L'Europa del revisionismo si astiene sulla lotta al neonazismoTribuno del Popolo
giovedì , 19 ottobre 2017
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L’Europa del revisionismo si astiene sulla lotta al neonazismo

Ha fatto scalpore la notizia di qualche giorno fa dell’astensione da parte dei paesi europei nella votazione presso l’Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla proposta di risoluzione che proponeva la lotta alla glorificazione di nazismo, razzismo e xenofobia. Usa, Ucraina e Canada hanno persino votato contro e la scusa utilizzata è che nella risoluzione non si condannavano anche gli “altri totalitarismi del Novecento”.

La notizia è di qualche giorno fa, stiamo parlando della votazione presso le Nazioni Unite sulla proposta di risoluzione contro la glorificazione del “nazismo, del neonazismo e delle altre tendenze suscettibili di alimentare le forme contemporanee del razzismo, della discriminazione razziale, della xenofobia e della connessa intolleranza”. Ci saremmo erroneamente aspettati che tutti i paesi cosiddetti democratici e civili votassero all’unanimità “sì” a questa risoluzione, eppure abbiamo constatato non senza preoccupazione che Stati Uniti, Canada e Ucraina hanno votato “no” mentre ben altri 55 paesi si sono astenuti. Per ovvi motivi anche Israele ha votato “sì” mentre il nostro paese, come tutti i paesi dell’Unione Europea si è astenuta, compresa la Germania. Noi riteniamo tutto questo un fatto molto grave, soprattutto per le motivazioni addotte che ci lasciano presumere che sia in atto un preoccupante e ormai avanzato processo di revisionismo storico. Ad esempio il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni è intervenuto a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite per motivare la scelta dell’Italia dell’astensione e ha sostenuto che è stata motivata dal fatto che nella risoluzione non si condannavano anche gli altri totalitarismo del Novecento. Insomma il riferimento al comunismo è sin troppo marcato e fa emergere con nettezza il problema di fondo, ovvero che in questa Europa si ritiene il comunismo alla stessa stregua del nazismo. Forse costoro ignorano che se non fosse stato per il comunismo oggi probabilmente l’Europa parlerebbe tedesco, e queste non sono opinioni bensì constatazioni della realtà storica. Non solo, equiparare nazisti e comunisti significa riscrivere la storia aprendo la porta al recupero dell’ideologia nazista e all’esaltazione della xenofobia e del razzismo, tutte cose esecrate dal comunismo e che dovrebbero venire respinte anche dalla democrazia. Insomma l’Unione Europea prende plasticamente posizione rinunciando a prendere posizione nei confronti del nazismo, ovvero l’ideologia che ha portato nel cuore dell’Europa decine di milioni di morti e lo sterminio delle camere a gas solo settant’anni fa. E vedendo come i movimenti nazionalisti di estrema destra prendono piede in Europa, dall’Ucraina fino alla Francia e alla Germania, ecco che è impossibile non mettere tutto questo in relazione con la notizia originaria dell’astensione nei confronti della votazione alle Nazioni Unite. Ancor più che l’Europa ha subito su di sè il danno del nazismo e della Seconda Guerra Mondiale e piaccia o no in quella guerra, in Europa, i comunisti combattevano contro i nazifascisti e non hanno instaurato nessun regime totalitario a differenza dell’estrema destra, che anzi ha continuato i suoi esperimenti nella Grecia del 1966 e con Franco fino agli anni Settanta. 

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