L'Europa, e il "Double Standard" di FrancoforteTribuno del Popolo
mercoledì , 13 dicembre 2017
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L’Europa, e il “Double Standard” di Francoforte

Quando in piazza Maidan i manifestanti attaccavano la polizia, i palazzi delle amministrazioni e occupavano gli spazi pubblici, i media occidentali parlavano di rivolta contro il tiranno corrotto. Lo stesso concetto però non viene applicato a Francoforte, dove gli scontri di ieri per protestare contro l’inaugurazione del nuovo palazzo della Bce vengono definiti un problema di ordine pubblico. Si tratta della solita e sempre vincente tattica del #DoubleStandard.

Per doppio standard si può identificare quella precisa tattica che consta nel valutare dei fatti simili o uguali in modo completamente diverso a seconda del proprio tornaconto. Una tattica questa che viene da sempre applicata per screditare le posizioni dell’avversario di turno, una tattica che abbiamo visto applicare anche e soprattutto negli ultimi anni, in particolare da parte dei paesi della Nato. Solo per farvi un esempio pensate al modo con cui i media occidentali hanno presentato le Primavere Arabe, una narrazione romantica ed empatica nei confronti dei manifestanti che combattevano contro i tiranni cattivi del momento, Gheddafi o Assad, accusati di essere dei mostri assetati di sangue perchè hanno risposto alle piazze con la repressione. Ne abbiamo avuto un altro assaggio quando ad esempio in Cina, ad Hong Kong, andava in scena la cosiddetta “Rivolta degli Ombrelli”, con la polizia cinese accusata di reprimere i poveri manifestanti con brutalità e tutto il corollario di accuse nei confronti di Pechino che ne è seguito. Quando però i manifestanti arrabbiati sono occidentali e vanno quindi contro il potere costituito, ecco che la repressione delle forze dell’ordine diventa improvvisamente giustificata e i manifestanti da eroi romantici diventano teppisti, black block, spaccavetrine e così via. Pensate a quanto successo in Ucraina solo un anno fa dove i media hanno presentato la rivolta del Maidan come giusta perchè contro un presidente, Yanukovich, accusato di essere corrotto. I manifestanti ucraini nel corso di diverse settimane hanno occupato palazzi pubblici, hanno esercitato violenza contro poliziotti, utilizzato armi da fuoco e persino rapito alcuni agenti di sicurezza, il tutto senza che i media prendessero posizione contro le violenze di piazza.

A Francoforte ieri i manifestanti anticapitalisti di #Blockupy hanno scatenato duri scontri con le forze dell’ordine che hanno reagito con durezza arrestando almeno 350 persone. I rappresentanti dei manifestanti che hanno contestato l’inaugurazione del nuovo palazzo della Bce nella città tedesca hanno lamentato un atteggiamento oppressivo da parte della polizia già da diversi giorni prima dell’evento. E’ quello che ha detto ad esempio Hannah Eberle, portavoce di Blockupy, che ha lamentato in un’intervista a Sputnik  come la polizia stesse controllando l’area a cavallo e abbia utilizzato almeno 25 cannoni ad acqua per sedare le proteste. Non solo, il ministro degli Interni tedesco Thomas Maiziere ha accusato i manifestanti di essere dei violenti nel corso di una intervista concessa alla tv tedesca ZDF e ha respinto le accuse dei commentatori che vedevano un parallelismo tra le proteste di Francoforte e quelle di Kiev, accusando appunto Berlino di “doublestandard”. Moziere ha detto che non ci sono scuse per giustificare la violenza, e tocca certamente dargli ragione, ma come mai invece le violenze contro il governo di Yanukovich andavano bene e quelle contro l’Ue no? E’ proprio la risposta a questa domanda che non convince, e infatti il deputato della Linke nel Bundestag, Heike Hansel, ha scritto su Twitter che mentre i media hanno condannato all’unanimità le violenze di Francoforte, al contrario le violenze di Kiev erano state viste dagli stessi media come un movimento di liberazione.

Gracchus Babeuf

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