L'Europa e l'abbraccio "mortale" della TurchiaTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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L’Europa e l’abbraccio “mortale” della Turchia

L’Europa ha scelto da che parte stare e continua sempre di più ad avvicinarsi alla Turchia, indispensabile per l’Ue per la questione profughi. E il premier turco Davutoglu ha rilanciato l’idea di ingresso nell’Ue sancendo quindi un abbraccio mortale che ha mostrato plasticamente come quella dei diritti umani e dei valori europei sia solamente becera retorica. 

L’Europa poteva scegliere da che parte stare, e ancora una volta ha deciso di sedersi dalla “parte sbagliata della storia”. Forse la nostra potrebbe essere una affermazione considerata troppo forte, eppure siamo di fronte a una Unione Europea che non fa sconti di alcun tipo a paesi come la Grecia e l’Italia e che invece è pronta a elargire miliardi ad Ankara affinchè gestisca la patata bollente dei profughi mettendo la polvere sotto il tappeto. In queste ore infatti è andato in scena il secondo vertice in pochi mesi tra Ue e Turchia a sancire come Bruxelles non possa e non voglia fare a meno di Ankara così come nel corso del XX secolo quando il nemico era il comunismo sovietico non esitò ad allearsi con il Portogallo di Salazar, con la Spagna di Franco, e con il Sudafrica dell’apartheid. Del resto i turchi sono stati recentemente accusati dalla Russia di fare affari con lo Stato Islamico, e per quanto Erdogan abbia negato è però vero e ampiamente comprovato che proprio della Turchia per almeno quattro anni sono transitati tutti i jihadisti internazionali che volevano raggiungere la Siria. Non solo, Ankara sta portando avanti una guerra terribile contro i curdi che ha provocato centinaia di morti nell’indifferenza dell’opinione pubblica, e l’esercito turco ha bombardato il nord della Siria senza alcuna ripercussione. Tutto questo per non parlare del modo con cui Erdogan e soci affrontino l’opposizione politica interna, è di ieri la chiusura del quotidiano Zaman dell’opposizione perchè accusato di begare contro il governo. Insomma un regime autoritario che perseguita chiunque osi criticarlo, è questa la Turchia di Erdogan che vorrebbe entrare nell’Ue, e ben si capisce il motivo dato che l’Ue per l’appunto si schierò a favore dei nazionalisti ucraini, non certo un esempio di democrazia e pluralismo. Il premier turco Davutoglu ha detto chiaramente di guardare al processo di ingresso dell’Ue, a segnalare come Ankara non venga vista come un corpo estraneo, anzi. E il bello è che al posto che smetterla di intrattenere rapporti amichevoli con i paesi che indirettamente fomentano la guerra e quindi i profughi, preferiamo farci affari, alimentando così una spirale senza uscita. L’Ue pagherà Ankara per contenere i flussi di profughi, e con quei soldi probabilmente Ankara continuerà a finanziare la guerra civile siriana e la guerra ai curdi, in questo senso certificando la complicità di Bruxelles. Se non altro il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha criticato l’irruzione della polizia nella redazione di Zaman, messo sotto amministrazione controllata, ma nessuno ad Ankara si è intimorito ben sapendo che l’Ue non vuole fare a meno dell’amicizia turca. Insomma, dimmi i tuoi amici e ti dirò chi sei, e vedendo gli amici dell’Europa c’è poco da stare allegri.

Gb

Tribuno del Popolo

 

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