"Liberismo o morte": Wikileaks rivela l'esistenza del TISATribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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“Liberismo o morte”: Wikileaks rivela l’esistenza del TISA

Nessuna sa cos’è il TISA, ora grazie a Wikileaks ne siamo venuti a conoscenza. Stiamo parlando di un trattato internazionale chiamato Tisa “Trade in services agreement” orientato a spingere i governi a liberalizzare i servizi: dalla sanità alle assicurazioni finendo con i dati personali degli utenti. Una sorta di “trattato finale” pro liberismo che sancirebbe la vittoria finale della finanza sulla politica. 

Il TISA, ovvero il “Trade in services agreement” è il trattato definitivo, quello cioè che dovrebbe sancire la vittoria finale della finanza sulla politica, ponendo fine a una partita che nel XX secolo ha visto la finanza traballare contro lo strapotere della politica e che oggi vuole invece prendersi la vendetta definitiva. Con il TISA infatti, ci saranno conseguenze inevitabili per i lavoratori europei e per miliardi di altre persone nel mondo dal momento che si assisterà a una massiccia privatizzazione di massa che investirà tutti i settori fondamentali della vita umana, dalle banche alla sanità fino ad arrivare a trasporti e istruzione, il tutto per soddisfare gli appetiti delle multinazionali e delle lobbies economiche. A rivelare l’esistenza di questo accordo ci ha pensato Wikileaks di Julian Assange, e subito l’Espresso in Italia ha ripreso il documento, pubblicandolo sul web. Apprendiamo in base a quello che ci racconta l’Espresso che l’accordo del TISA è stato discusso nel segreto più totale e che, secondo le disposizioni, non potrebbe venire rivelato per cinque anni dopo la sua approvazione.  Una sorta di accordo nel buio, di cui saremmo rimasti tutti all’oscuro non fosse per WikiLeaks che ha divulgato la notizia in occasione dei due anni in cui Assange si trova a vivere da recluso nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra.  Ma cos’è esattamente questo TISA?

Si tratta di un trattato sui servizi, e i servizi sono il più grande bacino di lavoro al mondo dal momento che i servizi producono il 70% del Pil globale. Solo per fare un rapido esempio il settore dei servizi negli Stati Uniti rappresenta il 75% dell’economia ed è in grado di generare l’80% dei posti di lavoro nel settore privato. Il TISA riguarderà i paesi con i servizi più sviluppati al mondo, e quindi tutto il mondo occidentale, Ue compresa, più Turchia, Taiwan, Corea del Sud, Pakistan, Giappone, Perù, Cile, Panama, Colombia, Messico e Costa Rica. Insomma una operazione globale che serve a fare gli interessi altrettanto globali delle multinazionali che ormai bramano di mettere le loro mani sul mercato dei servizi. L’Espresso cita la Coalition of Services Industries”, una vera e propria lobby americana che vuole privatizzare i servizi ad ogni costo, rapportandosi ai governi come a degli intralci ai profitti. La cosa che sorprende è che tutti vogliono che questo TISA rimanga segreto fino a cinque anni dopo la sua approvazione, come se si volesse nascondere qualcosa. Il TISA sarebbe in qualche modo l’evoluzione dei negoziati (Doha Round) svoltisi dal Wto a Doha, in Qatar, nel 2001. In quella occasione si erano poste le basi per la globalizzazione e la liberalizzazione dell’economia, ma poi anche a causa delle proteste la cosa si era arenata. Per fuggire dalle proteste di piazza però, gli Usa e i paesi che vogliono imporre una globalizzazione globale hanno deciso di continuare le loro manovre nell’ombra, avvolti dal segreto, e da qui la creazione del TISA, un accordo segreto che potrebbe però modificare in peggio la vita di miliardi di persone.  Insomma il TISA sarà uno strumento in mano alle multinazionali per impedire i tentativi dei governi di rafforzare le regole nel settore finanziario, e quindi di provare a regolamentarlo e controllarlo. Sembra che i paesi che aderiranno al TISA saranno poi costretti a sostenere le liberalizzazioni e perderanno persino il diritto a tenere dati finanziari nel proprio territorio. Inoltre gli Stati Uniti sembrano avere le idee chiare e chiedono che i paesi che aderiscono al TISA permettano al fornitore del servizio finanziario di trasferire dentro e fuori dal loro territorio i dati. Insomma i nostri governi stanno letteralmente pensando di cedere “legalmente” tramite il TISA, i dati personali e finanziari. Il timore è che, una volta varato, questo TISA non riesca più a fermarsi e investa anche sanità e istruzione con esiti disastrosi. Insomma la vittoria totale del privato sul pubblico, dell’economia sulla politica, della finanza su tutto. 

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/shankbone/6183812690/”>david_shankbone</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/”>cc</a>

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