”), quando queste 40 domande avrebbero dovuto essere suddivise in maniera più o meno equa tra cultura generale (quella vera) e ragionamento logico. Tutto ciò è andato a vanificare il punteggio quasi massimo ottenuto alle altre materie e, permettetemelo, il c**o che mi sono fatta a studiarle, considerando che mi sono rimessa sui libri non appena finita la maturità.
    Quest’anno, invece, le promesse sono state mantenute ed il test era esattamente come dichiarato nei bandi (25 domande di logica, 5 di vera cultura generale, 14 di biologia, 8 di chimica e 8 tra matematica e fisica), ma soprattutto le domande di logica, di cui tutti tanto si lamentano, erano fattibili eccome.. E non parlo solo del mio test, parlo anche di quello proposto per medicina, visto che ho fatto anche quello. Soprattutto però, ci tengo a dire che non è affatto vero che le domande di logica non possono essere studiate, in quanto seguono dei metodi risolutivi ben precisi su cui ci si può tranquillamente esercitare, al contrario delle domande di cultura della vecchia tipologia di test che, diciamocelo, o le sai o non le sai (molto spesso per casi fortunati della vita: per esempio se si è un fan dei Muse sicuramente si conosce il significato del titolo di un loro album).

    Una mia conoscente ha passato un intero anno a studiare e il giorno del test è entrata nel panico più totale, ottenendo un punteggio davvero basso nonostante alle simulazioni prendesse sempre punteggi dal 65 al 75. Al contrario, io che ho studiato quasi esclusivamente durante i tre mesi estivi, ho ottenuto un punteggio di 70. Quello che voglio dire è che si può studiare quanto si vuole, ma se non si ha la mente scientifica, con buone capacità di ragionamento e non si riesce a restare lucidi sotto stress, c’è ben poco da fare.. Il test non viene superato. Ciò dimostra esattamente quanto sia necessario uno sbarramento, perché un medico che va nel pallone alla minima situazione di difficoltà non riuscirà mai a svolgere correttamente il proprio mestiere (cosa alquanto grave considerando che si avranno in mano vite umane), anche se magari conosce nel dettaglio ogni minima nozione di biologia, anatomia, istologia, ecc. Lo sbarramento serve eccome, soprattutto in un paese come il nostro dove non ci sono fondi sufficienti per le università e dunque non ci si può, purtroppo, permettere il lusso di far studiare 80mila persone per un intero anno per andare poi a selezionare successivamente in base al rendimento.. Per non parlare poi del fatto che potrebbe accadere, come già stato scritto da qualcuno, che in quell’anno accada allo studente qualche disgrazia familiare o semplicemente qualcosa che gli impedisca di studiare come vorrebbe.

  55. Considerando il fatto che MALEDICO OGNI SANTO GIORNO D’ESSERE ENTRATO A MEDICINA, vi dico…
    Ragazzi non disperate: NON ENTRARE E’ UNA FORTUNA!!! Fidatevi: io mi sono laureato l’anno scorso, mi sono abilitato ecc ecc (tutta la trafila perditempo italiana) e poi ho fatto 1 anno da “interno” in un ospedale universitario (policlinico), nella speranza di entrare. Sono stato scavalcato dai TITOLI degli altri. Ai quiz ho totalizzato 60/60, al tema 12/15 e N O N S O N O E N T R A T O in specializzazione. Sto provando vie extra-italiane, mi sto rompendo l’anima di buttare il sangue qui ed essere scavalcato da dei coglioni. Volete fare medicina? Assicuratevi, PRIMA, di avere un senatore alle spalle: siamo in italia. Cordialità.

  56. rimango d’accordo sul fatto che chi si lamenta del mancato bonus di maturità, dovrebbe avere a mente che gli studenti che preparavano i quiz, da mesi e ben coscienti dell’effettiva inutilità del voto di diploma hanno concentrato i loro sforzi su materie di carattere scientifico,e non previste dal regolamentare programma di quinto liceo,facendo una netta scelta tra un alto voto di diploma,e la possibilità di entrare effettivamente a medicina,d’altra parte, tale procedura, sarebbe dovuta entrare in vigore per il terzo anno, anno in cui si comincia a cumulare i crediti, e a costruire il voto di maturità, a mio avviso è stato un bene l’abolizione del bonus di maturità in quanto era una clausola del tutto iniqua, l’errore se mai è avvenuto sulle tempistiche di tale abolizione,in quanto in questa maniera ha indotto i possessori del bonus in una strategia errata , cagionata dal fatto che avendo a disposizione il suddetto bonus, hanno rischiato meno su alcuni quesiti, sicuri di potere contare su una non trascurabile riserva di punti,totalizzando punteggi sotto aspettativa,ma è bene tenere a mente che chi il bonus non lo aveva ha dovuto rischiare il tutto per tutto anche su domande dubbie,credo che ambedue le tipologie di candidati abbia modulato la propria strategia in base al bonus.
    Va anche detto che ho riscontrato che molti partecipanti, con alti voti di diploma,hanno ottenuto punteggi di logica sotto la media, mi pare palese che il voto di maturità non è un buon discriminante per la selezione della futura classe medica,in quanto quantomeno un test di logica, mette in pari condizioni tutti gli studenti, che possono fare il test in base alle loro effettive capacità,laddove la maturità è composto da un sistema d’incognite, che spesso non hanno nulla a che fare con il vero valore dell’intelletto dello studente, e quello che è stato l’impegno in un percorso lungo cinque anni.

  57. Si parla del nulla ,i testi che si studiano nelle facoltà di medicina sono desueti ,antichi,perciò poi ci troviamo con migliaia di vittime dovute alla malasanità ogni anno.
    Provate a chiedere ad un cardiologo qualche rudimento di nefrologia,genomica,endocrinologia,angiologia,tricologia,infettivologia,oncologia,gastroenterologia etc,vi risponderà picche;ma l’avranno capito o no che il corpo è uno ,e tutte le funzioni sono connesse,dunque se si conosce solo una branca della medicina,si rischia di tralasciare magari la vera causa scatenante di un problema?
    Se mi reco da un cardiologo a causa di uno scompenso cardiaco,mi rifila 2 betabloccanti e magari è pure convinto che mi ha guarito
    Chi glielo va a spiegare che ha solo tamponato il tutto,e che magari ho un feocromocitoma alle surrenali,o un iperaldosteronismo,o una tubulopatia interstiziale cronica,o magari una carenza di vitamina B12 o calcio da ipocloridria?
    Sempre che sappia o abbia mai sentito nominare tali disfunzioni!!! …..?????

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