L’Europa di Draghi? ‘Solo attraverso le banche’Tribuno del Popolo
lunedì , 21 agosto 2017
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L’Europa di Draghi? ‘Solo attraverso le banche’

‘Gran parte delle misure intraprese (dalla BCE) può avere effetto sull’economia reale solo attraverso le banche’. Queste le parole con cui il Presidente della BCE Mario Draghi si è rivolto aglistudenti. Parole che non potevano non provocare l’indignazione e le repliche degli studenti.

Fonte: Oltremedianews

E’ accaduto ieri a Roma, presso l’aula magna dell’Università degli studi ‘Roma Tre’, Facoltà di Economia, dove il Presidente si era recato per un breve intervento in occasione della celebrazione del centenario della nascita di Federico Caffè. Applausi a uno studente che alla fine del discorso del Presidente ha chiesto, seppur invano, di poter porre una domanda; solo alcuni minuti per esprimere quelle perplessità e preoccupazioni scaturite da un discorso come quello pronunciato da Draghi e alla luce della degradante situazione in cui versano gli atenei pubblici e la società tutta. Nel frattempo, fuori dell’edificio, un presidio di altri studenti in protesta per la sospensione dell’attività didattica per via dell’assurda chiusura della facoltà, blindata per il solo svolgimento della celebrazione.

L’Europa delle banche, il destino delle famiglie alla mercé dei meccanismi finanziari, il ‘fuggi fuggi’ delle istituzioni alla richiesta di dialogo da parte dei giovani. Questo non è propriamente ciò di cui hanno bisogno i giovani e in cui gli studenti vorrebbero riporre la propria fiducia, ‘quella fiducia che alla vostra età si cerca disperatamente’, come ha detto lo stesso Draghi ieri in aula magna. ‘Capacità di indignarsi per ciò che in questa realtà violava principi etici fondamentali’, ‘perentorio richiamo ad agire e insieme rimprovero per una accettazione passiva della realtà; cosa fare per porre rimedio alle disuguaglianze ma anche alle inefficienze: questa era la politica economica di Federico Caffè’, anche queste sono parole pronunciate ieri dallo stesso Draghi. Parole ‘condivise’ dagli studenti, indignati e non passivi, che si sono mobilitati ieri e che anche domani, 14 Novembre, scenderanno in piazza insieme a precari e lavoratori per lo Sciopero Generale Sociale.

Draghi fu allievo e laureando di Federico Caffè nel ’70, e proprio Caffè fu in quegli anni portatore, almeno in alcuni sui scritti, di una politica economica differente. Scriveva nell’86 a proposito degli obiettivi e punti fermi di chi si occupa di politica economica che si debbano considerare irrinunciabili: ‘gli obiettivi di egualitarismo e di assistenza che si riassumono abitualmente nell’espressione dello Stato garante del benessere sociale’ e ‘l’intervento pubblico (come) una funzione fondamentale nella condotta economica’. Sempre Caffè fu colui che paventò una probabile ‘germanizzazione’ e che in un articolo del ’45 sostenne: ‘mantenere su due piani distinti il problema tecnico della produzione e quello sociale dell’equa distribuzione significa praticamente lasciare insoluto quest’ultimo, come dimostra il fatto che la libertà dal bisogno, l’attenuazione delle disparità economiche individuali, l’uguaglianza nelle possibilità sono ancora oggi mete da raggiungere, pur essendo aspirazioni antichissime’.

La politica monetaria convenzionale sui tassi d’interesse, il famoso programma dell’OMT, le cosiddette misure non convenzionali e l’80% del credito nelle tasche delle banche, forse non sono propriamente frutto della lezione di Caffè che scrisse ‘contro gli incappucciati della finanza’. Una lezione che il suo allievo, ora Presidente della BCE, forse dovrebbe rileggere nei suoi appunti universitari.

Per il discorso semi-integrale del Presidente Draghi, clicca qui

Per maggiori informazioni sullo Sciopero Sociale Generale del 14 Novembre, clicca qui

Veronica Pavoni

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