Liberiamo il comunismo dalle "catene"Tribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Liberiamo il comunismo dalle “catene”

“Il comunismo ha fallito”, oppure “il comunismo è una utopia irrealizzabile”, queste sono solo alcune delle frasi entrate nell’uso comune ma che sono completamente prive di fondamento. Per una rinascita di un movimento comunista in Italia e in Occidente sarebbe opportuno in primis riappropriarsi del significato stesso di comunismo smettendola di accettare definizioni imposte dal pensiero unico e che hanno come obiettivo la marginalizzazione di teorie nocive per il sistema dominante. 

Quante volte avete sentito intellettuali o presunti tali inarcare il sopracciglio in modo superbo e sprezzante al solo sentire nominare la parola “comunismo”? Tante, troppe. Al punto che oggi definirsi comunisti diventa quasi un problema in quanto significa esporsi a tutta una serie di giudizi che nella maggioranza dei casi altro non sono che dettati da idee stereotipate e preconfezionate che non hanno alcun tipo di punto di contatto con la realtà. L’idea che il 99% delle persone ha del comunismo non è un ‘idea basata su una conoscenza della storia e della filosofia politica bensì solamente sugli stereotipi che vengono diffusi da un apparato mediatico che non è neutrale bensì è controllato da sistemi di potere che hanno tutto l’interesse a diffondere un’idea di comunismo parziale e costruita su misura per evitare che possa magari incontrare consensi come era accaduto nel corso del XX secolo. E quindi? Quindi basterebbe cominciare a spiegare alla gente che è assolutamente legittimo essere o meno comunisti, ci mancherebbe, ma bisogna sapere di cosa si parla. E invece migliaia di persone esprimono giudizi sul comunismo pensando che sia un qualcosa di genericamente negativo solo perchè questo è il giudizio espresso da una classe politica e intellettuale che ha tratto il proprio potere proprio dalla demonizzazione dell’ideologia che ha sfidato il capitalismo nel corso del Novecento. Il potere costituito costruisce il proprio consenso e il proprio potere politico proprio su questo punto, e per tutelare il proprio privilegio diffonde un’idea di comunismo del tutto parziale, decidendo arbitrariamente che non vi sono elementi positivi al suo interno e che noi, in quanto occidentali, incarniamo un altro sistema di valori inconciliabile. Tutto questo avviene perchè il comunismo è diventato quello che gli americani nel corso della Guerra Fredda hanno deciso che fosse, ovvero una dittatura abominevole e inumana, e nessuno più si prende la briga di controllare che cosa in effetti sia e dovrebbe essere. Appare chiaro che i padroni del mondo preferiscono che una ideologia che spiega scientificamente come avviene lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo venga demonizzata, in questo modo sigilleranno ancora una volta lo status quo. L’obiettivo dovrebbe quindi essere quello di liberare il comunismo dalle catene con cui i suoi nemici lo hanno imprigionato, e per farlo bisogna tornare a studiare Marx e a studiare la storia senza preconcetti e senza pregiudizi figli di un’era che ha costruito se stessa sulla sconfitta delle idee che riteneva scomode.

Tribuno del Popolo

 

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