Libia. 100 morti in una settimana,tornano gli spettri della guerra civile | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Libia. 100 morti in una settimana,tornano gli spettri della guerra civile

Dove hanno fatto il deserto, lo chiamano pace (Agricola, 30). Dopo mesi dalla caduta del Colonnello, la Libia è ancora un paese in ginocchio, ciclicamente interessato da aspri scontri tra le milizie armate delle tribù che infestano il Paese.

Il bilancio di una settimana di scontri nell’ovest della Libia parla di 100 morti e più di 500 feriti, non certo il bollettino di un Paese in pace. Il bilancio è stato inoltre confermato e riferito dal portavoce del Governo ad interim, Nasser El-Manee.  Quanti si aspettavano dopo caduta di Muammar Gheddafi nell’ottobre 2011 un periodo di pacificazione sono stati tutti duramente smentiti.  Da lunedì non sono però più stati registrati disordini nella regione delle montagne occidentali, circa 160 chilometri a sud di Tripoli, quindi si pensa che il peggio sia passato anche se nessuno, in Libia, è pronto a giurare che non vi saranno altri scontri. I combattimenti sono cominciati l’11 giugno, e hanno visto coinvolti i combattenti della città di Zintan, che combatterono in prima fila contro i lealisti di Gheddafi, e i membri delle tribù El-Mashasha, che nella guerra civile di un anno fa erano rimasti defilati. Il Cnt per cercare di porre fine ai combattimenti aveva dato ordine di dispiegare l’esercito. La situazione comunque rimane assai grave ancor più che i combattenti di Zintan avevano persino lanciato diversi razzi Grad, di fabbricazione russa, contro le posizioni El-Mashasha.  Già lo scorso dicembre i due gruppi si erano scontrati, quattro allora i morti. Ora i rivoluzionari Zintan accusano gli El-Mashasha di aver ucciso un loro miliziano, motivo per cui hanno dato inizio ai combattimenti. In vista delle elezioni per una nuova costituente, fissate per il 7 luglio, dopo il rinvio del 19 giugno, episodi del genere tendono a moltiplicarsi, portando la tensione a salire in Libia. Le autorità del Cnt del resto appaiono del tutto incapaci di imporre la pace e si mostrano completamente succubi delle bande armate , capaci di mettere a ferro e fuoco intere città indisturbate.

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