Libano. Assalto al Palazzo del potere, scontri a Beirut | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 25 gennaio 2017
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Libano. Assalto al Palazzo del potere, scontri a Beirut

Alta tensione in Libano dove al termine dei funerali di un alto responsabile della sicurezza, ucciso da un’autobomba venerdi’, sono esplosi violenti scontri davanti al palazzo del primo ministro.

Si infiamma anche il Libano. Già nei giorni scorsi Beirut era stata scossa da un attentato che aveva causato la morte di un alto responsabile della sicurezza anti-siriano. Oggi al termine dei suoi funerali sono esplosi violentissimi scontri, con i manifestanti che hanno cercato i sfondare le barriere di sicurezza chiedendo le dimissioni del governo, accusato di essere complice del regime siriano nell’assassinio. A quel punto la polizia ha sparato in aria e diversi manifestanti sono rimasti sul terreno prima che la folla venisse dispersa.L’esercito ha rafforzato questa sera la sorveglianza ai principali incroci della capitale, dove ha schierato mezzi blindati. Ma la situazione e’ ancora precaria in altre aree. Nella cittadina settentrionale di frontiera di Tripoli, già teatro di scontri nei giorni scorsi, si sono segnalati scontri tra miliziani di un quartiere sunnita e uno alawita-sciita, rispettivamente oppositori e sostenitori del presidente siriano Bashar al Assad.

Media libanesi  inoltre hanno riferito  che la strada costiera a sud della capitale è stata bloccata nell’area di Naameh da miliziani che hanno dato fuoco a pneumatici. Bloccato da manifestanti anche il traffico nel centro di Sidone, 30 chilometri più a sud. A quanto sembra comunque a Beirut l’inferno sarebbe scoppiato una volta terminati i funerali del generale  Wissam al Hassan, il capo dell’Intelligence della polizia ucciso dopo che aveva condotto indagini su presunti attentati organizzati dal regime di Damasco in Libano contro personalita’ anti-siriane. I sunniti e i cristiani continuano a chiedere le dimissioni del governo del Liban guidato dal primo ministro Najib Miqati, appoggiati dagli sciiti di Hezbollah, fedele alleato di Teheran e soprattutto di Damasco. L’ex premier Fouad Siniora ha tenuto in discorso infiammato nella Piazza dei Martiri infervorando la folla che a quel punto ha scatenato disordini contro il governo, ritenuto complice dell’assassinio di al Hassan.

Alcune centinaia di giovani  si sono indirizzate verso il palazzo del governo e hanno lanciato pietre e bastoni contro la polizia, cercando di superare il cordone di sicurezza intorno al palazzo. A quel punto gli agenti, appoggiati da blindati dell’esercito, hanno sparato in aria e hanno lanciato a piu’ riprese lacrimogeni per respingere gli assalitori. Almeno due persone sono rimaste ferite. Lo stesso Siniora è stato poi costretto a lanciare un appello alla calma, cosi’ come l’ex primo ministro Saad Hariri, anch’egli su posizioni anti-siriane, in esilio volontario da oltre un anno per timori di attentati. ”Vogliamo la pace, il governo deve cadere ma in maniera pacifica“, ha detto Hariri alla tv Future, ma la situazione in Libano rimane esplosiva, e le cose rischiano di precipitare ripetendo la guerra civile che ha insanguinato il Paese fino a pochi anni fa.

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