L'Europa finge di non vedere l'orrore dei migranti deportati in TurchiaTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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L’Europa finge di non vedere l’orrore dei migranti deportati in Turchia

L’Europa pensa evidentemente di non essere coinvolta semplicemente perchè invia miliardi ai turchi per fare il lavoro sporco e deportare migliaia di migranti in Turchia. Peccato che nel paese di Erdogan nostro alleato la sicurezza dei migranti non possa essere garantita come testimoniato da Human Rights Watch, secondo cui “le deportazioni accelerate dall’Unione avvengono in un paese che non può essere considerato sicuro”. 

La Turchia non garantisce i diritti dei migranti che vengono deportati dalla Grecia e dall’Europa, questa la pesante accusa lanciata da Human Rights Watch che ha raccolto diverse prove attraverso colloqui con amici e parenti dei migranti deportati da Chios e Lesbo fino in territorio turco. E dire che noi versiamo miliardi proprio ad Ankara per risolvere il problema dei migranti senza renderci conto che la Turchia non è certo un paese “terzo” in quanto ha preso parte attiva nel determinare la situazione di guerra in Medio Oriente, basti pensare all’appoggio dato ai ribelli siriani o alla guerra che va avanti da mesi con i curdi nel sud-est del Paese. Secondo Hrw in Turchia le organizzazioni umanitarie non sarebbero ben accette e la sicurezza dei migranti non potrebbe essere garantita come in Europa. Molto precise le accuse di  Fred Abrahams, direttore associato di Hrw: “Nella folle corsa per l’avvio delle deportazioni in Turchia l’Unione Europea e la Grecia hanno gettato i diritti al vento, anche quelli dei richiedenti asilo. Le deportazioni accelerate dall’Unione avvengono in un paese che non può essere considerato sicuro”. Insomma una situazione drammatica che i nostri media preferiscono ignorare, così come ignorano da mesi la repressione che sta avvenendo in Turchia per mano di Erdogan, considerato invece un “amico” dell’Occidente. Hrw ha denunciato che molti migranti vengono deportati in Turchia senza nemmeno venire informati di quello che succederà loro, veri e propri prigionieri che vengono trasportati di qua e di là senza nemmeno avere il diritto a sapere, senza nemmeno poter telefonare alle persone care. Inoltre tra i deportati in Turchia ci sarebbero anche alcuni che avrebbero intenzione di richiedere asilo politico in Grecia, come confermato dall’Alto commissariato Onu per i rifiugiati Unhcr. Violazioni su violazioni che servono a indicarci come la Turchia e l’Europa abbiano deciso di risolvere il problema dei migranti in modo raffazzonato, anche perchè i turchi con le loro azioni militari continuano a produrre migranti. Perdipiù in Turchia vige ancora la Convenzione dei rifugiati del 1951 che vale solo ed esclusivamente per le persone provenienti dall’Europa, di conseguenza pakistani, afghani e altri non possono chiedere asilo in Turchia.

Come ricordano in molti la premessa dell’accordo tra Turchia e Ue era che Ankara fosse in grado di garantire il rispetto dei diritti umani e la sicurezza dei migranti presenti in territorio turco. Questo Ankara non solo non riesce a farlo, ma sembra anche non volerlo fare, basti pensare ai rapporti pessimi redatti da tutte le organizzazioni umanitarie attive ad Ankara. Hrw in questo senso ha anche documentato violazioni di ogni genere inflitte ai deportati, e basterebbe soffermarsi sul fatto che stiamo parlando di “deportati” per sentire un brivido lungo la schiena che ci ricorda periodi bui del passato. Emerge ora che una volta arrivati in Turchia i deportati vengono privati di telefoni e altri mezzi per mettersi in contatto con l’esterno. Non solo, il governo Erdogan finora non ha concesso alcun accesso ai centri di espulsione turchi, dunque si può solo immaginare le condizioni in cui versano i deportati. Sempre Abrahams in questo senso è stato molto chiaro: “L’accordo dell’Unione si basa sulla premessa ingannevole che tutte le persone che ritornano in Turchia siano al sicuro, mentre i fatti dicono il contrario. L’Europa sta chiudendo gli occhi di fronte ai pericoli cui sono esposte queste persone in difficoltà e lo fa per costruire muri”. Si aggiunga a questo come l’Ue sembra voler continuare a lisciare il pelo a Erdogan e si avrà probabilmente la consapevolezza che si è deciso di affidare la risoluzione del problema migranti a uno dei personaggi responsabili della crisi in Medio Oriente, una sorta di controsenso di cui prima o dopo la storia chiederà conto all’Europa. 

Fonti Utili: http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2016/05/02/news/grecia_le_deportazioni_in_turchia_violano_i_diritti_umani_viaggi_forzati_anche_per_chi_intende_richiedere_asilo_politico-138916507/

Tribuno del Popolo

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