L’Europa si barrica. Oltre i confini non c’è solidarietàTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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L’Europa si barrica.  Oltre i confini non c’è solidarietà

L’Europa si barrica. Oltre i confini non c’è solidarietà

Alfano annuncia la dismissione di Mare Nostrum con l’inizio dell’operazione europea Triton. Al di là dell’opportunità di questa scelta, le misure di politica migratoria dell’Unione continuano a mirare alla chiusura dei confini.  

Fonte: Oltremedianews

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“Il prossimo primo novembre avrà inizio l’operazione Triton, la regia sarà affidata all’agenzia Frontex. L’operazione costerà 3 milioni di euro, meno di un terzo di quanto è costata Mare Nostrum e a pagare non sarà solo l’Italia”. Con queste dichiarazioni Angelino Alfano ha giustificato la prossima dismissione dell’operazione Mare Nostrum. Il Ministro degli Interni, infatti, ha inviato un’informativa alla Camera dei Deputati in cui annunciava la delibera nel prossimo Consiglio dei Ministri. Oggi il direttore esecutivo di Frontex, Gil Arias Fernandez, ha parzialmente smentito il Ministro ribadendo che “Frontex non può sostituire Mare Nostrum. La decisione di interrompere Mare Nostrum spetta solo alle autorità italiane e Triton comincerà indipendentemente da Mare Nostrum. La gestione del controllo dei confini resta agli stati membri: Frontex aiuta gli stati membri ma non li sostituisce”. Per capire il senso di queste dichiarazioni sarà bene vedere cos’è Frontex e in cosa consiste la missione Triton, soprattutto tenere sempre a mente che dietro a questa invettiva di nomi epici ci sono le sorti di migliaia di vite umane. Frontex è l’Agenzia per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione Europea. È stata creata nel 2004 ed è in vigore dal 3 ottobre del 2005 e ha come principale obiettivo quello di «aiutare le autorità di frontiera dei diversi Paesi europei a lavorare insieme». Frontex coordina la cooperazione fra gli stati membri per la  gestione ed il controllo delle frontiere esterne, fornisce assistenza nella formazione professionale delle guardie in servizio, nei controlli, nei pattugliamenti e nella vigilanza. Appoggia, inoltre, gli stati membri in operazioni comuni di rimpatrio dei clandestini e mette a disposizione gruppi di intervento rapido, in situazioni eccezionali e urgenti, che fanno parte del Rapid Boarder Intervention Teamun contingente sovranazionale.
La missione  Triton nasce come idea in seguito alla strage di Lampedusa. In sostanza vede rafforzata l’azione di pattugliamento delle frontiere meridionali dell’Unione, incorporando edintegrando due missioni internazionali già esistenti nel Mediterraneo: la Hermes e la Enea. Le navi Ue non si spingeranno però in acque internazionali, e avranno un ruolo di solo controllo e non di soccorso umanitario. La partecipazione è lasciata alla volontà dei singoli Stati membri che, attraverso un bando, decideranno se e come contribuire. Al momentohanno aderito 17 Stati membri su 28, di cui solo 7 hanno messo a disposizione i mezzi tecnici necessari.

Al di là dell’opportunità o meno di dismettere Mare Nostrum in favore della missione Triton, che attualmente da pochegaranzie, permane l’insufficienza di queste misure rispetto alla vastità dell’emergenza migratoria. L’Unione Europea in questi anni ha messo in atto politiche mirate alla creazione di una vera e propria fortezza anti-migrante. Uno spazio chiuso, raggiungibile solo con viaggi di fortuna alla mercè dei trafficanti, che riserva a chi sopravvive un’accoglienza ricca di miserie burocratiche e discriminazioni. Le soluzioni si concentrano ostinatamente sulla visione del migrante come un problema da controllare o respingere. L’essere umano non esiste più. L’identità delle migliaia di persone che si mettono in viaggio affrontando una scelta tragica e coraggiosa, viene strappata dal razzismo, dalla xenofobia e dall’avidità estrema di mantenere i propri confini sicuri. E chiusi. Per chi ha ancora il tarlo di vedere un’alternativa ai respingimenti ed alla discriminazione etnica il 1 Febbraio 2014 è stata approvata la Carta di Lampedusa: “La Carta di Lampedusa si fonda sul riconoscimento che tutte e tutti in quanto esseri umani abitiamo la terra come spazio condiviso e che tale appartenenza comune debba essere rispettata. Le differenze devono essere considerate una ricchezza e una fonte di nuove possibilità e mai strumentalizzate per costruire delle barriere.”

Carta di Lampedusa:

-  http://www.lacartadilampedusa.org/

-  http://www.meltingpot.org/La-Carta-di-Lampedusa-18912.html#.VD_zoPl_uYA

Giulio M. Morucci

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