L'Europa e la fascinazione del nazionalismoTribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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L’Europa e la fascinazione del nazionalismo

L’Europa e la fascinazione del nazionalismo

In questo periodo di crisi in Occidente si assiste sempre di più a una “fascinazione nazionalista” con l’estrema destra che aumenta consensi e diventa sempre più aggressiva. Ma le autorità sembrano temere maggiormente la sinistra, anche quella moderata.

Nei tempi in cui viviamo ci si avvicina a grandi passi verso il pensiero unico. Chiunque non la pensi come la maggioranza diventa, giocoforza, una sorta di paria politico nonchè un potenziale estremista che deve essere estromesso e relegato ai margini della società. Angelo D’Orsi, professore e storico di Torino giustamente celebre a livello accademico e non, ha recentemente suonato il campanello d’allarme segnalando come sotto la cenere stiano covando i tizzoni del neofascismo. Poi è arrivata l’aggressione al CSA Dordoni, solo l’ultimo di una lunga serie, l’ennesimo campanello d’allarme che ci segnala come il rischio di una deriva di estrema destra sia reale. Ecco cosa ha scritto a riguardo D’Orsi su Micromega: “L’esistenza di un pericolo fascista odierno è aggravato dal contesto internazionale, e specialmente europeo, che rivela una ripresa generalizzata del fascismo e addirittura del nazismo. Ucraina docet. E poi la Grecia, l’Olanda, l’Ungheria, i Paesi Baltici e così via… Ma anche nelle versioni “morbide” dal leghismo nostrano al lepenismo francese, assistiamo a un fortunato pullulare di movimenti di destra estrema, con tratti, anche formali ed esteriori, fascistoidi. Movimenti non solo tollerati, ma giudicati tutto sommato, sempre preferibili, alla Sinistra, o a quel poco che ne rimane. Syriza fa più paura di Alba Dorata. E l’UE e gli USA hanno sostenuto a spada tratta i neonazisti di Kiev, oscurando i massacri da loro compiuti, e tuttora in corso, compreso l’abbattimento ormai sicuro dell’aereo malese: ma pur sempre, preferiti a “quelli dell’Est”, che reclamano l’indipendenza, giudicati troppo prossimi, non solo geograficamente, alla Russia, vista ancora, in fondo, come non abbastanza disposta a farsi piallare dall’Occidente, dunque sospettabile di cripto-comunismo“.  Insomma tutto questo sta avvenendo sotto i nostri occhi eppure le autorità, in Italia come nel resto d’Europa, sembrano quasi passive di fronte al fermentare di questi neonazionalismi. Sembra quasi che sia normale che un leader come Matteo Salvini della Lega Nord si possa alleare tranquillamente con i neofascisti di Casa Pound arrivando persino durante una intervista Tv a Piazza Pulita ad astenersi quando il conduttore Formigli gli chiedeva di dire se era o meno antifascista.

Non solo, come ha sottolineato lo stesso D’Orsi il problema è che la Lega nord sta realizzando una sorta di fusione operativa anche con la Le Pen e il Front National in Francia, in sostanza aiutando ad accreditare movimenti neofascisti come Casa Pound nel contesto politico nazionale ed europeo. Del resto guardando vicino a noi, alla Grecia, sembra quasi che l’Europa e la Bce siano maggiormente spaventati da un non violento e democratico ma di sinistra Tsipras con la sua Syriza piuttosto che da un movimento eversivo e apertamente neonazista come Alba Dorata, tutto questo per non parlare dell’Ucraina dove i movimenti neonazisti sono scesi in piazza in prima fila nel corso del “Maidan” appoggiato dall’Ue e dall’Occidente in generale. Insomma l’Europa ha più paura di chi chiede maggiori diritti e più redistribuzione delle ricchezze di chi invece vuole fare dell’intolleranza una bandiera.

Jean Mulino

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